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A PROPOSITO DI ALFIE EVANS

24 Apr

Scrivevo il 17 novembre scorso, ma tuttora valido nella sua attualità. I cattolici e i pro life dovrebbero leggere attentamente soprattutto il Messaggio del Santo Padre al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita.

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UOMINI E DONNE GIOCATTOLO

19 Dic

Italo Svevo nacque il 19 dicembre 1861 in quella Trieste che lo vide compagno di Umberto Saba e James (Giacomo) Joyce.

Nel romanzo Senilità, ambientato a Trieste, racconta della vita di Emilio Brentani, un impiegato senza troppe aspirazioni in una compagnia di assicurazioni, e delle sue presunte avventure amorose con Angiolina Zarri, donna totalmente diversa da lui.

L’incipit del romanzo è la descrizione di un uomo che considera la donna come un oggetto usa e getta, come, purtroppo ce ne sono anche nella realtà.

Subito, con le prime parole che le rivolse, volle avvisarla che non intendeva compromettersi in una relazione troppo seria. Parlò cioè a un dipresso così: – T’amo molto e per il tuo bene desidero ci si metta d’accordo di andare molto cauti. – La parola era tanto prudente ch’era difficile di crederla detta per amore altrui, e un po’ più franca avrebbe dovuto suonare così: – Mi piaci molto, ma nella mia vita non potrai essere giammai più importante di un giocattolo. Ho altri doveri io, la mia carriera, la mia famiglia.

La sua famiglia? Una sola sorella non ingombrante né fisicamente né moralmente, piccola e pallida, di qualche anno più giovane di lui, ma più vecchia per carattere o forse per destino. Dei due, era lui l’egoista, il giovane; ella viveva per lui come una madre dimentica di se stessa, ma ciò non impediva a lui di parlarne come di un altro destino importante legato al suo e che pesava sul suo, e così, sentendosi le spalle gravate di tanta responsabilità, egli traversava la vita cauto, lasciando da parte tutti i pericoli ma anche il godimento, la felicità. A trentacinque anni si ritrovava nell’anima la brama insoddisfatta di piaceri e di amore, e già l’amarezza di non averne goduto, e nel cervello una grande paura di se stesso e della debolezza del proprio carattere, invero piuttosto sospettata che saputa per esperienza”.

Molti uomini la pensano ancora così. 😦

DOMENICA

29 Ott

Domenica, dal latino dies dominici, giorno del Signore, nella tradizione cristiana rammenta la resurrezione di Gesù Cristo.

C’è chi la chiama in altro modo, come per esempio l’inglese Sunday, giorno del sole.

Libertà è anche tener conto e rispettare le differenze.

STARE IN SILENZIO

7 Set

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In inglese, lingua della Rete, chiamiamo information overflow quell’ammasso di notizie ridondanti che di fatto vanificano l’informazione iniziale. Accade in tutti settori, dalla politica i cui messaggi a forza di essere ripetuti anziché essere creduti ottengono l’effetto contrario, nella pubblicità che se non studiata dagli esperti del settore anziché essere quel messaggio subliminale che ti fa acquistare proprio quella marca di quel prodotto e non un’altra a suon di passaggi negli intervalli pubblicitari nessuno o pochi ci fa più caso.

Accade però anche nella cronaca, e pazienza se lo fa in quella rosa che per sua natura vive sul pettegolezzo.

Quando però l’informazione con presunti aggiornamenti all’ultimo minuto, con scene ripetute ormai a rullo, tratta della cronaca nera la faccenda assume tutto un altro aspetto.

Finalmente sta montando la protesta su come i media stanno trattando gli stupri di Rimini. Come ha scritto @milaspicola La pubblicazione del resoconto di uno stupro è un secondo stupro su quelle donne. Rifiuto la barbarie collettiva. Diamoci una regolata tutti”, ma riusciranno a capirlo i media? Sempre in inglese chiamiamo i giornali “newspaper”, letteralmente foglio (paper) di notizie (news). Lo “stupro di Rimini” è stato perpetrato la notte del 25 agosto, quasi mezzo mese fa e, pur senza mai abbassare  la guardia su questi tristi fenomeni, l’unica cosa seria da parte nostra è lasciar fare agli inquirenti e da parte dei media evitare di continuare a darne spettacolo, come scrive il fotografo Ansel Adam nel nell’”attacco poetico” proposto. 

VIRTUDE E CANOSCENZA

6 Set

Dante Alighieri nel canto XVI della Divina Commedia fa dire a Ulisse le parole che ho trovato riportate su un murale della serie “attacchi poetici”.

 

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Basterebbe riflettere sul significato della parola bruto di questi versi, scritti secondo la tradizione il 9 aprile 1300, per migliorare la nostra società, quanto a convivenza, onestà e rispetto per l’altr*.

Nel 2017 l’ignoranza è una scelta lecita solo se non ha conseguenze.

ARROGANZA

5 Lug

Due storie, relativamente vicine sia per distanza fisica sia per contenuto.

Un prete del Friuli, Emmanuel Runditse, che riceve una sanzione per inquinamento acustico e si ribella, “Dura reazione del religioso che chiama gli scampanotadors che suonano per diverso tempo e annuncia: “Domenica all’omelia dirò tutto””, senza minimamente mettersi in discussione pensando che alle 7 del mattino di un giorno festivo più di qualcuno, che non rientra nel novero dei suoi fedeli, ha tutto il diritto di non essere svegliato più o meno bruscamente. Lo stesso giornale, ieri, ha riportato il parere personale della sindaca, che in quella veste è tenuta a far rispettare la legge.

A Trieste Luigi Moro, il rettore di Monte Grisa, già alla ribalta per aver fatto dorare due statue senza avere la copertura finanziaria, riceve una sanzione dai Carabinieri (Guardia Forestale nell’articolo) per aver «cambiato la destinazione d’uso di area boschiva in area di parcheggio» e più avanti dovrà rispondere alla Sovraintendenza alle Belle Arti per aver cambiato in blu la luce bianca della croce che sovrasta la chiesa.

Se è vero che Pietro e Giovanni, quando furono diffidati dal sinedrio dal predicare risposero “Vi pare giusto davanti a Dio ascoltare voi piuttosto che Dio?” (Atti 4.19), e altrettanto vero che “Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c’è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio”. (Romani 13:1).

L’affermazione di Pietro e Giovanni riguarda la fede e la predicazione, il monito di Paolo, invece, riguarda l’aspetto societario della chiesa, che troppi, troppo spesso, dimenticano.

Quale insegnamento possono trarre da questi episodi i giovani a proposito del rispetto delle autorità?

RISPETTO PER GLI ANZIANI E PER I BAMBINI

3 Lug

Allo sportello di un ufficio (banca, ente pubblico, posta, il luogo è indifferente), oggi.

Si presenta un anziano male in arnese, su una sedia a rotelle.

L’impiegato chiede cortesemente se l’uomo riesce ad alzarsi un attimo per apporre la firma.

L’accompagnatrice (badante o figlia, la cosa non cambia), vedendolo in difficoltà gli dice bruscamente “Sbrigati, se no ti lascio qua!”.

Proprio come molti genitori, altrettanto ingiustamente, minacciano i loro figli piccoli quando fanno i capricci.

(Riporto i generi come dalla scena di stamane, ma potrebbero essere ribaltati).