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LA RIFORMA E LA SOCIETÀ

31 Ott

Documentazione sulle 95 tesi e sulla Riforma, di cui oggi si celebra il 500° anniversario, si può trovare con facilità.

Ciò che rattrista è che in Italia questa pietra miliare anche solo dal punto di vista sociale è ampiamente ignorata per l’ingombrante presenza del Vaticano che nel 1983, cinquecentenario della nascita di Lutero, inventò l’Anno santo straordinario per il 1950° anniversario della morte di Cristo (quando l’età di 33 anni è certificata solo dal gioco della tombola).

Ben pochi giornali ne hanno parlato, e mi sarei aspettato un saluto, che non c’è stato, da parte del Presidente della Repubblica, che ha celebrato la giornata mondiale del risparmio sul sito del Quirinale.

Tutto ciò ha delle ricadute sociali, a cominciare dalla scuola, con l’IRC e non della storia delle religioni in una realtà multienica, con l’educazione di genere, oggi tanto importante per formare degli uomini migliori, alle resistenze alle approvazioni delle leggi come le dichiarazioni finali di trattamento e l’eutanasia, fermi in qualche cassetto in parlamento dopo la “fiammata di legna secca” a seguito della morte della signora Englaro, gli ostacoli all’applicazione della Legge 194 e alla regolarizzazione della prostituzione, che in Italia non è reato e sarebbe un capitolo di entrata per l’Erario, mentre lo sono l’adescamento e lo sfruttamento e via dicendo.

Noi datiamo l’inizio dell’Evo Moderno con la scoperta dell’America, nei Paesi protestanti lo fanno con la Riforma.

Lutero contrasto la vendita delle indulgenze, e qualcuno dovrebbe pur ricordare il “vada il tuo denaro in perdizione con te” pronunciato dall’apostolo Pietro a Simon Mago che voleva comperare il potere di fare miracoli. Quando c’è di mezzo il denaro, i soldi, bisogna sempre stare attenti.

No, certo, nei Paesi protestanti non sono tutti eticamente perfetti, né come persone né come come aziende, come alcuni scandali recenti lo hanno messo in evidenza, ma rimangono delle eccezioni. Così come sono le eccezioni la raccomandazione e il “lei non sa chi sono io” tanto duri a morire da noi.

Nel protestantesimo, che su basi bibliche non conosce il sacerdozio inteso come mediazione, il rapporto con Dio è diretto ed è questo a fare la differenza.

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UNITÀ NAZIONALE

2 Giu

Noi non siamo americani o francesi, che celebrano le loro feste nazionali rispettivamente il 4 e il 14 luglio. Celebrano con orgoglio, non fanno festa da scuola o dal lavoro magari per andare al mare.

La bandiera degli Stati Uniti è presente dentro e non solo fuori ogni edificio pubblico, anche nelle scuole per dare un segno agli studenti. Da noi c’è la foto del Presidente della Repubblica, che molti bambini non sanno chi è. All’esterno, accanto alla bandiera dell’Unione Europea c’è una bandiera spesso con i colori verde, grigio e rosso. Se vogliamo dare un insegnamento ai ragazzi anche attraverso i simboli, costa poco tenerla in ordine e ogni tanto lavarla.

È molto più facile trovarla, questa volta sì bella pulita, negli stadi di calcio in occasione di partite nazionali.

L’educazione civica è qualche volta insegnata assieme allo storia, ma pochi sanno cosa vuol dire essere una repubblica.

L’inno nazionale, ancora provvisorio, come molte delle realtà provvisorie della nostra vita da italiani, è conosciuto da pochi nella sua interezza. È composto di sei strofe di cui si canta solo la prima. A parte il recente episodio di ignoranza che ha contestato la frase “che schiava di Roma Iddio la creò”, alla quarta strofa recita “i figli d’Italia son tutti Balilla” che non si canta mai perché può provocare qualche imbarazzo, balilla erano chiamati i giovani nel ventennio fascista.

La frase che tristenente ci rappresenta è

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi”.

Quando riusciremo a superare le nostre divisioni interne, la festa della repubblica assumerà tutto un altro significato.

SIMBOLI

21 Apr

bandiera_01

Abito vicino a una stazione dei carabinieri e a due scuole.

La bandiera dei carabinieri è verde-bianca-rossa, quelle delle scuole, se non attorcigliate sui pennoni, verdi-grige-rosse.

