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LA SCRITTA INVINCIBILE

21 Nov

LA SCRITTA INVINCIBILE

Al tempo della guerra mondiale
in una cella del carcere italiano di San Carlo
pieno di soldati arrestati, di ubriachi e di ladri,
un soldato socialista incise sul muro col lapis copiativo
viva Lenin!
Su, in alto, nella cella semibuia, appena visibile,
ma scritto in maiuscole enormi.
Quando i secondini videro, mandarono un imbianchino
con un secchio di calce e quello,
con un lungo pennello, imbiancò la scritta minacciosa.
Ma siccome, con la sua calce,
aveva seguito soltanto i caratteri
ecco che c’è scritto nella cella, in bianco
viva Lenin!
Soltanto un secondo imbianchino coprì il tutto con più largo pennello
sì che per lunghe ore non si vide più nulla.
Ma al mattino, quando la calce fu asciutta,
ricomparve la scritta viva Lenin!
Allora i secondini mandarono contro la scritta un muratore armato di coltello.
E quello raschiò una lettera dopo l’altra, per un’ora buona.
E quand’ebbe finito, c’era nella cella, ormai senza colore
ma incisa a fondo nel muro, la scritta invincibile:
viva Lenin!
E ora levate il muro! disse il soldato
.

Bertolt Brecht, Poesie di Svendborg, Trad. it. di Franco Fortini, Einaudi 1976.

Dubito che colui che ha reimbrattato con una frase offensiva il muro sul quale il comune aveva speso i denari pubblici per cancellarne altre abbia letto Brecht e, se lo ha  fatto, non ne ha capito il senso. Perché un carcerato non può esprimersi che vosì, una persona libera ha altri mezzi.

 

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DELLE RIDUZIONI CINEMATOGRAFICHE

18 Nov

Più volte abbiamo letto di autori che si sono dissociati dalla riduzione cinematografica delle loro opere.

Alla fine di questo documentario  (39’18”) Paolo Mieli parla della censura italiana effettuata sul film “Per chi suona la campana”, tratto dal libro di Ernest Hemingway.

Quindi, quando vi citano un libro, non rispondete “Lo conosco, ho visto il film”, perché sono due cose diverse.

Ciò, ovviamente vale anche per le traduzioni, come ho fatto notare a proposito dell’Amleto di William Shaksperare. Ideale è leggere il testo in lingua originale o con un apparato critico che evidenzia i cambiamenti effettuati dal traduttore.

LA RIFORMA E LA SOCIETÀ

31 Ott

Documentazione sulle 95 tesi e sulla Riforma, di cui oggi si celebra il 500° anniversario, si può trovare con facilità.

Ciò che rattrista è che in Italia questa pietra miliare anche solo dal punto di vista sociale è ampiamente ignorata per l’ingombrante presenza del Vaticano che nel 1983, cinquecentenario della nascita di Lutero, inventò l’Anno santo straordinario per il 1950° anniversario della morte di Cristo (quando l’età di 33 anni è certificata solo dal gioco della tombola).

Ben pochi giornali ne hanno parlato, e mi sarei aspettato un saluto, che non c’è stato, da parte del Presidente della Repubblica, che ha celebrato la giornata mondiale del risparmio sul sito del Quirinale.

Tutto ciò ha delle ricadute sociali, a cominciare dalla scuola, con l’IRC e non della storia delle religioni in una realtà multienica, con l’educazione di genere, oggi tanto importante per formare degli uomini migliori, alle resistenze alle approvazioni delle leggi come le dichiarazioni finali di trattamento e l’eutanasia, fermi in qualche cassetto in parlamento dopo la “fiammata di legna secca” a seguito della morte della signora Englaro, gli ostacoli all’applicazione della Legge 194 e alla regolarizzazione della prostituzione, che in Italia non è reato e sarebbe un capitolo di entrata per l’Erario, mentre lo sono l’adescamento e lo sfruttamento e via dicendo.

Noi datiamo l’inizio dell’Evo Moderno con la scoperta dell’America, nei Paesi protestanti lo fanno con la Riforma.

Lutero contrasto la vendita delle indulgenze, e qualcuno dovrebbe pur ricordare il “vada il tuo denaro in perdizione con te” pronunciato dall’apostolo Pietro a Simon Mago che voleva comperare il potere di fare miracoli. Quando c’è di mezzo il denaro, i soldi, bisogna sempre stare attenti.

