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L’IMPROVVISA FRETTA SUL FINE VITA

17 Nov

Questo, così come appare sull’Osservatore Romano, e non altri è il messaggio che Bergoglio ha mandato a Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e a tutti i partecipanti al Meeting Regionale Europeo della World Medical Association sulle questioni del cosiddetto “fine-vita”, organizzato presso l’Aula Vecchia del Sinodo in Vaticano il 16 e 17 novembre 2017.

Rattrista notare come alcuni politici, giornali e opinionisti lo hanno strumentalizzato con dei virgolettati che tali non sono o stravolgendo le parole, ma anche da cittadino di uno stato laico leggere di politici che cavalcano l’onda dicendo che c’è fretta di approvare la legge dopo anni di letargo in Parlamento, solo perché si è espresso il massimo esponente di una chiesa.

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LAICITÀ DOVE SEI?

20 Set

xxsettembre

In un paese dove si festeggia anche la Befana (prima abolita poi reintegrata su sollecitazione dei cittadini di Roma) non una parola dalle Istituzioni sull’anniversario della breccia di Porta di Pia, che è una delle tappe fondamentali dell’unità d’Italia.

Qualcuno forse sbadatamente si sarà chiesto perché oggi gli autobus urbani hanno la bandiera.

A Trieste, il viale dell’Acquedotto,  chiamato così per la presenza di acqua setterranea come in via del Torrente, via Settefontane e altri toponimi,  ha cambiato nome diventando Viale XX Settembre.

Al di là dell’ufficialità è diventato tout court il “Viale”, primo tra altri, segno di indifferenza ma anche di ignoranza della storia.

In questi casi si parla di “politicamente corretto” per non urtare l’”Oltretevere”? Eppure il presidente del Consiglio, lo scorso febbraio in occasione della votzione in Parlamento sulle unioni civili, aveva dato un segnale forte e inequivocabile.

(Ai distratti rammento che c’è una via XX Settembre anche a Roma)

 

LAICITÀ VO INVANO CERCANDO

25 Giu

Nella sua prima uscita come sindaca di Roma Virginia Raggi è stata ripresa accanto ad un porporato. Vedremo se riuscirà nel non facile compito, inserito nel suo programma elettorale, di far pagare l’Imu al Vaticano per le tante proprietà presenti sul territorio di Roma non identificabili come edifici di culto.

Lascia molto perplessi, oggi, la notizia dell’accordo tra Giuseppe Sala e Angelo Scola per la costruzione della moschea di Milano, promessa non mantenuta dall’amministrazione Pisapia – in Italia siamo abituati alle promesse dimenticate – e sull’intento comune di garantire il diritto di culto a tutte le fedi, compresa quella islamica.

Oltre al gesto di per sé significativo dell’incontro avvenuto in curia e non in municipio, il sindaco di un comune dovrebbe sapere che gli articoli 8 e 19 della Costituzione della Repubblica Italiana garantiscono libertà di culto, purché non contrario alla pubblica morale, senza dover chiedere il benestare alla Curia vescovile cattolica.

Dubito che in Italia, avremo mai quella laicità che anche il presidente del consiglio aveva richiamato in occasione della legge sulle unioni civili.

Una laicità non offensiva, che non c’entra nulla con i crocefissi e le recite di natale, ma che sappia dire in modo chiaro e univoco e non tra le righe o tra le pieghe della legge, “tu comandi là ma qui comando io, perché sono io che rappresento i cittadini e sono io che vesto la fascia tricolore”.

INIZIA LA PROPAGANDA

20 Mar

Dopo dalla morte di Eluana Englaro, nel 2009, e molti anni di silenzio da parte delle Istituzioni a proposito delle dichiarazioni anticipate di trattamento, le commissioni Affari sociali e Giustizia di Montecitorio hanno iniziato la discussione delle quattro proposte di legge sull’eutanasia.

A qualche giorno di distanza Angelo Bagnasco interviene oggi proponendo nelle pagine di Repubblica.it le sue linee guida, citando parzialmente la Costituzione italiana – che però all’articolo 32 recita “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

La Costituzione italiana non impone, la Cei pare lo voglia fare anche a chi non è membro della Chiesa Cattolica riproponendo i suoi  principi non negoziabili  che ormai tutti conoscono.

Ci aspettiamo che i “consigli”,  magari a qualche persona particolare ma senza farne il nome, com’è costume, da ora all’eventuale legiferazione saranno ancora molti.