MARGHERITA

29 Ago

  1. Margherita → Ita – Ida → Iii… La riduzione o il cambio di un nome in Puglia sono quasi un obbligo, dove “Iii…” non è esclamazione di stizza come potrebbe sembrare, ma proprio di riduzione ai minimi termini, chiamando la persona da lontano. Un’abbreviazione molto più comune del nome, invece, è Rita.

  2. Margherita di Savoia, ormai più che per essere stata regina d’Italia, è nota per il Viale Regina Margherita a Roma, dove ha sede l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) e con alternanza di affermazioni e smentite la pizza a lei attribuita, quella da € 3,50 o, se al taglio, è spesso in abbinamento con la bevanda gasata al caramello di cui non facciamo il nome. Il riferimento pugliese lo troviamo nella Riserva riserva naturale Salina di Margherita di Savoia, nella provincia di Barletta – Andria – Trani (venite donne, tutta roba bella… non era più semplice quando capoluogo di provincia era una città sola?…fortuna che in ottobre spariscono). Prima in Italia e seconda in Europa con un’estensione di 3.871. Trattandosi di sale sconsigliata alle persone ipertese.

  3. Margherita di Danimarca (Margrethe Alexandrine Þórhildur Ingrid), che con quattro nomi non può che essere regina

  4. Margaret Hilda Roberts Thatcher, prima ministra del Regno Unito, amata da alcuni e odiata da (molti) altri, chiamata the Iron Lady (Lady di ferro) per il rigore del suo governo, figura al femminile non ancora ricoperta in Italia

  5. Marguerite Yourcenar, scrittrice francese il cui motto era “la libertà basta volerla”, ci ha regalato quel capolavoro di letteratura che in italiano conosciamo come Memorie di Adriano, e che andrebbe letto da tutti almeno una volta nella vita, per capire un po’ di più della storia dei romani, con tutto rispetto per Asterix di René Gocinny e Albert Uderzo che ce l’hanno ha fatta vedere da un altro punto di vista.

  6. Margarita P., una mia collega argentina, che mi ha fatto conoscere il Sud America che ora va tanto di moda con papa Francesco e i Mondiali (che in italia tra un po’ opportunamente dimenticheremo) prestandomi Patagonia Express, e soprattutto Luis Sepúlveda, cileno autore anche di La gabbianella e il gatto, il gatto e il topo e la lumaca, e Il potere dei sogni, “Perché”, come dice l’autore, “solo sognando e restando fedeli ai sogni riusciremo a essere migliori e, se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo.” e scusate se è poco. Di sinistra, può non essere condiviso, ma allora dimenticatevi anche Il postino di Neruda, di Antonio Skármeta, con Massimo Troisi.

  7. Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov, che se volete andate a leggere la presentazione su ibs.it perché mi sono dilungato già abbastanza con Yourcenar e Sepúlveda

  8. Margherita, che come tutte le canzoni di Riccardo Cocciante (e di tutti gli altri), può piacere o meno.

La lista è ovviamente incompleta.

I toponimi con Santa Margherita, ovviamente si sprecano, a cominciare da quello forse più famoso di Santa Margherita Ligure.

Margherita è il nome italiano del fiore che tutti conosciamo, legato al giochino del “m’ama non m’ama”, che con quel vulgare nel suo nome scientifico Leucanthemum vulgare, perde metà del suo fascino.

Ciò che forse molte e molti non sanno è che il nome Margherita non deriva dal fiore ma dalla parola greca μαργαριτης /margarites/ che significa perla e con ciò assume tutto un altro significato, ammesso che nel nostro tempo ci sia ancora chi fa caso al significato di un nome prima di imporlo.

DI MADONNINE MIRACOLATE

28 Ago

Mentre le squadre di soccorso si adoperano a salvare vite umane in una corsa contro il tempo che lascia sempre meno margini, qua e là, nei Social Media ma anche negli organi di stampa, appare il primo piano di una madonnina rimasta intatta sotto le macerie del terremoto.

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(@LuisellaSaro)

Ora, la fede è un fatto personale, ma è chi in autorità, e nella Chiesa cattolica penso a papa Francesco e Angelo Bagnasco ha il dovere di deprecare questi comportamenti e i giornali non dovrebbero pubblicare queste fotografie che, anche se sapientemente non commentate, trasmettono un messaggio subliminale non indifferente.

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(da repubblica.it)

Triste è quel dio (uso la minuscola) che salva una madonnina di legno o terracotta e nel contempo fa morire 290 essere umani.

