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“VOI DIRETE LORO…”

24 Dic

Dicevamo… ognuno dovrebbe sapere che Gesù era un ebreo e come tale ha vissuto, ridando però alla Torah quel senso che gli scribi e i farisei e di conseguenza tutto il popolo avevano smarrito, e che il cristianesimo è iniziato con la sua morte.

Il natale ormai ha due significati, quello commerciale dal quale siamo bombardati dalla pubblicità e musica nelle strade e quello religioso, il Natale, osservato da molti credenti (che poi gli ortodossi e i cattolici di rito ambrosiano lo celebrino in altre date è irrilevante).

Molti, soprattutto quest’anno che la vigilia è di sabato, si riuniranno alle loro famiglie per festeggiare il natale o il Natale, come dicevo, comunque una rimpatriata e un’occasione per condividere dei giorni con i propri affetti.

Da qui il detto “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”. In realtà dovremmo celebrare con i nostri affetti soprattutto la Pasqua, perché senza resurrezione la nascita di Gesù non avrebbe avuto senso.

Un insegnamento che possiamo ricevere dagli ebrei è il loro modo di celebrare la Pasqua (la Pasqua ebraica ricorda l’esodo e la conquista libertà del popolo da parte del popolo ebraico, quella cristiana la risurrezione e la vittoria di Cristo sul peccato) e il dovere di spiegarlo ai piccoli, per non fare che in loro rimanga solo l’aspetto commerciale e l’apertura dei regali.

In Esodo, al capitolo 12, troviamo descritta nei dettagli l’istituzione della Pasqua con la raccomandazione

“Voi osserverete questo comando come un rito fissato per te e per i tuoi figli per sempre. Quando poi sarete entrati nel paese che il Signore vi darà, come ha promesso, osserverete questo rito. Allora i vostri figli vi chiederanno: Che significa questo memoriale? Voi direte loro: E` il sacrificio della pasqua per il Signore, il quale è passato oltre le case degli Israeliti in Egitto, quando colpì l’Egitto e salvò le nostre case”.

 

CULTURE DIVERSE :-)

22 Dic

Si parla spesso di culture, integrazione e accettazione dell’altro.

Succede anche durante le feste, con il loro “simbolo laico” piú famoso, il panettone.

In famiglia c’è chi come me lo vuole classico, chi senza i canditi, chi senza le uvette, chi con le gocce di cioccolato, insomma la versione natalizia di “questa casa non è un ristorante!”

Poi succede che la squadra sportiva del nipote gli regala un panettone classico e il gioco è fatto, toccherà a me sacrificarmi, perché non il cibo si butta!

LO SPIRITO SOFFIA DOVE VUOLE

18 Dic

Molti in prossimità del Natale leggeranno o rileggeranno i racconti evangelici. Marco non cita la nascita di Gesù perché focalizza la sua narrazione sul servo dell’uomo di Isaia 53, e i servi non hanno genealogia. Matteo e Luca la trattano uno scrivendo agli ebrei e l’altro ai pagani, intrecciando i dati.

Giovanni, l’ultimo evangelista in ordine cronologico (90 – 100 d. C.), la riassume in pochi versi con il suo

“In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio” che richiama l’inizio della Genesi “In principio Dio creò…” e poi (versi 10 -14), ci informa che

Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua gente, ma i suoi non l‘hanno accolto. A quanti però lhanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (letteralmente “venne a porre la sua tenda tra di noi); e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità”.

Al capitolo 3 leggiamo il racconto dell’incontro notturno tra Gesù e Nicodemo, un dottore della legge, come tutto questo sia stato possibile, perché “lo Spirito soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito”

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. 17 Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio”.

Per questo è importante leggere il vangelo di Giovanni.

(La parola greca πνεῦμα vuol dir sia vento sia spirito).