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RISPETTO PER GLI ANZIANI E PER I BAMBINI

3 Lug

Allo sportello di un ufficio (banca, ente pubblico, posta, il luogo è indifferente), oggi.

Si presenta un anziano male in arnese, su una sedia a rotelle.

L’impiegato chiede cortesemente se l’uomo riesce ad alzarsi un attimo per apporre la firma.

L’accompagnatrice (badante o figlia, la cosa non cambia), vedendolo in difficoltà gli dice bruscamente “Sbrigati, se no ti lascio qua!”.

Proprio come molti genitori, altrettanto ingiustamente, minacciano i loro figli piccoli quando fanno i capricci.

(Riporto i generi come dalla scena di stamane, ma potrebbero essere ribaltati).

PAROLE PER LE VACANZE

14 Giu

Parole delle quali si può fare a meno (però se le si conosce si rischia di fare bella figura 🙂 ).

casigliano, efelide, rebbio, viibrissa…

Parole indispensabili, e non solo per le vacanze

per favore, grazie, prego, scusa…

Questi, ovviamente, sono “elenchi aperti” e ognun* può aggiungere altre parole.

EDUCAZIONE DOVE SEI?

16 Feb

L’attività di Lorella Zanardo, iniziata con il suo documentario denuncia “Il corpo delle donne” ha fatto riflettere i e le giovani sulla qualità della televisione italiana e più in generale dei messaggi visivi con i quali ci interfacciamo, perché non possiamo chiudere gli occhi di fronte ai manifesti murali che ci sono sbattuti in faccia andando per via magari con i nostri figli o nipoti, facendo loro prendere coscienza di una realtà purtroppo tuttora viva in questo nostro paese, l’esposizione mediatica irrispettosa del corpo delle donne, come non la si vede più neppure nei calendari delle officine o di altri ambienti per tradizione maschili. Un po’ meno, pare, ha fatto riflettere gli adulti, anche quelli che dovrebbero farlo per professione.

I giovani, questi mammoni, bamboccioni o choosy, come li ha arbitrariamente definiti più di qualcuno, sono quelli che, nonostante le difficoltà e le incertezze del loro futuro, sanno pensare, reagire e darci sorprendenti lezioni di vita. Non tutti, ovviamente, ma tutta quella maggioranza che nelle loro piccole o grandi realtà, silenziosamente, si adoperano per quello che usiamo chiamare “un mondo migliore”. Peccato che molte delle loro azioni non siano rese note perché non fanno audience. Magari, però, forse sarebbero emulate.

Di certo sarebbero meglio dello spettacolo che Rai1, servizio pubblico sottoposto alla Commissione di vigilanza, ha dato mercoledì 10 febbraio all’inizio del programma di intrattenimento pre-serale “L’Eredità” condotto da Fabrizio Frizzi, che proponeva quattro ballerine vestite di rosso a cavallo d una scopa, come ha descritto su Huffingonton Post Gabriella Cims, promotrice dell’Appello Donne e Media, piano di riforme per l’affermazione del merito in Tv e nei Media, e per una rappresentazione non stereotipata delle donne.

Non entro nel merito della qualità dei contenuti dei programmi pre-serali, sulla quale si espresse a suo tempo anche la moglie di un capo di stato, il cui messaggio principale è il denaro vinto e non, come logica della vita vorrebbe, guadagnato.

La concorrenza è forte, ma credo non la si vinca contrapponendo programmi di pari qualità, ma piuttosto con programmi culturali accessibili a tutti quanto a fascia oraria. Penso a programmi come “Il fatto” di Enzo Biagi o “La cartolina di Andrea Barbato”. L”ultimo ingresso nelle reti Rai invece è stato l’ennesimo gioco a quiz. Fate un po’ voi.

DI ONOREVOLI E DI PESCI

4 Feb

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” (Articolo 1).

È quando assisto a scene come questa e la replica non proprio forbita del deputato del Movimento 5 Stelle che mi rendo conto del pieno significato del termine limiti.

Io, anche se debbo subirlo, non mi sento rappresentato da persone come queste, che chiamiamo onorevoli quando di onorevole dimostrano di avere ben poco, come racconta Michela Marzano nel suo libro Non seguire il mondo come va.

Sappiamo tutti che non si tratta di un caso isolato e sarebbe bene avere una statistica di quanti comportamenti simili, seguiti da interruzioni se non da zuffe, avvengono nelle due camere del Parlamento, con esempi negativi ma anche con perdite di attenzione e di tempo, a spese del cittadino contribuente, che si aspettano siano lì a discutere della “cosa pubblica”.

Parliamo di bullismo e cyberbullismo tra le e gli adolescenti nelle scuole, ma possiamo forse pretendere di meglio se gli esempi sono questi? Tra l’altro le e gli studenti responsabili di azioni del genere sarebbero subito sospesi dalle lezioni.

“Il pesce puzza dalla testa”, recita un proverbio popolare. Cambierà forse qualcosa?

LE FOGLIE MORTE

3 Feb

Le foglie morte… la poesia di Jaques Prevért resa celebre dalla trasposizione canora di Yves Montaine.

Le foglie morte che, il giorno dopo una bella tempesta di Bora si trovano raccolte in mucchi quasi ordinati formati dai mulinelli del vento.

Le foglie morte sono un fenomeno naturale. Le uniche cose che dovremmo aspettarci di calpestare sui marciapiedi e lungo i viali.

Mozziconi, cartacce, biglietti, deiezioni canine fanno dell’inciviltà e scarso senso civico di chi le getta e non le raccoglie.

A parte il fatto che il divieto è già sancito dal Nuovo Codice della strada orma si sa, in Italia per tentare di far rispettare una legge bisogna promulgarne un’altra (e pare strano che non l’abbiano proposta con il titolo in inglese).

Cosa vorrà dire, poi, sanzione da 30 a 300 euro? Sarà inflitta in proporzione diretta o inversa alla lunghezza del mozzicone?

Ci sono città anche in Italia dove i cestini e posacenere pubblici non esistono, perché gli abitanti sono sufficientemente ordinati da non lasciare traccia del loro passaggio. Quindi sì può, il resto è rumore di fondo e chiacchere.

A proposito… dove avrà gettato il suo mozzicone il mio amico Jaques?