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SCRITTURA, GENERI LETTERARI E COSTUMI SESSUALI

29 Lug

La  Bibbia non è una Wikipedia spirituale, ma una raccolta di comandamenti e principi scritti secondo i generi letterari e i diversi momenti in cui vissero i redattori. Non possiamo, quindi, aspettarci di inserire una parola e trovare una risposta. Non troveremo nulla a proposito di “droga”, se non il comando di rispettare il proprio corpo. Alcune delle tematiche che ci troviamo ad affrontare oggi non sono trattate esplicitamente  perché il problema non si poneva. Ma possiamo dedurre delle linee guida.

I costumi sessuali, prima e dopo la costituzione del popolo di Israele, che coincide con l’esodo dall’Egitto e la consegna dei dieci comandamenti, sono stati differenti nel tempo.

Alla creazione dell’uomo e della donna troviamo il comando “crescete e siate molti” che in un mondo di 7 miliardi di persone deve essere certamente ridimensionato.

Lot, a chi vuole abusare dei suoi ospiti, offre le figlie vergini, perché il dovere dell’ospitalità era prioritario. A noi può non piacere ma le figlie erano proprietà del padre, e poi la moglie del marito.

Le figlie di Lot, a loro volta, per assicurare una discendenza al loro padre avanti in età, vanno una sera una e poi l’altra a letto con lui, praticando l’incesto che più tardi sarà vietato.

Abramo, per giustificarsi, dice che Sara è sua sorella, il che è una mezza verità.

Sara, che era sterile, offre a Abramo la sua schiava affinché egli abbia un figlio da lei. Non si trattava di adulterio, anche perché la moglie era consenziente, ma di una prassi.

La vedova senza prole andava in sposa ad un cognato, e il primo figlio sarebbe stato considerato figlio del morto per proseguire la discendenza. Era la legge del levirato.

Gli esempi potrebbero continuare.

Nella Scrittura non si trova alcun riferimento alla fecondazione eterologa nel senso moderno del termine perché, ovviamente, la scienza non la conosceva, però possiamo vederla nella scelta fatta da Sara già citata.

Tornano alle ricorrenti nella stampa estiva delle affermazioni polemiche , come quella che tira in ballo la fecondazione di Maria di Nazareth. Si tratta di un miracolo, come miracolo è stata la gestazione di Sara in età non più fertile e altri casi. Certo, si è liberi o meno di crederci, ma non di farne un uso strumentale.

La Bibbia non parla neppure di convivenza in contrapposizione al matrimonio, perché la convivenza stabile dopo una era il matrimonio, senza altre cerimonie.

Non autorizza neppure la pratica dell’aborto – pratica invece abbastanza comune tra la nobiltà romana (da cui il termine taglio cesareo) – e ne parla solo fatto naturale o conseguenza di un incidente.

Prima di chiedere forzatamente un avallo o una negazione dalle Scritture, spesso in tono di sfida, è opportuno valutare questi elementi.

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CHI DI VOI (SIGNORI UOMINI)?

22 Lug

E tornarono ciascuno a casa sua. Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno; va e non peccare più”. (Giovanni 7:59 – 8:11)

Questo è uno dei brani più famosi del Nuovo Testamento, per quel “Chi di voi è senza peccato…”, usato come metafora in altri contesti.

Il protagonista non è l’adultera al centro della scena, che gli scribi e i farisei portarono a Gesù chiedendogli cosa fare di lei, perché nella loro domanda domanda era già insita la riposta.

Gesù non presta loro attenzione e solo sulle loro insistente dà la famosa autorizzazione che mette in crisi le coscienze degli uomini perché fingono di non rammentare che anche l’uomo doveva essere lapidato e uno alla volta, cominciando dai più anziani, se ne vanno. Ma neppure questo, anche e se importante, è il tema dell’episodio.

Ciò che conta veramente sono le parole di Gesù alla donna:Neppure io ti condanno, va e non peccare più”.

Nell’Antico Testamento, e Gesù è stato un ebreo vissuto nell’Antico Testamento salvo a ribaltarne le regole, era la donna a dover provare la propria innocenza cosa peraltro difficile perché la testimonianza di una donna non aveva valore.

Questo è un pensiero che ripropongo di tanto in tanto, perché pare proprio che nel 2018 le cose non siano cambiate gran che se una donna vittima di una violenza è ancora costretta a provare la propria innocenza, e spesso le viene risposto che “se l’è cercata”.

