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SIMBOLI

21 Apr

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Abito vicino a una stazione dei carabinieri e a due scuole.

La bandiera dei carabinieri è verde-bianca-rossa, quelle delle scuole, se non attorcigliate sui pennoni, verdi-grige-rosse.

La scuola italiana ha ancora problemi organizzativi ed economici (l’ormai famosa carta igienica portata da casa) ma se è vero che l’educazione e l’istruzione dei giovani passano anche per i simboli, le bandiere ingrigite dallo smog non aiutano certo a sviluppare quell’amor patrio – che non è xenofobia – ormai quasi assente in Italia.

AGGIORNAMENTO SEMISERIO SULL’ITALIA

7 Dic

L’Italia è quella repubblica che, da Nord a Sud, nasce in territorio elvetico con Campione d’Italia, all’interno del suo territorio ha due nazioni indipendenti e sovrane, la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano, cinque regioni autonome di cui una sola, il Friuli Venezia Giulia, senza province, due province autonome, quelle di Bolzano e Trento, e termina con Lampedusa a Sud di Malta.

Poi c’è il caso della regione Veneto che,  che a giorni alterni dimentica che il veneto è un dialetto e non una minoranza linguistica tutelata dall’articolo 6 della Costituzione che, all’articolo 5 definisce l’Italia una e indivisibile, salvo le autonomie locali, e non riconosce minoranze etniche.

Ma, del resto, abbiamo in circolazioni cinque modelli di targhe automobilistiche, abbiamo avuto la posta prioritaria senza quella normale, la benzina super senza quella normale, e forse ho dimenticato qualcosa.

COSTITUZIONE

5 Dic

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Ora che col 59,11% abbiamo deciso di confermarla, diamoci da fare affinché, già dall’artico 1, sia attuata appieno.

I mezzi ci sono, altro che chiacchiere!

COME LACOONTE

29 Ott

Lacoonte

Nel libro secondo dell’Eneide Virgilio ci racconta di come  il cavallo di legno che nel suo ventre conteneva Ulisse e i suoi compagni fu introdotto a Troia, e di come Lacoonte, un veggente, mise in guardia i capi della città che ragionavano sul da farsi. “Temo i greci anche se portano doni”, frase che, abbreviata in Timèo Danaòs (temo i Greci), si usa in latino per manifestare diffidenza, ma soprattutto di come i Troiani, sfiancati dall’assedio che durava ormai da dieci anni, non vollero dargli ascolto, e di come Atena che parteggiava per i greci, punì Laocoonte mandando Porcete e Caribea, due enormi serpenti marini che uscendo dal mare avvinghiarono i suoi due figli, stritolandoli: il sacerdote cercò di accorrere in loro aiuto ma subì la stessa sorte.

Lacoonte è rimasto simbolo di chi avverte di una possibile disgrazia e rimane inascoltato.

Così è accaduto, ultimo per ora, al cantoniere dell’Anas che aveva avvisato del pericolo sulla SS 36 Milano – Lecco, che ha causato un morto, quattro feriti, e la distruzione del manufatto.

Adesso assisteremo alle solite inchieste, ai soliti scaricabarile e tutto il resto.

Un altro tassello nel mosaico della mancata prevenzione di questa Italia provvisoria come a suo tempo la definì Giovannino Guareschi, ma dal dopoguerra ad ora nulla sembra essere cambiato.

CORATO

12 Lug

CORATO

Subito dopo scontro tra i treni sulla tratta Bari – Corato è emersa quell’Italia pulita, buona, solidale che, alla richiesta della donazione di sangue, si è vista chiedere di tornare domattina perché l’Avis di Corato non riesce ricevere tutti i donatori.

Tutto questo in un momento in cui l’Italia è traballante su molti altri fronti.

Più volte ho scritto che le vittime di un incidente o di un attentato sono tutte uguali, senza distinzione di genere, etnia e convinzioni politiche e religiose.

Il nostro trullo dista da Bari 110 chilometri circa e da Corato 175, e sarebe stato altamente improbabile che io e la mia famiglia fossimo stati su uno dei due treni.

Mi ha commosso, però, il messaggio privato ricevuto da una signora con cui mi seguo su Twitter, che mi ha domandato se noi fossimo stati coinvolti.

“Dimmi che stai bene tu e tutti i tuoi cari. Disastro ferroviario in Puglia  lacrima

A dimostrazione che i rapporti costruiti nei Social Media, se basati su interessi comuni e il reciproco rispetto possono trasformarsi in amicizie che sono sì telematiche ma allo stesso tempo altrettanto reali.

Grazie Stefania!

ATTUALITÀ DI CAINO

7 Lug

Un uomo ieri è stato ammazzato in quanto nero.

Questa è la notizia, non c’è molto da aggiungere che non riguardi gli inquirenti se non che per far capire cos’è la civiltà la vedova ne ha disposto la donazione degli organi.

Dobbiamo ringraziarla per questa lezione.

Meditiamo sul fatto che la domanda che l’Eterno rivolse a Caino, “Caino, dov’è tuo fratello?” è ancora tristemente attuale.

Ora stiamo tutti zitti, il resto è solo chiacchiere e fastidioso rumore di fondo.

FUNERALI DI STATO

11 Feb

Apprezzo la decisione della famiglia di Giulio Regeni di non accettare i funerali di stato e di celebrare una cerimonia privata, seppur aperta al pubblico, nella quale gli eventuali esponenti delle istituzioni saranno presenti a titolo personale.

In Italia i funerali di Stato sono riservati alle massime autorità della repubblica e ad altre persone identificate dal Consiglio dei ministri, tra le quali i militari uccisi in azioni di guerra (Legge 7 febbraio 1987 n. 36).

Giulio Regeni non collaborava con i servizi segreti italiani, ma era un giovane ricercatore dell’Università di Cambridge e collaboratore sotto pseudonimo di un quotidiano nazionale che da qualche mese si era trasferito al Cairo, cosciente dei rischi che correva abitando in tale città. Così come Valeria Soresin non è stata uccisa in quanto studentessa o in missione per conto dello stato ma perché quella sera si trovava in un locale a Parigi coinvolto in un attentato.

Detto questo, per citare un famoso verso di Fabrizio De André, “quando si muore si muore soli”, e non voglio pensare a strumentalizzioni di questi episodi con secondi fini.

Il lutto, il dolore, appartengono alla sua famiglia, ai suoi amici ed eventualmente ai suoi colleghi. Mi chiedo infatti quanti dei 5100 abitanti del comune di Fiumicello – dove probabilmente tutti conoscono tutti -, paese assurto alla cronaca nazionale al pari di altri piccoli centri dopo episodi luttuosi (penso a L’Avetrana), sappiano veramente che egli era un ricercatore di Università e non piuttosto solo “Giulio, il figlio di Paolo e Claudia che è andato a studiare all’estero”, come tanti dei nostri giovani, quelli che chiamiamo “cervelli in fuga”.

Questo anche per dire che, in seguito alla sua uccisione, i rapporti tra l’Italia e l’Egitto si sono fatti se non tesi quantomeno delicati, e saranno le indagini a fare la chiarezza che spetta a qualsiasi persona, morta, in Italia o all’estero, per cause non naturali.

RIP Giulio.