CERTEZZE

23 Feb

Da questo conosceremo che siamo nella verità e renderemo sicuri i nostri cuori davanti a lui. Poiché se il nostro cuore ci condanna, Dio è piú grande del nostro cuore e conosce ogni cosa” (1a Giovanni 3:19-20).

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PERSONE

22 Feb

Una mia nipote sta per lasciare la sua cittadina per raggiungere il suo compagno nel bolognese, dove questi ha trovato lavoro dopo un lungo periodo di disoccupazione.

Sappiamo bene che “trovar lavoro” dopo la riforma è sempre una scommessa. Una scommessa che però va giocata per non restare al palo e pare che lui abbia delle prospettive.

Lei lavorava in una piccola azienda e al momento delle dimissioni le è stato detto che, se proprio dovesse andar male e dovessero tornare, in azienda ci sarà sempre un posto per lei.

Nell’augurar loro che invece tutto vada per il meglio e che anche lei trovi un’occupazione, non va certo sottovalutato questo riconoscimento, sia sul piano professionale sia personale.

Cosa rara di questi tempi.

I BUONI CONSIGLI

17 Feb

Si sa che la gente dà buoni consigli

sentendosi come Gesù nel Tempio

si sa che la gente dà buoni consigli

se non può dare cattivo esempio.

Così una vecchia mai stata moglie

senza mai figli, senza più voglie

si prese la briga e di certo il gusto

di dare a tutte il consiglio giusto”.

Questa è l’invettiva di Fabrizio De André, credente a modo suo, contro i consigli non richiesti in Boccadirosa. Sul fatto che ella  sia stata una prostituta vedremo più in là.

In questo mondo di libere opinioni sono sorti opinionisti di ogni sorta, sia tra gli influencer nei Social Media sia nelle televisioni e nella carta stampata, amplificando il vecchio concetto di “l’han detto in tivù”. Di fronte a un un twitt, un post ma anche un articolo dovrebbe esserci una persona che analizzi la notizia, ma che spesso la subisce acriticamente.

Molti opinionisti sono diventati, o almeno ne sono convinti, dei tuttologhi che spaziano dai vari masterchef alla mafia alle questioni biotetiche senza averne alcuna competenza. Un po’ come quando domandano il parere su un tema di attualità ad un attore solo perché casualmente ha interpretato un ruolo in un film sull’argomento.

Quindi, come le cagnette cui Boccadirosa aveva sottratto l’osso molti, troppi, ma fortunatamente non tutti, si sentono in dovere ma anche in diritto di intervenire, esprimere un’opinione ma anche dare consigli su un argomento di cui se va bene hanno letto qualcosa.

Un consiglio va dato solo su richiesta, altrimenti è un’intrusione nella vita di un’altra persona, mancandole di quel rispetto che è alla base delle relazioni con l’altro.

Quanto a Boccadirosa e il suo mestiere, sia l’Antico sia il Nuovo Testamento condannano la prostituzione, ma la donna che gli uomini volevano lapidare fu congedata da Gesù con un amorevole “Neanch’io ti condanno, va e non peccare più” (Giovanni 8), e ai sacerdoti e agli anziani del popolo che lo interrogavano per provocarlo rispose “In verità vi dico: “I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. E` venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli”” (Matteo 21:31-32).

Monito per coloro che hanno sempre una pietra o un giudizio pronti in tasca, invece di contare fino a dieci e se è il caso tacere.

CORSI E RICORSI

7 Feb

Secondo l’Eneide, poema epico scritto in latino da Virgilio per celebrare i fasti di  Augusto, Enea fuggiasco da Troia incendiata sbarcò a Castro, nel Salento. Dopo un viaggio nel regno dei morti tornò tra i vivi approdò finalmente sulle rive del Tevere, dove venne accolto da Latino, re degli Aborigeni e, come in tutte le storie con lieto fine, si innamora di sua figlia Lavinia fondando la città di Lavinio (ora Pratica di Mare). Ttito Livio ci informa che trent’anni dopo la morte di Enea Ascanio, suo figlio, fondò la città di Alba Longa. Per farla corta si innamorò di Rea Silvia, una vestale, il dio Marte la salvò dalla morte e la mise incinta di Romolo e Remo, i due gemelli uno dei quali, Romolo, avrebbe fondato Roma.