I NUMERI DELLE MIGRAZIONI

15 Lug

Molti numeri della Scrittura sono simbolici, come il 3, 12, 40, 70 il 1000. La genealogia di Gesù secondo Matteo, che era esattore delle tasse, è composta da tre gruppi di quattordici persone. Gli ebrei non avevano l’esattezza numerica, né spesso geografica, che distingue l’epoca moderna. Era sufficiente sapere di chi fosse fosse figlio una persona, un po’ come si usa ancora nelle “ragionate” del nostro Sud, in cui si parla Vito il figlio come di Francesco, quei di o de che in certi casi sono entrati a fr parte del cognome nel senso moderno del termine, come il celeberrimo Cosimo (della famiglia) de’ Medici.

Ciò premesso torniamo al quesiti da me posti qualche giorno fa su quanti erano gli israeliti usciti dall’Egitto e quante furono le vittime della strage degli innocenti.

Come dovremmo sapere Giuseppe fu venduto dai suoi fratelli per invidia agli Ismaeliti,  e da questi condotto in Egitto. Per la capacità di interpretare i sogni fece quella che, in termini moderni, chiameremmo rapida carriera politica diventando in breve vice re dell’Egitto. Tempo dopo, in seguito ad una carestia suo padre Giacobbe e i suoi figli furono accolti in Egitto. Questi fatti sono raccontati alla fine del Genesi, dove ci vien detto che entrarono in Egitto 70 persone.

L’inizio dell’Esodo ci narra il cambio del Faraone e conseguente riduzione in schiavitù degli ebrei, la nascita di Mosè che fu portato a corte, la successiva presa di coscienza degli ebrei di essere un popolo, non ancora nazione, e la fuga dall’Egitto, cui parteciparono 600.000 persone. Considerato che tra l’entrata in Egitto e l’uscita passarono 15 generazioni è una cifra credibile. Quindi, quando usiamo l’iperbole “migrazioni bibliche”, possiamo riferirci all’evento oppure al fatto che migrarono nel deserto per quarant’anni, ma non al numero, tutto sommato esiguo.

Erode, spaventato dall’annuncio dei magi d’oriente che gli dissedero che andavano a cercare il re per onorarlo, ordinò l’uccisione dei bambini maschi al di sotto dei due anni. A Betlemme, non a Gerusalemme, la città del tempio. Betlemme, sicuramente importante dal punto di vista biblico perché città natale di Davide, all’epoca era poco più di un borgo, un po’ come Nazareth, quindi, anche ammettendo una certa mano pesante da parte dei soldati romani, arriviamo a 20, massimo 30 bambini. “Chi salva una vita salva il mondo intero”, recita un detto ebraico, e anche una sola vittima è un omicidio, ma qui stiamo parlando di meri numeri, per ridimensionare l’immaginario collettivo.

MOLTO BREVEMENTE

3 Lug

Così come gli scribi avevano accomodato alcuni passi della Scrittura dando origine a quella sottomissione della donna che le donne continuano a subire, un’interpretazione di comodo della maledizione di Cam, quello tra i figli di Noè che derise la sua nudità, ha visto in essa la pelle nera, e prese alla lettera la maledizione “Sia maledetto Canaan! Sia schiavo dei suo fratelli” (Genesi 9:18-27). Niente ci viene detto del colore della pelle e dell’eventuale relazione con quelli che con un linguaggio sempre più politicamente corretto abbiamo chiamato prima neghi, poi neri e ora di colore, così come in Genesi 4 non ci viene assolutamente detto quale sia stato il segno su Caino per preservarlo dalla vendetta.

Molti dovrebbero riflettere sui danni causati dalle loro interpretazioni di comodo e dalla presunzione di alcuni di essere superiori agli altri.

SUL FORESTIERO

3 Apr

Quando un forestiero dimorerà presso di voi nella vostra terra, non lo opprimerete. Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio”. (Levitico 17:33-34)
Benjamin Netanyahu non trova il tempo per leggere la Torah?

CINQUE DONNE

25 Feb

Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. Così comincia la genealogia di Gesù secondo Matteo, che parte da Abramo, capostipite degli ebrei. Una genealogia incompleta e simbolica, divisa in tre gruppi di sedici persone.