No, certo, nei Paesi protestanti non sono tutti eticamente perfetti, né come persone né come come aziende, come alcuni scandali recenti lo hanno messo in evidenza, ma rimangono delle eccezioni. Così come sono le eccezioni la raccomandazione e il “lei non sa chi sono io” tanto duri a morire da noi.

Nel protestantesimo, che su basi bibliche non conosce il sacerdozio inteso come mediazione, il rapporto con Dio è diretto ed è questo a fare la differenza.

ANGLICISMO O ERRORE?

27 Ott

Nel giorno in cui è posto in vendita il libretto “L’italiano e le lingue degli altri”. “Fun, gender, coach. Quando l’inglese ha la meglio sull’italiano. Tra bilinguismo e identità”, con particolare riferimento ai termini inglesi entrati di prepotenza nel parlar comune complici il governo e la pubblicità, in un articolo sul medesimo quotidiano che lo offre in allegato una giornalista usa il termine libreria per scrivere di una biblioteca (In inglese library). Un po’ come spesso è scritto educazione (dall’inglese education) per intendere istruzione.

La libreria è l’esercizio commerciale che vende i libri e, ultimamente, l’educazione è merce sempre più rara.

CAMBIARE FA BENE

18 Set

C’era una volta… un re, diranno i miei piccoli lettori.

No, cari bambini, c’era una volta un pezzo di legno”.

Questo è l’incipit di Pinocchio (tagliato dalla Walt Disney, ma questa è un’altra storia), che molti conoscono.

Cosi come quasi tutti, pur non conoscendo Shakespeare e tanto meno la tragedia del principe di Danimarca, hanno prima o poi avuto un dubbio amletico e hanno detto forse la famosa frase “Essere o non essere, questo è il problema”.

Agostino Lombardo, nella sua traduzione dell’opera, ce la propone in altro modo

Amleto

che, senza entrare in analisi linguistiche o delle tecniche di traduzione, sicuramente è innovativo per gli italiani.

Fernando Savater, filosofo spagnolo, nel saggio Etica per un figlio ci evidenzia l’impossibilità della vita se dovessimo pensare e prendere una decisione su tutto ma proprio tutto ciò che facciamo, come mettere il piede destro davanti al sinistro e in sequenza il sinistro davanti al destro per camminare. Ci abbiamo pensato a lungo e abbiamo imparato come si fa da piccoli quando con nostro stupore ci siamo trovati a camminare in posizione eretta e, fatta!, non ci pensiamo più.

Ci sono altre cose, però, che facciamo per abitudine e che gli psicologi affermano che è utile cambiare, come variare il percorso abituale casa-lavoro-casa, per non cadere nelle fossilizzazioni che giustificano, alla lunga, il “si è sempre fatto così” e mortificano l’inventiva.

Rompere gli schemi restando nel buon gusto e nella legalità è un buon esercizio personale, non di ostentazione, come capitò a quel docente che, in cerca di originalità disse “Dal mio angolo di guardatura” e che, dopo un attimo di perplessità da parte dei discenti, ricevette in cambio una fragorosa risata.

VIRTUDE E CANOSCENZA

6 Set

Dante Alighieri nel canto XVI della Divina Commedia fa dire a Ulisse le parole che ho trovato riportate su un murale della serie “attacchi poetici”.

 

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Basterebbe riflettere sul significato della parola bruto di questi versi, scritti secondo la tradizione il 9 aprile 1300, per migliorare la nostra società, quanto a convivenza, onestà e rispetto per l’altr*.

Nel 2017 l’ignoranza è una scelta lecita solo se non ha conseguenze.

“LE ROBBE”

25 Lug

Niente a che vedere con l’avidità del contadino Mazzarò, protagonista della novella “La roba” di Giovanni Verga.

Le robbe sono più banalmente i vestiti, che possono essere “firmati” o acquistati al mercato settimanale, che spaccia per novità le collezioni dell’anno precedente, fingendo di non sapere che tutti lo sanno, e ciò non costituisce un problema.

Le robbe”, usato solo al plurale. Ancora una volta il fascino della doppia b.