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CONSIGLI ALLE FANCIULLE

19 Set

LAERTE –

Quanto ad Amleto ed alle frivolezze

di cui ti circuisce, fanne il conto

d’una moda, d’un gioco del suo sangue,

una viola di primaticcio sboccio,

precoce ma d’effimera esistenza,

dolce ma non durevole,

il profumo e lo svago di un momento.

Nient’altro più.

OFELIA –

Nient’altro?…

LAERTE –

Non pensarci.

L’uomo, nel suo sviluppo naturale,

non cresce solo di forza e statura,

ma a misura che il suo tempio s’espande,

s’accrescono anche in esso le funzioni

che vi celebra l’animo e la mente.

Forse ora egli t’ama, ed in quest’ora

nessuna macchia di riserva o calcolo

appanna l’onestà dei suoi propositi;

ma farai bene a star molto guardinga,

perché data l’altezza del suo rango,

egli non può disporre a suo talento

della sua volontà, perché egli stesso

è suddito dei suoi stessi natali,

non può foggiarsi a suo modo la vita,

come può un comune individuo;

e ciò perché dalle sue decisioni

può dipendere la salute e il bene

del regno; ogni sua scelta è sottoposta

ai desideri ed al consentimento

di quel corpo del quale egli è la testa.

S’egli ora dunque ti professa amore,

sarai saggia se gliene farai credito

nei limiti che a lui son consentiti,

dalla particolarità del rango,

di porre in atto quanto possa dire;

perché non potrà farlo oltre quel tanto

che possa consentirgli in generale

la pubblica opinione in Danimarca.

Rifletti dunque bene a quale perdita

potrebbe derivare all’onor tuo

se tu prestassi alle sue serenate

troppo credulo orecchio, a cuor perduto,

o se schiudessi il tuo casto tesoro

alla sfrenata sua insistenza. Attenta,

Ofelia, attenta, cara mia sorella!

Tieniti sempre nella retroguardia

della passione, fuor dalla portata

e dai pericoli del desiderio.

Fa già abbastanza dono di se stessa

la vergine più schiva che alla luna

discopre le sue vereconde grazie.

Mai la virtù è sfuggita alla calunnia.

A primavera il verme rode i fiori

avanti che si schiudano dai bocci,

così come la prima giovinezza,

come la rorida rugiada all’alba,

si trova molto spesso minacciata

da effluvi contagiosi. Dunque, attenta!

La migliore difesa è nel temere.

La gioventù è ribelle già a se stessa,

anche senza bisogno di alleati!

OFELIA –

Custodirò, a guardiana del mio cuore,

la morale di questo tuo consiglio.

Ma tu, per parte tua, fratello caro,

non fare come certi indegni preti

che, mentre additano la via del cielo

erta e spinosa, vanno poi calcando

da tronfi e ben pasciuti libertini

i sentieri fioriti del piacere,

dimentichi dei lor buoni precetti.

LAERTE –

Oh, per me non temere!…

W. Shakespeare, Amleto, I, 3 (enfasi mia)

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TORNARE E RIPARTIRE

9 Set

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Cesare Pavese certo non aveva in mente la crisi economica che, nonostante le rassicurazioni, imperversa in Italia.

Grande è l’attualità di questi versi, che vede i nostri giovani lasciare il Paese e, di quando in quando, tornare ad abbracciare gli affetti e ripartire.

(dedicato ai miei nipoti, ma non solo)

500L E FIDUCIA

7 Lug

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Ho trovato questa fotografia in un blog americano che parlava di prossemica tra uomo e donna.

Con tutta evidenza non è l’interno di una Fiat 500L, di quelle con la “doppietta” com’era la mia, ma mi ha fatto rammentare un episodio di quando ero intorno ai vent’anni.

Andavo spesso a seguire delle conferenze con una mia amica (solo amica, perché avevo “messo gli occhi” su sua sorella, ma questa è un’altra storia). Qualche volta accadeva che, accompagnatala sotto casa, rimanevamo in doppia fila a discutere sulla conferenza appena seguita, incuranti di ciò che i passanti, e soprattutto i suoi vicini, potessero pensare.

Una volta in auto con lei mi capitò nel cambiare marcia di prendere il suo ginocchio sinistro anziché il pomello della leva del cambio.

Io diventai bianco, verde ma soprattutto rosso, lei invece, conoscendomi, non ne fece caso e minimizzò l’incidente facendo finta di nulla.

Il valore di un rapporto di fiducia.

SIMBOLI

21 Apr

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Abito vicino a una stazione dei carabinieri e a due scuole.

La bandiera dei carabinieri è verde-bianca-rossa, quelle delle scuole, se non attorcigliate sui pennoni, verdi-grige-rosse.

La scuola italiana ha ancora problemi organizzativi ed economici (l’ormai famosa carta igienica portata da casa) ma se è vero che l’educazione e l’istruzione dei giovani passano anche per i simboli, le bandiere ingrigite dallo smog non aiutano certo a sviluppare quell’amor patrio – che non è xenofobia – ormai quasi assente in Italia.

