Archive | relazioni RSS feed for this section

BUON SENSO

20 Gen

Un giorno di sabato passava attraverso campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: «Perché fate ciò che non è permesso di sabato?». Gesù rispose: «Allora non avete mai letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame lui e i suoi compagni? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?». E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato»” (Luca 6:1-5).

Alla base della convivenza ci sono le leggi, le usanze, le convenzioni. Qualche volta invece è necessario solo il buon senso.

LASCIARE UNA TRACCIA

3 Ago

empatia

Ormai non ne capisco più molto di fisica – come molti di voi, vero? – salvo che la pera cade sulla testa di chi sta sotto l’albero, che Galilei nel duomo di Pisa esclamò “Eppur si muove!” e cose del genere più o meno conosciute da tutti, ma quanto espresso nell’equazione di Dirac

+m) ψ = 0”

che riporto in fiducia, come espresso nella spiegazione della figura dove entanglement significa intrigo, groviglio è qualcosa di meraviglioso, non solo in una relazione di coppia, ma in tutte le interrrelazioni umane.

Ciò che, in termini più terra a terra e sicuramente più comprensibili, è “lasciare una traccia”, creare dei legami o come uso dire io, tessere relazioni.

Pensiamo a quante informazioni importanti abbiamo accumulato dai nostri genitori, da una persona amata ma anche incontrata una sola volta o, più lontano nel tempo, dalla/dal nostr* maestr* delle elementari. Poco importa se non ne rammentiamo la fonte, che forse assoceremo all’informazione in un altro momento.

Di contro pensiamo a quante informazioni abbiamo lasciato noi agli altri spesso senza accorgersene, che però li hanno influenzati.

Da ciò, andando oltre l’equazione di Dirac, la necessità di manterese sempre un comportamento corretto e coerente, perché se la donna della citazione chiede “Dimmi”, molto più delle parole conta il linguaggio non verbale, che se è in contraddizione con esse le smentisce.

Anche per questo motivo la vita umana non può considerarsi pienamente tale in assenza di relazioni.

 

CUSTOMER CARE

22 Giu

L’altro giorno ho acquistato in erboristeria una confezione di semi di semi di sesamo. A casa ho visto che era scaduta da due giorni, cosa che, trattandosi di semi è ininfluente.

Sono tornato al negozio, trovandomi da quelle parti, non per protestare ma per farglielo notare perché qualcuno potrebbe, invece, lamentarsi trattandosi di un negozio specialistico e non di un grande magazzino.

Per ringraziarmi dell’avviso, non dietro mia richiesta, la proprietaria mi ha dato gratis un’altra confezione con scadenza 2017.

Questo è un esempio di cura del cliente.

POSSESSO

13 Giu

“Subito, con le prime parole che le rivolse, volle avvisarla che non intendeva compromettersi in una relazione troppo seria. Parlò cioè a un dipresso così: “T’amo molto e per il tuo bene desidero ci si metta d’accordo di andare molto cauti”. La parola era tanto prudente ch’era difficile di crederla detta per amore altrui, e un po’ più franca avrebbe dovuto suonare così: “Mi piaci molto, ma nella mia vita non potrai essere giammai più importante di un giocattolo. Ho altri doveri io, la mia carriera, la mia famiglia”.

La sua famiglia? Una sola sorella non ingombrante né fisicamente né moralmente, piccola e pallida, di qualche anno più giovane di lui, ma più vecchia per carattere o forse per destino. Dei due, era lui l’egoista, il giovane; ella viveva per lui come una madre dimentica di se stessa, ma ciò non impediva a lui di parlarne come di un altro destino importante legato al suo e che pesava sul suo, e così, sentendosi le spalle gravate di tanta responsabilità, egli traversava la vita cauto, lasciando da parte tutti i pericoli ma anche il godimento, la felicità. A trentacinque anni si ritrovava nell’anima la brama insoddisfatta di piaceri e di amore, e già l’amarezza di non averne goduto, e nel cervello una grande paura di se stesso e della debolezza del proprio carattere, invero piuttosto sospettata che saputa per esperienza.

Questo è l’inizio di Senilità, il romanzo di Italo Svevo, in cui il protagonista maschile, Emilio Brentani, dimostra tutto il suo maschilismo nella frase non detta.

Scritto nel 1898 propone un pensiero ancora tristemente attuale per molti uomini.

AFFETTO, AMORE E INIBIZIONI

18 Apr

JoBaez

Questa è la copertina di un’autobiografia di Joan Beaz, del 1969 negli Oscar Mondadori, lire 1500, ma chi di noi, sopra una certa età, non ha in casa una biografia di Joan Beaz, di Bob Dylan o dei Beatles?

Il titolo originale è Daybreak, ma voglio soffermarmi sulla scelta dell’editore italiano. Amore e love sono termini inflazionati e dovremmo tornare alla distinzione della lingua greca tra i diversi tipi d’amore per apprezzarne appieno il significato.

Direi quindi, “Saresti imbarazzata/o se ti dicessi che ti voglio bene?”.

Posta così, superati gli equivoci, è una domanda molto interessante che dovremmo rivolgere alle nostre amiche e ai nostri amici, perché provare affetto, “voler bene” appunto, come l’amore in una coppia, è qualcosa che va maturata e rinnovata di giorno in giorno, aggiungendo ogni giorno un tassello o un mattoncino Lego. Qualche volta accadrà di togliendone uno per un’incomprensione, ma se la relazione è forte resisterà e sarà stato solo per rafforzarla.

“Voler bene” è abbassare le difese, fidarsi. A un’amica o a un amico non bisogna “raccontare tutto”, lasciamolo fare alle adolescenti (gli adolescenti sono più riservati), ma essere pronti a farlo quando serve.

Relazione. Una dei maggiori esperti in assoluto, la Volpe del Piccolo Principe, dice che va costruita ogni giorno.

Per questo ogni tanto bisognerebbe salutare un’amica o un amico con un “piacere di conoscerti”, perché nel tempo io sono cambiato, tu sei cambiata/o, ma continuo volerti bene per come sei, per la ricchezza interiore che solo tu hai.