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ANTÀRES

4 Giu

La figlia di una nipote sposata a un berlinese si chiama Stella perché il nome è significativo sia in italiano sia in tedesco.

Guardando uno scontrino per la contabilità domestica noto che la nostra fruttivendola di fiducia si chiama Antares, come la stella più luminosa dello Scorpione.

Wikipedia dice che è facilmente riconoscibile… non ci credete perché io non ho mai capito nulla della volta celeste a parte il Sole, la Luna e Marte, il puntino luminoso rosso che mi teneva compagnia nelle sere dell’estate scorsa al trullo.

Antares è una stella rossa a circa 600 anni luce dal sistema solare e il cui perimetro grande 850 volte quello del Sole, che a noi sembra già grande.

A parte le mie digressioni ascientifiche, quante cose si nascondono dietro un nome!

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EVO

2 Lug

Più comune il femminile Eva, di origine biblica (Genesi 3:20), che significa “madre di tutte le genti”.

Evo, al maschile, sovente scritto tutto in minuscolo evo. Non è propriamente un nome di persona ma l’abbreviazione di “olio extravergine di oliva”, che non è il padre di tutte le genti ma, se usato con moderazione, preserva la salute certamente molto più di burro, margarina, strutto e simili.

D’accordo, è un discorso un po’ tirato, ma almeno che l’olio sia pugliese. 🙂

SOPRANNOMI

16 Ago

Bisso

Cicora

Masino

Mortadella

Pino Cadavere

Pizzichicchio (RIP)

Stefano Pannocchia

Sono solo alcuni dei soprannomi usati da queste parti, da far invidia a Camilleri, perché chiamare le persone per nome e cognome è considerato quasi banale, una questione da Ufficio Anagrafe.

Alcuni sono diminutivi dei nomi imposti da genitori che in tutta onestà avrebbero potuto scegliere meglio, altri frutto della fantasia degli amici (o dei nemici, a seconda) e per qualcuno non si rammenta più la ragione per cui fu affibbiato.

Storie della magicapuglia.

“ANGOLO CULTURA”

1 Feb

libreria

Oltre all’angolo cottura, in quello che ora va di moda chiamare living, al trullo non poteva mancare l’angolo cultura, per esprimere al meglio la nostra personalità. Quelli esposti qui sono saggi brevi, a disposizione degli ospiti anche occasionali, un angolo di riflessione, e poco importa se un libro non fa ritorno, perché vuol dire che chi l’ha preso l’ha trovato interessante e l’ha passato avanti. Come quella volta che, salito nell’auto di un mio amico di Padova vi ritrovai un mio libro che avevo prestato a un comune amico di Milano. Oltre ai conti a volte tornano anche i libri. L’importante è non trovarli alla bancarella del mercato, come mi raccontava un amico bibliotecario essere successo per dei libri rubati in biblioteca. Saggi brevi perché in estate molte persone son distratte dal mare o da altro e non sempre hanno voglia di leggere saggistica, però un nipote un sabato piovosi di ottobre mi telefonò di averne letto uno tutto d’un fiato… basta aspettare.

Questo è solo l’assaggio, la vetrina, perché nella parte originale del trullo ce ne sono altri. A volte capita di avere due copie della stesso libro, una qui e una a Trieste, questo fa parte degli svantaggi di avere due case distanti 1100 chilometri, mica proprio dietro l’angolo.