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RISPOSTE CONVINCENTI

9 Gen

Che significa violentare?” gli chiesi la sera stessa.

Atticus alzò la testa da dietro il giornale. Era seduto nella poltrona davanti alla finestra. Da quando eravamo diventati un po’ più grandi, Jem e io gli concedevamo generosamente una mezz’oretta di pace, dopo cena.

Sospirò, abbassò il giornale e disse che violentare significava conoscere carnalmente una donna per forza e senza il suo consenso.

Lee Harper Lee, Il buio oltre la siepe.

Parole asciutte, da avvocato (com’è il personaggio), che non troncano ma lasciano aperto il dialogo a ogni approfondimento, molto meglio di un antagonista e imbarazzato “perché me lo chiedi?”.

Dedicato a chi non crede nella necessità di un’educazione di genere.

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DI FARFALLE, CICOGNE E CAVOLI

15 Ago

Pare proprio che il nostro giardino, quanto a lepidotteri, non abbia nulla da invidiare alla (forse) più celebre città di Bordano, in Carnia, e sono tentato di aprire l’account iltrullodellefarfallebianche.

Non è certo merito mio ma del pollice verde di famiglia.

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I fiori mi piacciono ma quanto a piante io, ancor prima di Gugl Map, sono sempre andato d’accordo solo con le piante di Milano, di Roma, della metropolitana di Londra, che non hanno bisogno di essere bagnate.

Fatto sta che una aiuola in particolare, tra le altre, è invasa da decine di farfalle, per la maggior parte bianche, che inscenano quelli che a noi paiono bellissimi balletti. Due di esse, ieri pomeriggio alle cinque mentre in tre stavamo ragionando in veranda, ci hanno offerto lo spettacolo del corteggiamento e dell’accoppiamento, in cui lei era immobile a terra e lui andava, si posava su di lei, svolazzava via e tornava su di lei. L’accoppiamento vero e proprio termina quando lei chiude le ali in senso verticale e dopo un po’ vola via. Cose che si vedono nei documentari ma vederle dal vero con la grazia delle farfalle è un altra cosa.

Sono stato contento che non fosse stato presente nessun bambino piccolo, perché non sarei entrato nei particolari ma gli avrei detto sommariamente che le due farfalle stavano giocando.

Anche se alcuni non vogliono ammetterlo è finito il tempo delle farfalle, delle cicogne e dei cavoli, e con i bambini bisogna cominciare a fare educazione di genere fin da piccoli, usando il linguaggio e gli esempi adeguati alla loro età, anche per non essere impreparati quando prima o poi si fanno avanti loro domandando spiegazioni sul pancione della mamma o della zia.

I bambini meritano tutto il nostro amore e tutto il nostro rispetto.

P.s. Se avete le “farfalle nello stomaco”, non fatevi illusioni, è solo fame. 🙂