RIPARTIRE PER ATTUARE

6 Dic

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Quasi tutta la giornata di ieri è stata dedicata più che alla bocciatura della riforma costituzionale alle dimissioni di Matteo Renzi. Dimissioni e crisi di governo che certo hanno un pesante riflesso sulla vita polita italiana e, in parte, dell’Unione Europea.

Resta però il fatto che il 60,1% ha ritenuto opportuno non accettare la riforma e mantenere la Costituzione del 1948 e relative modifiche. Che alcuni o molti abbiano votato no per antipatia a Maria Elena Boschi o a Matteo Renzi e il suo governo non deve distrarci.

Dunque, ricominciamo.

La Costituzione c’è. Ciò che è mancato e continua a mancare, come da quasi subito aveva denunciato Piero Calamamandrei ritardi riguardo all’applicazione dell’art. 34 sul diritto allo studio.

Chi deve darsi da fare, perché il futuro è più loro che delle persone avanti con l’età, è quel 70% di giovani che hanno preferito mantenere la Carta costituzionale del 1948.

Darsi da fare in tutte le sedi legali affinché i suoi principi siano attuati, cominciando col pretendere che, una volta emanata una legge questa non sia resa vana per la mancata emanazione dei decreti attuativi.

Mi vengono in mente, a solo titolo di esempio tra i molti altri, oltre al citato art. 34 e seguenti sul diritto allo studio

  • la pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni sociali e personali (art. 3)

  • l’inviolabilità della libertà personale (art. 13), la libertà di pensiero (art. 21) del nome (art. 28), particolare importante a cui pochi fanno caso.

  • la responsabilità penale personale (art. 27) e quella dei funzionari e dipendenti (art. 28), perché la libertà è fatta di diritti ma anche di doveri

  • il diritto alla famiglia (art. 29 e succ.) e alla salute (art. 32)

  • il diritto al lavoro, citato negli art. 35 e seguenti, in particolare l’art. 37, in cui compare per la prima volta la parola donna e dice che le donne hanno diritto alla parità di retribuzione. La costituzione non tutela le “quote rosa”, che son finite per confinare le donne in “riserve protette”, ma la parità di genere.

Questi sono solo alcuni articoli di un elenco certamente più lungo su cui lavorare e pretendere risposte.

Scherzosamente ieri qualcuno ha scritto che i diciottenni con il “bonus cultura” hanno comperato una copia della Costituzione. Per molti sarebbe un buon primo passo. Far politica non è solo candidarsi e essere eletti, ma anche tenersi informati, seguire gli eventi nel micro (la propria città) e nel macro (la nazione), rivendicando i propri diritti nelle sedi opportune.

Utopia? Sì, no, forse… non so dare una risposta, ma sono abituato ai refoli della Bora, vento gelido da Est-Nord-Est, che nei suoi mulinelli da dietro le spalle te lo trovi diritto in faccia. Parafrasando il “cambiaverso”, può cambiare anche il vento, e incanalarsi nella direzione giusta.

COSTITUZIONE

5 Dic

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Ora che col 59,11% abbiamo deciso di confermarla, diamoci da fare affinché, già dall’artico 1, sia attuata appieno.

I mezzi ci sono, altro che chiacchiere!

TRE PUNTI DI VISTA SULLA GIOVINEZZA

11 Nov

Ho visto in uno scaffale di un supermercato il libro La storia dei Medici, a € 9,90, sconto 15%. Ovviamente non è la storia della famiglia Medici, ma il testo da cui è stato ricavato il film che, come molti altri, non è fedele alla realtà storica.

Nipote di Cosimo, Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico, è famoso per la la ripresa (ritornello) sulla giovinezza nella sua ballata La canzone di Bacco.

Quant’è bella giovinezza

che si fugge tuttavia!
Chi vuole esser lieto, sia,
di doman non c’è certezza.

Lorenzo de’ Medici, La canzone di Bacco.

È interessante confrontare il suo testo con altri due famosi, quello di Giacomo Leopardi, a torto considerato pessimista e quello di Qohelet (L’Ecclesiaste), che richiama alla responsabilità.

Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d’allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo’; ma la tua festa
ch’anco tardi a venir non ti sia grave.

Leopardi, Il sabato del villaggio.

Ricordati del tuo creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni tristi e giungano gli anni di cui dovrai dire: “Non ci provo alcun gusto”,
prima che si oscuri il sole, la luce, la luna e le stelle e ritornino le nubi dopo la pioggia;

quando tremeranno i custodi della casa e si curveranno i gagliardi e cesseranno di lavorare le donne che macinano, perché rimaste in poche, e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre

e si chiuderanno le porte sulla strada; quando si abbasserà il rumore della mola e si attenuerà il cinguettio degli uccelli e si affievoliranno tutti i toni del canto;
quando si avrà paura delle alture e degli spauracchi della strada; quando fiorirà il mandorlo e la locusta si trascinerà a stento e il cappero non avrà più effetto, poiché l‘uomo se ne va nella dimora eterna e i piagnoni si aggirano per la strada;
prima che si rompa il cordone dargento e la lucerna doro sinfranga e si rompa lanfora alla fonte e la carrucola cada nel pozzo
e ritorni la polvere alla terra, com’era prima, e lo spirito torni a Dio che lo ha dato.
Vanità delle vanità, dice Qohelet, e tutto è vanità.
Qohelet 12:1-8