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TRE QUARTI PIÚ TRE QUARTI

10 Apr

L’impresario non diceva nulla. Lasciava parlare gli altri e sorrideva, col sigaro spento a un angolo della bocca.

La vera soluzione la presentò don Circostanza.

Queste donne pretendono che la metà del ruscello non basta per irrigare le loro terre. Esse vogliono piú della metà, almeno così credo di interpretare i loro desideri. Esiste perciò un solo accomodamento possibile. Bisogna lasciare al podestà i tre quarti dell’acqua del ruscello e i tre quarti dell’acqua che restano saranno per i Fontamaresi. Cosí gli uni e gli altri avranno tre quarti, cioè un po’ più della metà. Capisco” aggiunse don Circostanza “che la mia proposta danneggia enormemente il podestà, ma io faccio appello al suo buon cuore di filantropo e benefattore”.

Questo brano, tratto dal romanzo Fontamara di Ignazio Silone, è la risposta dell’impresario, il signorotto del paese, alle donne fontamaresi che erano andate a protestare perché egli aveva dirottato il corso del ruscello per i suoi interessi. Andarono le donne perché i mariti, i cafoni, come venivano chiamati i contadini della Marsica, erano impegnati nel lavoro dei campi. Donne ignoranti e timorose di affrontare l’impresario, che tutti consideravano un’autorità. Di matematica non sapevano un gran che quindi ne tornarono soddisfatte perché tre quarti all’impresario e tre quarti a loro parve loro una soluzione di parità.

Questo nella Marsica descritta da Ignazio Silone.

Ora i tempi sono cambiati, le donne sono diverse e soprattutto le statistiche ci dicono che quanto a istruzione sono più avanti degli uomini, ma c’è chi ancora finge di non saperlo applicando così quella sperequazione salariale che, prima di essere vietata dall’articolo 37 della nostra Costituzione e da altre leggi mai applicate, le offende.

Così come anche molti uomini stanno prendendo coscienza e posizione contro gli abusi sessuali è giunto il momento che facciano sentire la loro voce anche contro questa discriminazione e per l’applicazione delle leggi in vigore.

Sempre che si voglia vivere in un Paese migliore.

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GUIDARE E NON SOLO

27 Set

L’annuncio della futura libertà delle donne dell’Arabia Saudita a mettersi alla guida di un’automobile, cosa scontata per noi, se da una parte può farci gioire per la fine di questo assurdo divieto deve farci anche riflettere che se le donne italiane hanno questa libertà, sono ancora private di molte altre. Quella di decidere del proprio corpo, di tornare a casa da sole di sera, di avere la stessa opportunità di lavoro e la stessa retribuzione degli uomini. Tutte cose garantite dalla Costituzione ma delle quali di scontato non c’è proprio nulla.

JUNO

8 Ago

peperitapatty

Nome femminile latino, italianizzato in Giunone.

Era famoso per essere stato portato dalla moglie di Giove, il capo delle divinità che i Romani copiarono pari pari dall’Olimpo dei greci latinizzandone i nomi.

Era… perché la Juno più famosa del momento sembra ora essere una biondina (la foto non le rende onore) che ho subito chiamato “la comandanta” sul calco della marescialla della saga “Pane, amore e…”.

Simile non tanto a Lucy, che sotto sotto un po’ cattivella lo è, come possono esserlo i bambini, ma a Piperita Patty.

Quattro anni, mi ha salutato con un pugno su ciò che probabilmente lei pensava fosse la mia pancia (e sulla quale opportunamente non rilascio dichiarazioni). Ha fatto subito comunella con mio nipote e il suo amico, entrambi di dieci anni, mettendo in chiaro che si gioca alla pari. Mai una lacrima, loquace e con un’inusuale proprietà di linguaggio per la sua età, sa garbatamente controbattere, qualche volta puntando le mani sui fianchi come a rafforzare la sua affermazione.

Osservandola dal mio punto di vista di adulto non ho potuto non pensare che, se continua così, sarà difficile che qualcuno le metta i piedi in testa e, pur se ovviamente è troppo presto per dirlo, segnerà un punto nella conquista della parità di genere.

 

 

“…UOMINI E DONNE…”

24 Ott

[…] Un elenco in cui colpisce l’assenza totale  dei caduti della Resitenza. In questa grande “via crucis laica” (così era definita da Grillo) non c’è posto per Duccio Galimberti, Dante Di Nanni, i fratelli Cervi, per tutti quei morti il cui sacrificio Piero Calamendrei  aveva posto a fondamento della Costituzione repubblicana e della nascita della democrazia italiana. Furono vittime consapevoli, uomini e donne che […]

Giovanni De Luna, Una politica senza religione, Einaudi 2013, p. 134, (enfasi mie).

Si, ma dove sono le donne?!

IPAZIA 2016

21 Lug

IpaziaUn uomo anziano accusa un malore di giorno e viene portato in ospedale da un’ambulanza del 118. I generi erano al lavoro. Alla domanda sul perché non l’avesse portato una delle figlie, una signora candidamente risponde, “Sono donne, può essere che emozionino o si spaventino e si confondano”. Questo in Italia, non in Arabia Saudita, dove sappiamo che alle donne è proibito guidare (ma molte lo fanno molto bene).

La figlia di una signora che conosco, single, porta avanti il pezzo di terra di olivi e altro che le ha lasciato in eredità suo padre. Lo coltiva molto bene, verrebbe da dire come un uomo quanto a forza fisica se non fosse che molte donne del suo circondario pensano veramente che portare avanti un campo sia cosa da uomini. A rincuorarla ed a appoggiarla c’è la voce del fratello, che studia agraria, e che ha confermato che usa metodi eccellenti.

I pregiudizi contro le donne, quelli che fecero morire Ipazia nel 370 d. C. e scatenarono l’assurda caccia alle streghe a Salem, Massachusetts nel 1647 sono ancora vivi e vegeti e in queste due occasioni sono alimentati da donne che evidentemente per quell’atavica tradizione del “si è sempre pensato così” non riescono a concepire un cambiamento.

UN’ASTRONAUTA

17 Mag

No, non è un errore, astronauta è un termine di professione di genere neutro e come tutte le parole che iniziano per vocale al femminile l’articolo si elide e vuole l’apostrofo, proprio come un’insegnante e tanti altri.

Chi non ne fosse ancora convinto può leggere qui, e magari trarre spunto per parlarne con i figli e fare un regalo.