Roma  ovviamente era una città triste perché popolata per lo più da militari. Per avere una presenza femminile, Romolo si rivolse ai popoli vicini per stringere alleanze ma anche in cerca di ragazze, ricevendo dei secchi rifiuti. D’altra parte era l’ultimo venuto.

Organizzata una festa in onore del dio Conso, ad un segnale convenuto i Romani rapirono le figlie dei Ceninensi, Crustumini, Antemnati e dSabini, in quello che è passato alla storia come il ratto delle sabine.

Un po’ – molta – fantasia, un po’ storia tant’è. Questo è quello che ci hanno insegnato alle elementari.

Una cosa certa è che abbiamo studiato questo senza soffermarci che le sabine, assieme alle altre, furono rapite contro la loro volontà, né si può pretendere che a quell’età qualcuno di noi vi abbia riflettuto.

È quel contro la loro volontà che fa la differenza. Oggi una donna è teoricamente libera di troncare un rapporto senza che nessuno di noi abbia il diritto di giudicarla. Teoricamente come sappiamo perché molte sono oggetto di ritorsioni fino al femminicidio da parte dell’uomo, cosa rara se ad andarsene è l’uomo.

Come molti uomini di oggi non accettano di essere stati lasciati, così i Romani rapirono le sabine senza chiedere loro il permesso.

Corsi e ricorsi, sia pure sotto altre forme, e sarebbe buona cosa se i maestri, con il linguaggio adatto all’età, spiegassero ai bambini che si è trattato di un sopruso.

LUTERO DESCRITTO IN TELEVISIONE

6 Feb

Confondere la cattedrale di Norimberga con quella di Wittemberg, come ha fatto Michele Mirabella ieri durante la trasmissione TuttaSalute di Rai3 (dal 34’10”), per un italiano poco avvezzo alla Riforma protestante può succedere.

Parlare però di Martin Lutero e la sua “congrega di scapigliati” che “appiccicò” le novantacinque tesi è a dir poco irrispettoso.

Questa non è razzismo ma discriminazione religiosa – probalmente non voluta ma questo è il messaggio che passa – frutto anche del fatto che nelle scuole italiane si insegna la religione cattolica e non, come richiesto da più parti visto anche il mutamento della società italiana, la storia delle religioni in cui la storia della Riforma troverebbe più spazio di una mezza paginetta.

DINA, UNA DI NOI

4 Feb

 

Le Scritture, si sa, non si soffermano sui fatti di cronaca relativi alla sfera sessuale, sia perché essa era ben codificata, sia perché le ragazze e i ragazzi si sposavano relativamente presto rispetto ad ora.

Certo, è raccontato di come il re Davide, invaghitosi di Betsbabea, la moglie di Uria, mandò questi in battaglia in prima linea per farlo morire e aver campo libero, e della presunzione di innocenza di una giovane se la violenza fosse avvenuta in campagna, perché “forse ha urlato per chiedere aiuto ma nessuno l’ha udita”. C’è un episodio che per il nome della protagonista e per il luogo potremmo benissimo trasportare nella nostra realtà di oggi.

“Dina, la figlia che Lia aveva partorita a Giacobbe, uscì a vedere le ragazze del paese. Ma la vide Sichem, figlio di Camor l`Eveo, principe di quel paese, e la rapì, si unì a lei e le fece violenza”. (Genesi 34:1-2).

Dina una ragazza che andò al pozzo a coglier l’acqua – era un compito da donna – e si fermò a parlare con le amiche, come avviene ora con le nostre giovani in piazza o nei centri commerciali.

La storia prende una brutta piega quando Dina non torna a casa perché Sichem, il figlio del principe di quel paese 1) la vede 2) la rapisce e 3) si unisce a lei facendole violenza.

Chi vuole può leggere il resto in Genesi 34.

Molto attuale perché è ciò che succede quasi ogni giorno nelle nostre città.

Di un’attualità sconcertante che non può lasciare indifferente nessuno, uomo o donna che sia.