A cominciare dal divieto nel decalogo (i dieci comandamenti) “Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso” Genesi 20:4

in tutta la Bibbia, anche nelle traduzioni adottate o fatte dalla Chiesa cattolica, vige costante il divieto degli idoli, come richiamato tra gli altri dal profeta Geremia

Ascoltate la parola che il Signore vi rivolge, casa di Israele. Così dice il Signore: “Non imitate la condotta delle genti e non abbiate paura dei segni del cielo, perché le genti hanno paura di essi. Poiché ciò che è il terrore dei popoli è un nulla, non è che un legno tagliato nel bosco, opera delle mani di chi lavora con l’ascia. È ornato di argento e di oro, è fissato con chiodi e con martelli, perché non si muova. Gli idoli sono come uno spauracchio in un campo di cocomeri, non sanno parlare, bisogna portarli, perché non camminano. Non temeteli, perché non fanno alcun male, come non è loro potere fare il bene”.
Non sono come te, Signore; tu sei grande e grande la potenza del tuo nome. Chi non ti temerà, re delle nazioni? Questo ti conviene, poiché fra tutti i saggi delle nazioni e in tutti i loro regni nessuno è simile a te. Sono allo stesso tempo stolti e testardi; vana la loro dottrina, come un legno. Argento battuto e laminato portato da Tarsìs e oro di Ofir, lavoro di artista e di mano di orafo, di porpora e di scarlatto è la loro veste: tutti lavori di abili artisti. Il Signore, invece, è il vero Dio, egli è Dio vivente e re eterno; al suo sdegno trema la terra, i popoli non resistono al suo furore. Direte loro: “Gli dei che non hanno fatto il cielo e la terra scompariranno dalla terra e sotto il cielo”. Egli ha formato la terra con potenza, ha fissato il mondo con sapienza, con intelligenza ha disteso i cieli. Al rombo della sua voce rumoreggiano le acque nel cielo. Egli fa salire le nubi dall’estremità della terra, produce lampi per la pioggia e manda fuori il vento dalle sue riserve. Rimane inebetito ogni uomo, senza comprendere; resta confuso ogni orafo per i suoi idoli, poiché è menzogna ciò che ha fuso e non ha soffio vitale. Essi sono vanità, opere ridicole; al tempo del loro castigo periranno. Non è tale l’eredità di Giacobbe, perché egli ha formato ogni cosa. Israele è la tribù della sua eredità, Signore degli eserciti è il suo nome. (Geremia 10:1-22, enfasi mie).

e, tra gli altri nel Nuovo Testamento, la significativa rivolta dei fabbricanti di idoli di Efeso narrata in Atti 19-23-28 (enfasi mie).

“Verso quel tempo scoppiò un gran tumulto riguardo alla nuova dottrina. Un tale, chiamato Demetrio, argentiere, che fabbricava tempietti di Diana in argento e procurava in tal modo non poco guadagno agli artigiani, li radunò insieme agli altri che si occupavano di cose del genere e disse: “Cittadini, voi sapete che da questa industria proviene il nostro benessere; ora potete osservare e sentire come questo Paolo ha convinto e sviato una massa di gente, non solo di Efeso, ma si può dire di tutta l’Asia, affermando che non sono dei quelli fabbricati da mani duomo. Non soltanto c’è il pericolo che la nostra categoria cada in discredito, ma anche che il santuario della grande dea Diana non venga stimato più nulla e venga distrutta la grandezza di colei che l’Asia e il mondo intero adorano”. All’udire ciò s’infiammarono d’ira e si misero a gridare: “Grande è la Diana degli Efesini!”.

Ma anche ci fosse un auspicabile richiamo, se non ribadito, passato il terremoto verrebbe archiviato al pari delle altre cose rubricabili nell’emozione del momento.

CI SON DUE COCCODRILLI E UN ORANGO-TANGO… E POI CI SONO I BAMBINI

27 Ago

Sappiamo che l’uomo ha in sé quel soffio vitale di Genesi 2:7 che lo differenzia dal resto del regno animale con il quale ha molte cose in comune o, se vogliamo parlare più laicamente, ha la capacità di pensiero e di arbitrio che lo distingue e che si esprime dalla decisione di alzarsi o meno la mattina (che poi lo debba fare per impegni scolastici o per un contratto di lavoro è un altro discorso e può sempre marinare la scuola o prendere un giorno di ferie), alla pianificazione familiare e tutto il resto.

Tra le altre notizie riguardanti il terremoto in centro Italia c’è quella, rimbalzata qua è la, che mette in risalto l’abilità dei cani nel lavoro di ricerca dei superstiti e delle vittime.

Nessuno nega più che nella scala delle diverse specie animali esiste un quoziente più o meno elevato di elaborazione dell’informazione. Questi cani, come quelli antidroga della Guardia di Finanza, i simpatici San Bernardo del Soccorso Alpino fino a quelli in aiuto alle persone cieche, sono addestrati per un compito specifico, e gli uni non sanno fare il lavoro degli altri.