In tutta questa lista di nomi di uomini – sono essi quelli che contano – sono nominate cinque donne, Tamàr, Racàb, Ruth, la “vedova di Uria” e Maria di Nazareth. Donne sicuramente diverse tra di loro, per epoche e destini, ma lasciano un segno nella storia di Israele. Sappiamo che quella biblica non è solo una storia di gente per bene, almeno secondo il giudizio comune. Pensiamo alla facilità con cui Esaù cedette la primogenitura, il racconto del fatto si conclude con la considerazione “Tanto poco stimò Esaù la primogenitura”, o l’inganno con cui Giacobbe estorse la benedizione dal padre Isacco.

La prima donna, Tamàr, era la moglie che Giuda, fratello di quel Giuseppe venduto per invidia a una carovana di egiziani, aveva preso per il primogenito Er, come leggiamo in Genesi 38. Dopo la morte dei primi due figli, Giuda licenziò Tamar, che avrebbe avuto il diritto di sposare il più giovane, invitandola a tornare a casa di suo padre come vedova, per paura che anche il terzo figlio morisse. Che le donne portino sfortuna!? Tamar, per rivendicare il suo diritto, un giorno che Giuda salì dalle sue parti, si coprì fingendosi prostituta per passare una notte con lui nel tentativo, riuscito, di rimanere incinta di lui. Giuda fece una pessima figura, ma da quell’incontro nacquero due gemelli, il primo dei quali fu chiamato Perez, che ritroviamo in Matteo 1 con il nome di Farez.

La seconda donna della genealogia è Racàb. Di lei leggiamo in Giosuè 2, quando nascose gli esploratori mandati a Gerico da Giosuè. Potremmo avere molto da dire su questo tradimento verso il re di Gerico, che ella mise in atto per salvare la sua famiglia, ma la Scrittura ci dice che lo fece perché aveva riconosciuto la sovranità del Signore.

Di Ruth potremmo anche non parlare, tanto è famosa la sua promessa, “Ma Ruth replicò: “Non insistere con me che ti abbandoni e torni indietro senza di te, perché dove andrai tu, andrò anch’io, e dove ti fermerai, mi fermerò; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio. Dove morirai tu, morirò anch’io e lì sarò sepolta. Il Signore mi faccia questo male e altro ancora, se altra cosa, che non sia la morte, mi separerà da te”. Spesso è usato nei matrimoni, in realtà è detto, cosa non da poco, da una nuora a una suocera!

Tornate assieme al paese di Bet Lehem – che conosciamo meglio con il nome di Betlemme – Ruth comincia a lavorare come spigolatrice per Booz, un coltivatore del posto che scopriremo essere suo parente alla lontana. Questi la prende in ben volere perché ha udito parlare della sua fedeltà alla suocera, e finisce per sposarla.

È interessante notare che una storia da cronaca rosa come questa sia stata inserita nel canone ebraico, così come è stato inserito il Cantico dei Cantici, che, prima di una eventuale lettura in chiave spirituale, è una bella storia d’amore che sarà servita di insegnamento ai giovani.

Alla nascita del figlio di Booz e Ruth,le donne dissero a Noemi: “Benedetto il Signore, il quale oggi non ti ha fatto mancare uno che esercitasse il diritto di riscatto. Il suo nome sarà ricordato in Israele! Egli sarà il tuo consolatore e il sostegno della tua vecchiaia, perché lo ha partorito tua nuora, che ti ama e che vale per te più di sette figli”. Noemi prese il bambino, se lo pose in grembo e gli fece da nutrice. Le vicine gli cercavano un nome e dicevano: “È nato un figlio a Noemi!”. E lo chiamarono Obed. Egli fu il padre di Iesse, padre di Davide.

La storia di Betsabea, che Matteo non chiama per nome ma ricorda come “moglie di Uria”, è una storia triste fatta di meschinità e di abuso di potere, degna più degli imperatori romani che di un re di Israele. Qualcuno ha ricordato che è anche molto attuale, ma non è questo il punto che ci interessa.

Il re Davide, quello che da giovane fu scelto per la successione a Saul e che con un colpo netto di fionda uccise il gigante Golia, quello che ci ha lasciato gran parte dei centocinquanta salmi, fu artefice di un omicidio per riparare all’avventura di una notte, provocando la morte del marito di lei. Più avanti, messo di fronte all’evidenza del suo peccato da Nathan, se ne pentì, non però senza conseguenze.

L’ultima donna in ordine di tempo è Maria di Nazareth, di cui gli evangelici, per reazione a chi ne parla troppo, parlano poco.

