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ESSERE

26 Giu

Puliti dentro e belli fuori” è la pubblicità di una nota acqua minerale. “Stare bene con se stessa” è la pubblicità di un deodorante che si rivolge alle donne e, in coda “anche per lui”, tanto per non smentire lo stereotipo che considera l’igiene personale una questione prevalentemente femminile.

Puliti dentro e belli fuori dovrebbe invece rammentare il monito di Gesù contro gli scribi e i farisei, che ha definito “sepolcri imbiancati”.

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità” (Matteo 23:27,28).

Allo stesso modo, stare bene con se stessi più che allo stato fisico, che comunque non va trascurato, dovrebbe essere riferito alla serenità d’animo.

TEMPUS FUGIT 2017

22 Mag

Mo vegno”, letteralmente “sto arrivando” va capito come “prima o poi passerò”, un festina lente dialettale, perché da queste parti tutto può aspettare. La locuzione latina tempus fugit, attribuita a Virgilio nelle Georgiche, pare proprio che qui non sia passata.

Arrivare puntuali è da pochi. Non per maleducazione, ma per un fatto di costume dettato da quel più o meno circa che in città non può esistere.

Questa mattina, un forestiero dopo aver percorso quasi metà di una strada a senso unico si è accorto che le automobili in entrambi i lati e mi ha domandato se stava andando in senso vietato. Il cartello di divieto a inizio strada non c’è, forse è caduto, e l’amministrazione comunale non si affrettata a ripristinarlo perché tanto lo sanno tutti… fino al prossimo frontale.

Tornando al concetto di tempo, fatta salva la mia pignola puntualità agli appuntamenti, al trullo abbiamo un solo minuscolo orologio che funge da contaminuti di cucina, per il resto nelle giornate serene ci regoliamo con il sole, perché, come si dice, non ci corre dietro nessuno. Tempo che si dilata e che non è pigrizia, perché ci si alza alle cinque e mezzo sei, ma dimostrazione che, salvo impegni o appuntamenti, siamo noi a comandarlo e non viceversa, così come il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato.

Non che le cose non si facciano con ordine, ma sicuramente senza un orario fisso. Cura della persona, dello spirito, dei rapporti con il prossimo, sia quelli vicini vicini con una chiamata “lu caffè sta ferve!” (il caffè sta uscendo!) sia di quelli più lontani con un messaggio, un’email ma meglio con una telefonata o una videochiamata.

Informazione una volta al giorno, tanto per rimanere aggiornati. Poca internet e uno sguardo ai Social Media.

Letture, e pensieri da sviluppare, meglio sarebbe con la penna ma ormai sono abituati alla tastiera, …nessuno è perfetto.

FESTINA LENTE

7 Mag

clessidra

È un ossimoro che troviamo nel testo di Svetonio, Vita di Augusto, 25, 4, dove Augusto fa una citazione greca (σπευδε βραδεως) della quale festina lente, affrettati lentamente, è la traduzione latina. In spagnolo molti di noi l’hanno incontrata nei Promessi sposi in bocca al gran cancelliere spagnolo Antonio Ferrer, quando, premuto dalla folla a Milano, grida al cocchiere”Adelante, presto, con judicio”.

Significa in altre parole affrettarsi ma senza improvvisazioni, per arrivare sicuri alla meta.

Leggiamolo però in un altro senso. Almeno la domenica, lasciamo da parte gli impegni “calendarizzati” (termine brutto, vero?), togliamoci l’orologio, trascuriamo i Social Media, rispondiamo solo alle telefonate indispensabili, quelle di lei o di lui e, ovviamente, della mamma, perché la mamma è sempre la mamma! In altre parole rallentiamo i nostri ritmi a quelli che dovrebbero essere quello della vita e prendiamoci il tempo per godere della natura, di una riflessione, di un buon libro, di quanto può farci piacere.

Senza fretta.

INCONTRI

6 Mag

Mi ritengo una persona onesta, rispettosa delle leggi, che paga puntualmente le tasse e tutto il resto. Con le Forze dell’ordine ho avuto da fare solo per il rinnovo del passaporto e nei controlli al confine o ai blocchi stradali, conclusisi sempre con un “Grazie e arrivederci”.

Ieri ero seduto in stazione quando è passata una pattuglia della Polfer e uno dei due agenti mi ha fissato con insistenza, tanto che ero tentato di andare a chiedergli cosa volesse, perché si sa che le stazioni ferroviarie sono considerate obiettivi sensibili.

Alla fine è venuti lui domandare a me e al mio vicino se il trolley e la bicicletta impacchettata dietro di noi fosse di uno di noi. Entrambe abbiamo negato e l’altro agente si è allontanato, probabilmente per recarsi in ufficio a visionare il filmato della telecamera di sorveglianza.

Morale. Quando qualcuno ti fissa con insistenza e riesci a comprendere che non è una molestia dai un’occhiata dietro, che magari non ce l’ha con te!

LEZIONE DI VITA

27 Apr

«Grazie», disse il vecchio. Era troppo semplice per chiedersi quando avesse raggiunto l’umiltà. Ma sapeva di averla raggiunta e sapeva che questo non era indecoroso e  non comportava la perdita del vero orgoglio”. Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare.

IL VALORE DI UNA VITA

19 Apr

Quando, il 3 dicembre 1984, saltò in aria la centrale di Bhopal, per mera trascuratezza nella manutenzione degli impianti da parte della proprietaria americana Union Carbide India Ltd., che l’aveva costruita in India per non aver problemi con le autorità di protezione dell’ambiente americane, la compagnie assicurative non pagarono un solo dollaro perché non sapevano valutare “quanto vale la vita di un indiano”.

A Bari, ma non è il primo caso, una bambina è nata morta per la discussione su chi avesse avuto il diritto di usare la camera operatoria.

Quei signori si saranno posti il problema di quanto vale la vita di una bambina?!

Dopo aver scritto questo post ho appreso la notizia di un’infermiera di Treviso che fingeva di vaccinare i bambini. 😦

PERSONALITÀ

18 Mar

Quando capita, nei discorsi cito tale Lucy van Pelt, e spesso mi chiedono chi sia.

Lucy”, rispondo “la sorella di Linus”. “Ah, ecco!”.

Lucy, antipatica, burbera, piena di sé, innamorata non corrisposta dell’aspirante pianista, con il suo banchetto non di limonata come tutti i bambini americani ma di aiuto psichiatrico a 5 cent (se volete sostituite il nome e volgete gli aggettivi al maschile).

Lucy è unica, come me, come ciascuno e ciascuna di voi. Sarà per questo motivo che un giorno è sbottata con quel famoso

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Lucy non è identificabile solo come la “sorella di Linus”, perché vive di vita propria, come accadde ad una copia di miei amici. Lui più famoso di lei che veniva citata spesso come “la moglie di Orazio”, finché, stufa di questa etichetta, una sera annunciò “urbi et orbi” “Io sono Giulia, non la moglie di Orazio!”.

È per questo motivo che sul mio biglietto da visita, oltre alla mia mitica barba, c’è il nome in grassetto e il cognome no. Perché anche il cognome casale, o maritale per le donne sposate, è certamente utile ma secondario.

Che poi qualcuno veda nell’unicità e itripetibilità di ciascuno di noi un fatto positivo è un’altra storia. 🙂