Sappiamo che la nostra società attuale ha dato grande spazio agli animali da compagnia, cani, gatti, furetti e quant’altro, con un giro d’affari sempre più in crescita.

Abbiamo, o dovremmo avere, preso coscienza che gli animali hanno dei diritti, come quello che esclude la loro tortura o l’abbandono stradale, fenomeno che si ripresenta ogni estate. Sono molte ormai le strutture ricettive, alberghi e B&B che accettano gli animali da compagnia nelle loro strutture, in particolare a seguito delle sollecitazioni della ex ministra Michela Vittoria Brambilla, del governo Berlusconi.

Si fa strada in questo periodo il fenomeno opposto. Quello di alberghi, per ora riservati alla clientela cosiddetta VIP, che non accettano bambini, in quanto “potenziali portatori sani di disturbo acustico”. L’espressione ironica è ovviamente mia, ma ritengo che debba farci pensare.

Fino a tempi non troppo lontani la nobiltà e quella che definiamo l’alta borghesia affidavano i figli fino ad una certa età ad una governante che dava loro l’educazione adatta al loro rango sociale e i rapporti tra genitori e figli erano rari, tant’è che si spesso si instaurava quella complicità tra governante e bambini ben rappresentata dalla figura di Mary Poppins. La governante seguiva la famiglia anche in villeggiatura, quella che noi dei piani più bassi chiamiamo vacanza o, peggio, ferie e i genitori avevano tutto il tempo di passare il tempo da soli o tessere le relazioni sociali che ritenevano opportune.

Come per altri fenomeni più o meno condivisibili c’è il pericolo che questo staccarsi dai figli diventi, come purtroppo succede spesso in Italia, una moda che si allarga anche a strutture ricettive più alla portata di tutti e diventi un’”elegante” scusa per qualche coppia che voglia anche d’estate “scaricare” i figli ai nonni, con buona pace della tanto invocata unità della famiglia. In questo caso non sarebbero i figli (adolescenti) a voler abbandonare il nido ma viceversa.

Eppure, Gesù di Nazareth, una volta che i discepoli volevano allontanare i bambini in quanto chiassosi rispose fermamente “Lasciate che i piccoli vengano a me, perché di loro è il Regno dei cieli” (Matteo 19:13-15).

Non scrivo questa nota perché, lontano dal rumore urbano, mi sono ritrovato durante tutto luglio con l’assordante rumore di fondo delle cicale.🙂

ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO

25 Ago

Piero e Valeria, una coppia di amici di Vicenza è transitata per il nostro trullo durante un loro viaggio in Puglia.

Ci hanno regalato una piantina in un portavaso fatto da lei all’uncinetto, spiegandoci che era la bomboniera per il loro anniversario di nozze.

“In realtà” ci racconta la signora “il nostro cinquantesimo anniversario sarà nel marzo del 2017, ma in marzo fa ancora freddo, così abbiamo pensato di anticiparlo”.

Per non deluderli non le abbiamo risposto che no, neanche in Puglia in marzo fa proprio caldo caldo, ma a differenza del Veneto qui si cominciano a vedere le prime avvisaglie di primavera”.

NEWS CONGELATE

25 Ago

I principali quotidiani on line dedicano quasi interamente le home page alle notizie ma anche alle immagini o ai video, che poco aggiungono alla tragicità del momento, al terremoto in Centro Italia.

Tra le altre sono congelate notizie relative a

  1. Isis
  2. Siria
  3. Sicurezza
  4. Legge di stabilità
  5. Sbarchi di richiedenti asilo
  6. Gestione rifiuti
  7. Incidenti stradali
  8. Unione europea
  9. Terremoto in Birmania

PROVIAMO UN’ALTRA LETTURA

24 Ago

Il Messaggero Veneto, quotidiano di Udine, propone oggi l’articolo Friulani senza più fede, aumentano gli sbattezzi, con il rimando a un “ma” in box che, cercando di pareggiare i numeri, ricorda che ogni anno ci sono oltre 300 conversioni, come se i numeri contassero.

L’articolo parla delle abiure dalla Chiesa cattolica, tentando di giustificarne le cause, avanzando un “si intuisce una controinformazione” ma anche evidenziando che in parte “a determinare queste scelte è uno scollamento fra una parte dei cattolici e le gerarchie religiose e, certo, i vari Vatileaks, i casi di pedofilia e poi le ingerenze della Chiesa nella politica possono avere avuto un’influenza notevole sulla disaffezione dei cattolici ai valori religiosi”.

