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VALORI

3 Ago

In questo mondo balordo fatto di odio e di violenza, aiutare una persona per strada o restituire un portafogli da atti normali sono diventati oggetto di notizia.

C’è da riflettere.

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METTERSI IN GIOCO

19 Giu

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Mettersi in gioco, ma non a un tavolo da poker.

Mettersi in gioco, superare i limiti auto imposti, che spesso sono scuse, essere convinti delle proprie idee e saperle difendere ma allo stesso tempo essere aperti al nuovo, alle idee dell’altro.

Mettersi in gioco, forse si può perdere, ma ci si può rialzare.

Mettersi in gioco, a stare fermi non si conclude nulla e si invecchia prima.

Mettersi in gioco, vivere!

Facile? Può darsi, io non l’ho scritto.

PERSONALITÀ

28 Apr

Quando capita, nei discorsi, cito tale Lucy van Pelt, e spesso mi chiedono chi sia.

Lucy”, rispondo “la sorella di Linus”. “Ah, ecco!”.

Lucy, antipatica, burbera, piena di sé, innamorata non corrisposta dell’aspirante pianista Schroeder, con il suo banchetto non di limonata come tutti i bambini americani ma di aiuto psicologico a 5 cent (se volete sostituite il nome e volgete gli aggettivi al maschile).

Lucy è unica, come me, come ciascuna e ciascuno di voi. Sarà per questo motivo che un giorno è sbottata con quel famoso

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Lucy non è  solo come la sorella di Linus, perché vive di vita propria, come accadde ad una copia di miei amici. Lui più famoso di lei che veniva citata spesso come “la moglie di Orazio”, finché, stufa di questa etichetta, una sera annunciò “urbi et orbi” “Io sono Giulia, non la moglie di Orazio!”.

È per questo motivo che sul mio biglietto da visita, oltre alla mia mitica barba, c’è il nome in grassetto e il cognome no. Perché anche il nome casale, o maritale per le donne sposate, è certamente utile ma secondario.

A PROPOSITO DI ALFIE EVANS

24 Apr

Scrivevo il 17 novembre scorso, ma tuttora valido nella sua attualità. I cattolici e i pro life dovrebbero leggere attentamente soprattutto il Messaggio del Santo Padre al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita.

METTERSI IN GIOCO

21 Apr

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Mettersi in gioco, superare i limiti autoimposti che spesso sono scuse, essere convinti delle proprie idee e saperle difendere ma allo stesso tempo aperti al nuovo, alle idee dell’altro.

Mettersi in gioco, ma non a un tavolo da poker.

Mettersi in gioco, forse si può perdere, ma ci si può rialzare.

Mettersi in gioco, a stare fermi non si conclude nulla e si invecchia prima.

Mettersi in gioco, vivere!

Facile? Può darsi, io non l’ho scritto.

ESSENZIALE

27 Mar

L’essenziale è invisibile agli occhi, ricorda la volpe al Piccolo Principe.

Di quanta roba inutile – “roba” nel senso verghiano – ci circondiamo? Inutile-inutile, nel senso che potremmo tranquillamente farne a meno e gettarla o che, come spesso succede, abbiamo comperato perché abbiamo dimenticato di averla già in casa.

Ognuno faccia la propria lista, che non deve necessariamente di privazioni. Gesù, a chi obiettava che l’olio con cui la peccatrice gli ungeva i piedi asciugandoli con i capelli si sarebbe potuto vendere e il ricavato e darlo ai poveri, rispose “Lasciatela fare, i poveri li avrete sempre con voi”.

Scrive Luis Sepúlveda in Il potere dei sogni che ha fatto spazio nella sua biblioteca perché non ha senso tenere i libri di facile reperibilità.

Un buon esercizio è pensare a come riempiremmo la valigia per un volo low cost, perché si sa che le compagnie aeree si rifanno sul peso dei bagagli. “Questo sì, questo no, questo non so, questo mi è proprio indispensabile, questo costa poco e lo ricompro all’arrivo”.

Finiremo con fare spazio a casa, o sugli scaffali della libreria, ma soprattutto nel nostro stile di vita educandoci ad un acquisto e ad un consumo più consapevole. Il che di questi tempi – a prescindere dalle possibilità di ciascuno, frugalità non è sinonimo di povertà – non è da poco.

L’essenziale è invisibile agli occhi, passando dalla modalità dell’avere a quella dell’essere.

Nota utile anche ma non solo per coloro che per Pasqua saranno in viaggio.

CERTEZZE

23 Feb

Da questo conosceremo che siamo nella verità e renderemo sicuri i nostri cuori davanti a lui. Poiché se il nostro cuore ci condanna, Dio è piú grande del nostro cuore e conosce ogni cosa” (1a Giovanni 3:19-20).