COME UN DENTE DI LEONE

14 Dic

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Le statistiche più o meno ufficiali ci informano periodicamente su quanto costa crescere una figlia o un figlio, nei suoi primi anni di vita e nel suo percorso scolastico fino alle superiori o all’Università.

Queste statistiche giustamente parlano di danaro e non tengono conto degli altri parametri. Di quanto sia impegnativo crescere una figlia o un figlio sul piano affettivo, educativo – che non è solo quello scolastico – emozionale, tutte variabili che non si possono ma sopratutto non si devono monetizzare.

Tirar su una figlia o un figlio, è un’esperienza bellissima, e anche i padri in questi ultimi anni cominciano volentieri ad esserne coinvolti fin dalla prima infanzia, per tradizione o – diciamolo pure – per comodo, compito fino a poco tempo fa delegato alle madri.

Nessuno nasce imparato” e a volte si sbaglia, anche questo fa parte del gioco, ma l’aspirazione di ogni genitore è dare il massimo alla propria figlia o al proprio figlio, quanto a educazione, scolarità e quanto serve per affrontare la vita una volta diventato indipendente.

Succede invece che per alcune e alcuni un brutto incontro, un incidente stradale o peggio qualcuno, in nome di un’ideologia che niente ha a che vedere con la fede, ponga fine a quella vita, come il soffio su un dente di leone che diverte tanto i bambini.

Dal di fuori non si può comprendere il vuoto lasciato da questa assenza. Pretendere di passarlo al colino spesso della dis-informazione è un atto offensivo verso il dolore altrui. Possiamo, al massimo, provare sentimenti di com-passione.

Dedicato a Antonio Megalizzi, giovane giornalista, che non c’è più.

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Φιλία

14 Dic

Siamo amici?” Così i bambini si invitano reciprocamente al parco, non sapendo di esprimere uno dei più complessi concetti del mondo  degli adulti.

RISPONDERE SENZA AMBIGUITÀ

12 Dic

…mi ha chiesto cos’è una sgualdrina!”

Glielo hai detto?”.

“No, le ho parlato di Lord Melbourne”.

Jack, per l’amor del cielo, quando un bambino ti chiede qualcosa rispondigli a tono. Non seguire vie traverse. I bambini sono bambini, ma si accorgono prima degli adulti se si dà una risposta evasiva, e l’ambiguità confonde loro le idee ancora di più”.

Harper Lee, Il buio oltre la siepe.

GLI ZERBINI COME METAFORA

11 Dic

In un condominio ci sono due zerbini, uno del palazzo e l’altro all’ingresso dell’abitazione, le  ville e le casette a schiera ne hanno uno solo, davanti al portoncino.

Fuor di metafora, ci sono degli errori che meritano una seconda possibilità, la violenza sulle donne mai!

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SULLA PROPRIETÀ

6 Dic

Riflessione prenatalizia.

Nella lingua ebraica non esiste il verbo avere, “ho una casa” sarà espresso quindi con la locuzione “una casa è a me”.

Ciò rispecchia l’insegnamento per cui l’essere umano non è proprietario, ma solo prestatario, e gli ebrei lo ricordavano con il giubileo (Levitico 25:8-17) in cui le proprietà terriere tornavano al proprietario precedente.

Basterebbe pensare qualche volta secondo la sintassi ebraica, quando diciamo “mia moglie”, “la mia compagna” o “i miei figli”, per rammentare che essi vivono di vita propria prima di essere in relazione con noi.

(Questa) moglie/compagna o (questi) figli sono a me” sposta l’enfasi dalla falsa proprietà al dono ricevuto.

L’ESSENZIALE

5 Dic

Riflesione prenatalizia.

Di quanta roba inutile – “roba” nel senso verghiano de I Malavoglia – ci circondiamo? Inutile-inutile, della quale potremmo tranquillamente fare a meno, o che, come spesso succede, abbiamo comperato e non sappiamo più di avere a casa.

Ognuno faccia la propria lista, che non deve necessariamente di privazioni. Gesù, a chi obiettava che l’olio con cui la peccatrice gli ungeva i piedi asciugandoli con i capelli si sarebbe potuto vendere e il ricavato darlo ai poveri, rispose “Lasciatela fare, i poveri li avrete sempre con voi”.

Scrive Luis Sepúlveda in Il potere dei sogni che ha fatto spazio nella sua biblioteca perché non ha senso tenere i libri di facile reperibilità nelle biblioteche pubbliche (quanti di noi hanno l’ingombro dei tre o quattro centimetri di costola de Il nome della rosa 🙂 ).

Un buon esercizio è pensare a come riempiremmo la valigia per un volo low cost, perché si sa che le compagnie si rifanno sul peso dei bagagli. “Questo sì, questo no, questo non so, questo mi è proprio indispensabile, questo costa poco e lo ricompro all’arrivo”.

Finiremo con il fare spazio a casa, o sugli scaffali della libreria, ma soprattutto nel nostro stile di vita educandoci ad acquisti e a un consumo più responsabile. Il che di questi tempi – a prescindere dalle possibilità economiche di ciascuno – non è da poco.

Passando dalla modalità dell’avere a quella dell’essere.

PUNTI DI VISTA

3 Dic

Il rispetto dei punti di vista e delle opinioni altrui è un elemento essenziale della comunicazione.

Se dico Giuda a chi pensate? Bene, ora domandatelo ad un ebreo, per il quale Giuda è un nome al pari di Mosè, Aronne o Giosuè (Yoshua, come Gesù).