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ATTUALITÀ

22 Apr

Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e il Signore li consegnò nelle mani di Madian per sette anni. La mano di Madian si fece pesante contro Israele; per la paura dei Madianiti gli Israeliti adattarono per sé gli antri dei monti, le caverne e le cime scoscese. Ogni volta che Israele aveva seminato, i Madianiti con i figli di Amalèk e i figli dell’oriente venivano contro di lui, si accampavano sul territorio degli Israeliti, distruggevano tutti i prodotti della terra fino alle vicinanze di Gaza e non lasciavano in Israele mezzi di sussistenza: né pecore né buoi né asini. Venivano, infatti, con i loro armenti e con le loro tende e arrivavano numerosi come le cavallette – essi e i loro cammelli erano senza numero – e venivano nella terra per devastarla. Israele fu ridotto in grande miseria a causa di Madian e gli Israeliti gridarono al Signore. (Giudici 6:1-6).

Più di qualcuno dovrebbe rileggere questo brano.

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A PROPOSITO DELLA CANCELLAZIONE DELLA PALESTINA

29 Dic

Palestina

Israele ha una storia lunga e nel contempo breve. L’Israele biblico, promesso a Abramo e realizzatosi prima con la presa di coscienza degli ebrei di essere un popolo, in fuga dall’Egitto guidati da Mosè, e arrivati in Canan, l’odierna Palestina, sotto la guida di Giosuè. Terminò (e dal punto di vista cristiano aveva terminato la sua funzione profetica alla morte di Gesù di Nazareth) con la distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d. C., con la presa di Masada nel 73, e per ultimo nel 135 quando i Romani, per essere chiari, cambiarono il nome di Gerusalemme in Ælia Capitolina.

La storia poi continua con la dominazione musulmana, le crociate e altri avvenimenti che non riguardano più il popolo di di Israele, ormai nella diaspora, che vuol dire dispersione, che tra gli altri eventi ha visto gli ebrei, popolo non più nazione, sottoposti assieme ad altri all’Inquisizione, chiusi in ghetti,  allo sterminio nazista, che loro chiamano Shoa, alla colonizzazione inglese della Palestina e, finalmente, con la Risoluzione Onu n. 181 del 1947 che stabilì  di dividere il territorio in due stati.

Il 1° maggio 1948 è sorto il nuovo stato di Israele, che si differenzia molto da quello biblico.

Il resto è storia moderna che si può trovare facilmente in internet e della quale, tra gli altri, scrivono spesso, con obiettività, gli scrittori ebrei David Grossman e Amos Oz.

In italiano chiamiamo israeliti i componenti dell’Israele biblico, israeliani i cittadini dell’Israele moderno che, a differenza del primo, non sono tutti ebrei.

Abbiamo visto troppe volte sterminare popoli, pensiamo agli atzechi e ai maya o anche solo cancellare i loro nomi dalle carte e dalle realtà geografiche, pensiamo agli nativi d’America o, più vicini a noi, agli armeni, per accettare che ciò sia fatto di nuovo, in nome di un’ideologia.

A PROPOSITO DELLA CANCELLAZIONE DELLA PALESTINA

12 Ago

PalestinaIsraele ha una storia lunga e nel contempo breve. L’Israele biblico, promesso a Abramo e realizzatosi prima con la presa di coscienza degli ebrei di essere un popolo, in fuga dall’Egitto guidati da Mosè, e arrivati in Canan, l’odierna Palestina, sotto la guida di Giosuè. Terminò (e dal punto di vista cristiano aveva terminato la sua funzione profetica alla morte di Gesù di Nazareth) con la distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d. C., con la presa di Masada nel 73, e per ultimo nel 135 quando i Romani, per essere chiari, cambiarono il nome di Gerusalemme in Ælia Capitolina.

La storia poi continua con la dominazione musulmana, le crociate e altri avvenimenti che non riguardano più il popolo di di Israele, ormai nella diaspora, che vuol dire dispersione, che tra gli altri eventi ha visto gli ebrei, popolo non più nazione, sottoposti assieme ad altri all’Inquisizione, chiusi in ghetti,  allo sterminio nazista, che loro chiamano Shoa, alla colonizzazione inglese della Palestina e, finalmente, con la Risoluzione Onu n. 181 del 1947 che stabilì  di dividere il territorio in due stati.

Il 1° maggio 1948 è sorto il nuovo stato di Israele, che si differenzia molto da quello biblico.

Il resto è storia moderna che si può trovare facilmente in internet e della quale, tra gli altri, scrivono spesso, con obiettività, gli scrittori ebrei David Grossman e Amos Oz.

In italiano chiamiamo israeliti i componenti dell’Israele biblico, israeliani i cittadini dell’Israele moderno che, a differenza del primo, non sono tutti ebrei.

Abbiamo visto troppe volte sterminare popoli, pensiamo agli atzechi e ai maya o anche solo cancellare i loro nomi dalle carte e dalle realtà geografiche, pensiamo agli nativi d’America o, più vicini a noi, agli armeni, per accettare che ciò sia fatto di nuovo, in nome di un’ideologia.