CI SIAMO FATTI RI – CONOSCERE

14 Dic

Nadia Toffa, la giornalista delle Iene che il 2 dicembre ha avuto un malore a Trieste, è balzata in terza posizione mondiale tra le ricerche su Google, tanto da diventare una star internazionale e suscitare la domanda su chi sia sui giornali esteri.

Ho scritto ri – conoscere, nel senso di conoscere di nuovo, perché quando all’inizio del nuovo secolo fu chiesto quale fosse la frase rappresentativa del secolo appena terminato il mondo anglofono rispose:“I have a dream”, gli italiani risposero: “Che mondo sarebbe senza Nutella?”.

Senza nulla togliere alla crema alle nocciole e al momento di celebrità della giornalista, ancora prima di valutare l’uso delle ricerche on line e dei Social Media dovremmo a parer mio ricalibrare i nostri parametri culturali e, visto che la notte scorsa e quella di oggi offrono lo spettacolo delle Geminidi, cercare da parte di chi non lo conosce su Google l’ultimo verso dell’Inferno  “e quindi uscimmo a riveder le stelle”.

Tant’è.

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UNDICI DODICESIMI

14 Dic

All’età di  34 anni, il 14 dicembre, mi recai in ambulatorio per un prelievo di sangue. L’infermiera mi domandò l’età e risposi trentaquattro anni.

33 e 11/12” mi corresse lei.

Le sorrisi come a ringraziarla per la sua gentilezza. Oggi vado a fare un altro esame, chissà se si ripeterà. 🙂

L’E-COMMERCE E IL MONDO CHE CAMBIA

12 Dic

Qualcuno rammenterà le latterie degli anni ‘70, quelle che vendevano solo latte, latticini, biscotti e caramelle, gestite prevalentemente da donne e in cui le lattaie facevano i conti a mano. Della mia infanzia rammento anche un negozio che vendeva solo uova. Solo uova, non uova e pollame.

Poi, ovviamente le cose sono cambiate, non solo per il latte che se me ne serve un litro vado a comperarlo in un supermercato con la cassa automatica per evitare la fila alle altre. L’automazione delle casse richiederebbe un discorso, perché prima o poi, più prima che poi, troveremo lo stesso avviso che ora c’è alle uscite delle autostrade: “Uscita da alta automazione”, con i cassieri a casa.

Molte stazioni di servizio hanno allestito le pompe fai da te, novità relativamente recente in Italia ma pratica normale in Austria e Slovenia dove non esiste il “servito” e ti rilasciano la ricevuta.

Molte banche stanno chiudendo le filiali o riducendo gli sportelli e dirottando i clienti verso l’home banking e gli ATM, con cui hanno preso confidenza anche molti anziani.

Si è assistito alla trasformazione delle edicole dei giornalai in punti vendita tra i più svariati, frutta e verdura, fiori, cibo da strada, a seguito del costante crollo degli acquisti dei quotidiani.

Quotidiani

La lista potrebbe continuare.

Ieri sera Report di Rai3 ha fatto le pulci a Amazon e su come l’automazione spinta e l’e-commerce stia depauperando i lavoratori dei loro diritti e di come il commercio elettronico stia ammazzando i piccoli. Io ho cercato di far notare che è il mercato che cambia. Così come molti tabaccai, diversificando i servizi, sono diventati degli esattori per conto degli enti locali o dello stato.

Acquistiamo sempre più on line, e secondo una stima, uno studio della federazione degli esercenti inglesi, entro il 2025 un terzo dei negozi per strada è destinato a scomparire Non c’è da sentirsi in colpa in questo mercato in continua evoluzione, perché a rimetterci è il fruttivendolo che offre beni deperibili ma molti piccoli negozi, per andare in pari gonfiano i prezzi.

Come scritto ieri sera @piscina1253 “I negozi si salvano solo con una legge che detassa e agevola i negozianti che organizzano le loro vendite on line, è qui che dovremo arrivare e non ci vogliono geni e bocconiani ! ma politici onesti senza fiduciarie per ricevere le tangenti dei colossi del web #Report

Il mercato librario è uno dei pochi in cui i prezzi e la scontistica sono regolamentati, coprire il prezzo dei libri che regaliamo è una pura formalità.

Ho cercato un libro di saggistica nella mia libreria di riferimento che fa parte di una catena e che mi avrebbe fatto lo sconto del 10% ma non l’ho trovato. L’ho acquistato dalla famosa libreria on line con lo sconto del 15% e ho domiciliato la consegna presso il mio edicolante di fiducia.

