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CHE STUPIDAGGINE LA GUERRA(*)

10 Dic

(*) Jaques Prévert in Barbara.

iliadexxiv

L’Iliade, l’han detto in molti, con i suoi ultimi cinquantuno giorni della guerra di Troia, non è un libro di guerra ma di pace che ci intrattiene in banchetti e  in terminabili assemblee che oggi chiameremmo “riunioni di lavoro” pur di non andare in battaglia. Da una parte i troiani assediati, dall’altra l’alleanza dei greci, anche questo suona molto moderno, tutti estenuati da una guerra iniziata dieci anni prima e della quale non si vede la fine, fino alla geniale trovata di Odisseo (Ulisse) e il suo cavallo, a proposito del dono del quale Laocoonte, nell’Eneide, disse di non fidarsi, perché “Temo i Greci anche se portano doni” (II, 49). Libro di pace, l’Iliade, in cui eccelle l’inno alla vita declamato da Achille nel libro IX.

In occasione della Giornata mondale dei diritti umani, per quel che possono valere le giornate, oggi a Trieste verrà declamato il libro XXIV, che tratta la morte di Ettore, l’antieroe, rimasto più famoso di chi l’ha sconfitto.

ILIADE, LIBRO VENTESIMO QUARTO

ARGOMENTO

Achille prosegue a fare strazio del corpo di Ettore. Parole dei Numi. Teti è mandata da Giove perché imponga all’eroe di acconsentire la restituzione del cadavere. Iride, spedita da Giove medesimo, scende in Troia e comanda a Priamo che si rechi alle navi de’ Greci e riscatti da Achille coi doni il corpo del figlio. Priamo, non curando le rimostranze della moglie, si accinge alla partenza. Mercurio, presa la figura di un giovanetto, gli si fa incontro fuori di Troia, e salito sul suo carro gli è di scorta fino all’alloggiamento d’Achille. Priamo è al cospetto dell’eroe. Loro colloquio. Il corpo di Ettore è consegnato al padre. Ritorno di Priamo. Lamenti di Andromaca, di Ecuba e di Elena. Funerali di Ettore.

PAROLE E FATTI

5 Apr

Non si parla di pace, si fa la pace… tra le nazioni, in famiglia, con gli amici. Basterebbe osservare i bambini.