Archivio | maggio, 2019

DELLE PENE

24 Mag

“Nonostante tutto, continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo”.

Chi non punisce il male, comanda che si faccia”.

Non sono due pensieri antitetici, ma complementari.

Il primo lo troviamo nella penultima pagina del Diario di Anna Frank. Scritto da una ragazzina di tredici anni murata viva e che comunque prima di morire pensava ancora che dell’umanità non si possa fare di ogni erba un fascio.

Il secondo invece, non è di Nicolò Machiavelli o di un magistrato dei nostri tempi, ma di Leonardo da Vinci, più famoso per i suoi disegni, le sue invenzioni, i suoi dipinti.

In modo lapidario, senza usare il linguaggio moderno a cui siamo più avvezzi, Leonardo reclama quella certezza della pena invocata da molti e tuttora assente.

Chissà, forse, un giorno.

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CARTA DI ASSISI 2019!?

11 Mag

Oggi siamo arrivati a quella che è… direi… formulata la carta di Assisi…” dice testualmente il francescano Enzo Fortunato.

C’è qualcosa che sfugge nella trasmissione cattolica “TG1 Dialogo” di oggi, domenica 11 maggio 2019, perché la Carta di Assisi è stata presentata il 20 settembre 2017 da Articolo 21, presente lo stesso Beppe Giulietti che tra l’altro oggi è a Trieste, presidente della FNSI, carta sulla comunicazione, ennesimo documento di una decina che su per giù dicono o ripetono la stessa cosa.

Dunque, o è una presentazione del libro che il frate ha in mano, o è una brutta replica di qualcosa che è stato già visto un anno e mezzo fa. Comunque c’è qualcosa che non torna e di certo non si fa passare per nuovo qualcosa di vecchio.

Originalità vo cercando.

“NON MOLLARE NOEMI!”

7 Mag

Non ho condiviso, al tempo dell’attentato al Bataclan di Parigi, il “Siamo tutti parigini” e i successivi nell’occasione degli attentati alle metro di Barcellona e di Londra, perché l’empatia si dimostra in altro modo e anche perché non ho mai visto un “siamo tutti” di solidarietà contro gli attentati islamisti nei Paesi mussulmani.

Così come questa mattina mi aspettavo un gesto di solidarietà a Valentina Sestito con un chiaro “Siamo tutti terroni”, che però sembra non essere pervenuto.

Ho scritto però “Non mollare Noemi!”, la bambina di quattro anni che lotta tra la vita e la morte in un ospedale di Napoli.

Da credente accetto per fede ma faccio difficoltà a capire la sofferenza dei bambini, bambini che cadono come moschini sulle lampade all’aperto in estate e che nel loro vocabolario non hanno la parola pace come in Siria e Yemen ma non solo, bambini in ospedale che a differenza degli adulti non sanno darsene una ragione, bambine e bambini che vengono violentati da piccoli e che vivranno quel trauma tutta la vita.

Bambini come Noemi che un attimo prima era sicura con la mamma e la nonna e un attimo dopo in rianimazione in ospedale. Non in guerra, ma nella civilissima Italia.

Noemi non è un simbolo. È una persona e come tale è titolare di diritti giuridici e morali, come ne ha diritto e li può esercitare una bambina di quattro anni.

C’è chi comincia a parlare di situazione irreversibile e di accanimento terapeutico. Non entro nel merito e mi affido alla coscienza e alla capacità dei medici.

È inutile domandare un cambio di rotta a chi fa del male per i propri interessi senza tener conto degli effetti collaterali.

Per questo motivo ho scritto “Non mollare Noemi!”, ma forse anche come gesto di ribellione per come stanno andando avanti le cose e per i morti che contiamo ogni sera.

Alcuni di noi hanno vissuto la stagione degli “anni di piombo”, non fatecela ripetere sotto altra forma!