Molte defezioni dalla Chiesa cattolica, a causa degli imbrogli finanziari e dei casi di pedofilia si sono avute in Austria e in Slovenia, ma di queste cose la stampa italiana non si occupa, o per distrazione o per opportunità.

Se alle parole di Gabassi “Non ci si può accontentare del catechismo impartito durante l’infanzia per coltivare la propria fede, così come non si possono continuare a indossare gli abiti infantili quando si è adulti – è l’efficace metafora di don Gabassi – la fede non va confusa con la Chiesa, quest’ultima è formata da tutti noi, uomini, mortali, fallibili, mentre la fede è un patrimonio intimo, personale, che deve essere nutrito e salvaguardato” dessimo un’altra lettura?

Se, cioè, quanti sono stati battezzati da neonati – con tutta evidenza senza il loro consenso -, avessero maturato una fede consapevole basandosi su una lettura personale della Bibbia e avessero scelto di seguire il Signore in un modo genuino, al di fuori dalle ambiguità che lo stesso Gabassi evidenzia, oltre a quella di base di esibire Chiesa cattolica, Vaticano e Santa Sede a seconda della convenienza? Di seguire il Signore senza più bisogno della mediazione di un sacerdote terreno come gli ebrei dell’Antico Testamento perché “c’è un solo Dio e un solo mediatore tra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù“? (1a Timoteo 2:5, anche nelle edizioni cattoliche della Bibbia).

O se non avessero trovato il messaggio evangelico sufficientemente convincente, perché la fede sì è un dono ma non dev’essere accettata per forza, come ai tempi dell’Inquisizione.

C’è poi la triste storia della cancellazione dei battesimi, che ha trovato forti resistenze e sulla quale è dovuto intervenire il professor Stefano Rodotà nella sua carica di Garante dei dati personali.

Perché, si sa, i numeri contano, anche se ho trovato un prete che ha scritto

“Mentre eravamo esaltati nel contare quanti eravamo, abbiamo dimenticato chi siamo. #vangelodioggi” (@dDinoPirri).

Qualsiasi chiesa, partito o “circolo della briscola”, provvede periodicamente a rivedere i registri dei propri aderenti e sarebbe opportuno che la anche la Chiesa cattolica lo faccia.

Dal calo delle donazioni dell’8 per mille agli studi di sociologi che si possono facilmente trovare in Rete, l’Italia non è più un paese di cattolici praticanti, ma molti rimangono tali per le convenienze sociali, e questa realtà è, o dovrebbe essere, ben nota alla Cei. Stupisce, quindi, questo articolo agostano e il suo titolo.

Nel 2002, a fronte della mia richiesta di cancellazione dal registro battesimale, mi fu risposto “E’ stato fatto quanto da lei richiesto” (sette parole). (Non nutro simpatia per l’UAAR e per le sue campagne).

A PROPOSITO DEI PRESUNTI MIRACOLATI

24 Ago

Nel suo libro “Se questo è un uomo” Primo Levi, che spesso si sentiva in colpa perché aveva una posizione privilegiata in quanto scrittore e era esentato dai lavori di fatica, racconta di un suo compagno, “c’era quel Cohn che dopo ogni selezione ringraziava Dio di averlo salvato, e Levi aggiungeva che se fosse stato Dio avrebbe sputato a terra la sua preghiera. Qui ci confessa che prima di una selezione (certo non dopo) anch’egli era stato tentato di pregare. “Una preghiera in quella condizione sarebbe stata non solo assurda… ma blasfema, oscena, carica della massima empietà di cui un non credente sia capace. Cancellai questa tentazione:sapevo che altrimenti, se fossi sopravvissuto, me ne sarei dovuto vergognare”. E infatti sarebbe stato vergognoso fare la “scommessa” di Pascal solo di fronte a una morte imminente, in quel luogo la cui sola esistenza era una smentita definitiva alla teodicea e quindi all’esistenza di un Dio che ha sì gran braccia da accogliere tutti i pentiti d’oggidì, e Dio sa se sono molti”.

Se qualche scampato ad un attentato, come quelli recenti di Dacca o di Nizza, a un incidente come quello ferroviario di Corato, ma anche ad un incidente stradale di una certa gravità o al terremoto che oggi ha colpito il centro Italia, sull’onda emotiva possa autodefinirsi miracolato per essere sopravvissuto all’evento spesso solo per cause fortuite, come banalmente essere arrivato in ritardo, gli organi di stampa, che per missione hanno il dovere di dare le notizie senza enfasi o iperboli spettacolari, non debbono parlare di miracoli, perché ci troveremmo di fronte a un Dio capriccioso che salva uno e fa morire l’altro.

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