In questo modo io ho risparmiato in denaro e tempo e ho fatto guadagnare qualcosa, pur minima, all’edicolante, che non essendo la “San Vincenzo” non fa questo lavoro gratuitamente.

C’è da aggiungere che in molte cittadine e molti paesi d’Italia non esistono librerie o altri negozi e il risparmio allora si configura non solo nello sconto ma anche in tempo e denaro per recarsi al capoluogo o alla cittadina più fornita.

GERUSALEMME E DINTORNI

7 Dic

PalestinaIsraele ha una storia lunga e nel contempo breve. L’Israele biblico, promesso a Abramo e realizzatosi prima con la presa di coscienza degli ebrei di essere un popolo, in fuga dall’Egitto guidati da Mosè, e arrivati in Canan, l’odierna Palestina, sotto la guida di Giosuè. Terminò (e dal punto di vista cristiano aveva terminato la sua funzione profetica alla morte di Gesù di Nazareth) con la distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d. C., con la presa di Masada nel 73, e per ultimo nel 135 quando i Romani, per essere chiari, cambiarono il nome di Gerusalemme in Ælia Capitolina.

La storia poi continua con la dominazione musulmana, le crociate e altri avvenimenti che non riguardano più il popolo di Israele, ormai nella diaspora, che vuol dire dispersione, che tra gli altri eventi ha visto gli ebrei, popolo non più nazione, sottoposti assieme ad altri all’Inquisizione, chiusi in ghetti, allo sterminio nazista, che loro chiamano Shoa, alla colonizzazione inglese della Palestina e, finalmente, con la Risoluzione Onu n. 181 del 1947 che stabilì di dividere il territorio in due stati.

Il 1° maggio 1948 è sorto il nuovo stato di Israele, che si differenzia molto da quello biblico.

Il resto è storia moderna che si può trovare facilmente in internet e della quale, tra gli altri, scrivono spesso, con obiettività, gli scrittori ebrei David Grossman e Amos Oz.

In italiano chiamiamo israeliti i componenti dell’Israele biblico, israeliani i cittadini dell’Israele moderno che, a differenza del primo, non sono tutti ebrei.

Abbiamo visto troppe volte sterminare popoli, pensiamo agli atzechi e ai maya o anche solo cancellare i loro nomi dalle carte e dalle realtà geografiche, pensiamo agli nativi d’America o, più vicini a noi, agli armeni, per accettare che ciò sia fatto di nuovo, in nome di un’ideologia.

IL VALORE DI UNA FAMIGLIA PER BENE

3 Dic

“Ascolta, figlio mio, l’istruzione di tuo padre e non disprezzare l’insegnamento di tua madre, perché saranno una corona graziosa sul tuo capo e monili per il tuo collo”. (Proverbi 1:8).

Questa è una raccomandazione che percorre tutta la Scrittura. Chi di noi, da piccolo, non si è sentito dire dai genitori la raccomandazione di frequentare i ragazzi più bravi di lui?

Il magistrato Nicola Gratteri, fino al settimo minuto di questa intervista, dà ragione della sua educazione in una delle zone più a rischio dell’Italia, delle sue scelte e di come tutto ciò che facciamo in pubblico è oggetto di attenzione, da parte di tutti nei piccoli paesi ma anche nei rioni delle grandi città e negli ambienti che frequentiamo, lo “zitti zitti in mezzo alla piazza”. Scelte di vita che, forse non così rigide, ci riguardano tutti.

AMORI DIVISI

2 Dic

Verso la fine della guerra che ha visto la dissoluzione della Jugoslavia andai in un campo profughi a Zagabria che ospitava famiglie dalla Bosnia e Erzegovina.

Tra le altre cose fui colpito dai disegni dei bambini, ignari forse del perché vivessero quella situazione. In uno di questi disegni erano raffigurate, incrociate alle aste, la bandiera bosniaca e quella croata, a significare che per i bambini la distinzione non avrebbe dovuto esistere, ma soprattutto che le divisioni non le fanno le persone ma chi sta più in alto di loro, per motivi ideologici ma spesso solo economici.

Il libro Bordelifela cui lettura è stata vietata in Israele – della giornalista israeliana Robit Darinyat, è il diario dell’amore tra lei e un palestinese a New York, amore “a scadenza”, come lo definisce lei con  amarezza notando la data di scadenza su una scatola di Corn Flakes, lontano dalla Palestina e Israele, con punti di contatto, come alcune parole simili nelle due lingue, ma anche di contrasto e dalla sua paura di doverlo presentare ai suoi genitori.

Questa è una storia di adulti, divisi da un confine imposto dall’alto, come i bambini di Zagabria voluti a tavolino, e si sa, su quei tavolini i sentimenti non contano.