Di lei sappiamo che era una tra le tante ragazze di Israele che speravano di dare alla luce il messia che doveva venire e per questo l’angelo Gabriele la chiama “favorita dalla grazia” e lei dice di se stessa “tutte le generazioni mi chiameranno beata”. Tanto per chiarirci le idee gli ebrei di quel momento non avevano del Messia l’idea che ci ha proposto Gesù, ma piuttosto una guida che li avesse liberati definitivamente dai romani.

I vangeli di questa donna dicono poco. Dopo gli avvenimenti della nascita, ricordati da Matteo e da Luca, la incontriamo a Gerusalemme quando Gesù a dodici anni si mette a discutere con i dottori, alle nozze di Canan, un paio di volte assieme agli altri figli a cercare Gesù, in ultimo sotto la croce e nel cenacolo alla discesa dello Spirito Santo. Di più non dice neanche l’apostolo Giovanni, cui era stata affidata se non materialmente almeno spiritualmente da Gesù sulla croce e che ha scritto il suo vangelo negli anni novanta.

Ma quello che più ci interessa di lei è il suo sì incondizionato, che non va sottovalutato. Se da una parte è un sì di meraviglia e di gioia per essere stata scelta tra tutte le giovani donne d’Israele per dare alla luce il Messia, è anche un sì di completa disponibilità, “ecco la serva del Signore, si faccia di me come hai detto tu”.

Un sì che, dopo la dipartita dell’angelo, forse le ha pesato per le conseguenze alle quali si esponeva. Maria era già fidanzata con Giuseppe, fatto che a quel tempo aveva un significato. Avrebbe dovuto chiedere il permesso a lui, e non rispondere di getto. Tutte cose secondarie rispetto all’annuncio dell’angelo, ma che la mettevano fuori dalla norma.

L’insegnamento che queste cinque donne inserite nella genealogia di Gesù ci danno è che le norme ci sono e vanno osservate, però con le dovute eccezioni.

Il comportamento di due di loro non è proprio esemplare, Tamar si spaccia per prostituta, Betsabea si concede a Davide tradendo il marito. Maria, come abbiamo appena visto, contravviene ad altre regole sociali. Quattro su cinque, inoltre, sono straniere.

È questo che dobbiamo imparare dalla genealogia secondo Matteo, che Gesù rompe gli schemi ancora prima di nascere.

I BUONI CONSIGLI

17 Feb

Si sa che la gente dà buoni consigli

sentendosi come Gesù nel Tempio

si sa che la gente dà buoni consigli

se non può dare cattivo esempio.

Così una vecchia mai stata moglie

senza mai figli, senza più voglie

si prese la briga e di certo il gusto

di dare a tutte il consiglio giusto”.

Questa è l’invettiva di Fabrizio De André, credente a modo suo, contro i consigli non richiesti in Boccadirosa. Sul fatto che ella  sia stata una prostituta vedremo più in là.

In questo mondo di libere opinioni sono sorti opinionisti di ogni sorta, sia tra gli influencer nei Social Media sia nelle televisioni e nella carta stampata, amplificando il vecchio concetto di “l’han detto in tivù”. Di fronte a un un twitt, un post ma anche un articolo dovrebbe esserci una persona che analizzi la notizia, ma che spesso la subisce acriticamente.

Molti opinionisti sono diventati, o almeno ne sono convinti, dei tuttologhi che spaziano dai vari masterchef alla mafia alle questioni biotetiche senza averne alcuna competenza. Un po’ come quando domandano il parere su un tema di attualità ad un attore solo perché casualmente ha interpretato un ruolo in un film sull’argomento.

Quindi, come le cagnette cui Boccadirosa aveva sottratto l’osso molti, troppi, ma fortunatamente non tutti, si sentono in dovere ma anche in diritto di intervenire, esprimere un’opinione ma anche dare consigli su un argomento di cui se va bene hanno letto qualcosa.

Un consiglio va dato solo su richiesta, altrimenti è un’intrusione nella vita di un’altra persona, mancandole di quel rispetto che è alla base delle relazioni con l’altro.

Quanto a Boccadirosa e il suo mestiere, sia l’Antico sia il Nuovo Testamento condannano la prostituzione, ma la donna che gli uomini volevano lapidare fu congedata da Gesù con un amorevole “Neanch’io ti condanno, va e non peccare più” (Giovanni 8), e ai sacerdoti e agli anziani del popolo che lo interrogavano per provocarlo rispose “In verità vi dico: “I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. E` venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli”” (Matteo 21:31-32).

Monito per coloro che hanno sempre una pietra o un giudizio pronti in tasca, invece di contare fino a dieci e se è il caso tacere.