La scuola italiana ha ancora problemi organizzativi ed economici (l’ormai famosa carta igienica portata da casa) ma se è vero che l’educazione e l’istruzione dei giovani passano anche per i simboli, le bandiere ingrigite dallo smog non aiutano certo a sviluppare quell’amor patrio – che non è xenofobia – ormai quasi assente in Italia.

AGGIORNAMENTO SEMISERIO SULL’ITALIA

7 Dic

L’Italia è quella repubblica che, da Nord a Sud, nasce in territorio elvetico con Campione d’Italia, all’interno del suo territorio ha due nazioni indipendenti e sovrane, la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano, cinque regioni autonome di cui una sola, il Friuli Venezia Giulia, senza province, due province autonome, quelle di Bolzano e Trento, e termina con Lampedusa a Sud di Malta.

Poi c’è il caso della regione Veneto che,  che a giorni alterni dimentica che il veneto è un dialetto e non una minoranza linguistica tutelata dall’articolo 6 della Costituzione che, all’articolo 5 definisce l’Italia una e indivisibile, salvo le autonomie locali, e non riconosce minoranze etniche.

Ma, del resto, abbiamo in circolazioni cinque modelli di targhe automobilistiche, abbiamo avuto la posta prioritaria senza quella normale, la benzina super senza quella normale, e forse ho dimenticato qualcosa.

COSTITUZIONE

5 Dic

CostituzioneItaliana.jpg

Ora che col 59,11% abbiamo deciso di confermarla, diamoci da fare affinché, già dall’artico 1, sia attuata appieno.

I mezzi ci sono, altro che chiacchiere!

COME LACOONTE

29 Ott

Lacoonte

Nel libro secondo dell’Eneide Virgilio ci racconta di come  il cavallo di legno che nel suo ventre conteneva Ulisse e i suoi compagni fu introdotto a Troia, e di come Lacoonte, un veggente, mise in guardia i capi della città che ragionavano sul da farsi. “Temo i greci anche se portano doni”, frase che, abbreviata in Timèo Danaòs (temo i Greci), si usa in latino per manifestare diffidenza, ma soprattutto di come i Troiani, sfiancati dall’assedio che durava ormai da dieci anni, non vollero dargli ascolto, e di come Atena che parteggiava per i greci, punì Laocoonte mandando Porcete e Caribea, due enormi serpenti marini che uscendo dal mare avvinghiarono i suoi due figli, stritolandoli: il sacerdote cercò di accorrere in loro aiuto ma subì la stessa sorte.

Lacoonte è rimasto simbolo di chi avverte di una possibile disgrazia e rimane inascoltato.

Così è accaduto, ultimo per ora, al cantoniere dell’Anas che aveva avvisato del pericolo sulla SS 36 Milano – Lecco, che ha causato un morto, quattro feriti, e la distruzione del manufatto.

Adesso assisteremo alle solite inchieste, ai soliti scaricabarile e tutto il resto.

Un altro tassello nel mosaico della mancata prevenzione di questa Italia provvisoria come a suo tempo la definì Giovannino Guareschi, ma dal dopoguerra ad ora nulla sembra essere cambiato.

CORATO

12 Lug

CORATO

Subito dopo scontro tra i treni sulla tratta Bari – Corato è emersa quell’Italia pulita, buona, solidale che, alla richiesta della donazione di sangue, si è vista chiedere di tornare domattina perché l’Avis di Corato non riesce ricevere tutti i donatori.

Tutto questo in un momento in cui l’Italia è traballante su molti altri fronti.

Più volte ho scritto che le vittime di un incidente o di un attentato sono tutte uguali, senza distinzione di genere, etnia e convinzioni politiche e religiose.

Il nostro trullo dista da Bari 110 chilometri circa e da Corato 175, e sarebe stato altamente improbabile che io e la mia famiglia fossimo stati su uno dei due treni.

Mi ha commosso, però, il messaggio privato ricevuto da una signora con cui mi seguo su Twitter, che mi ha domandato se noi fossimo stati coinvolti.

“Dimmi che stai bene tu e tutti i tuoi cari. Disastro ferroviario in Puglia  lacrima

A dimostrazione che i rapporti costruiti nei Social Media, se basati su interessi comuni e il reciproco rispetto possono trasformarsi in amicizie che sono sì telematiche ma allo stesso tempo altrettanto reali.

Grazie Stefania!