Archivio | agosto, 2017

DI PIUME E DI CADUTE

18 Ago

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BARCELLONA 

17 Ago

C’è stato un attentato a Barcellona. Questa è l’unica fotografia che mi piace.

PARLARNE OGNI GIORNO

17 Ago

Scrivere della violenza di genere è ormai diventato una necessità quotidiana. Scriverne sui giornali, sui Social Media, parlarne alla macchinetta del caffè soprattutto agli uomini, al bar, in televisione, ognuno a modo suo, per far comprendere anche al più distratto che è un’emergenza sociale sempre più grave.

Parlarne con le figlie e i figli anche piccoli, perché come sappiamo che le bambine e i bambini sono spesso più ricettivi di noi. Non diciamo alle piccole e ai piccoli “tu non puoi capire”, perché capiscono benissimo, se usiamo il linguaggio rapportato alla loro età. Se non siamo capaci di spiegare questo tema a livello infantile chiediamo aiuto, i tempi dei cavoli e delle cicogne sono finiti.

Parlarne e scriverne in modo serio e asciutto, senza cadere nella trappola dei “secondo me” e senza entrare in quegli inutili dettagli che tanto piacciono ai giornali scandalistici e, purtroppo, anche ad alcuni programmi televisivi che trovano una facile platea più ampia.

Parlarne e scriverne evitando il fai-da-te su un argomento così delicato, ma affidandosi e sostenendo le associazioni del proprio territorio dotate di personale specializzato.

Parlarne in modo semplice, secondo le proprie capacità e il proprio stile, non sostituendosi agli inquirenti e agli psicologi, cose che la maggior parte di noi non siamo.

Basta un pensiero di disapprovazione, un “non ci sto!” deciso, se poi ne siamo capaci anche un discorso o uno scritto più corposo.

Insistere con le Istituzioni, a tutti i livelli, per pretendere l’attuazione di ciò che avevano promesso e non hanno fatto oppure essendo propositivi.

Il tutto, però, con garbo e Netiquette, per evitare l’effetto contrario.

Diciamo spesso che nel 2017 l’ignoranza è una scelta di vita. Ciò può andar bene se ha effetti sulla persona che la sceglie, ma non quando ne coinvolge o ha effetti negativi anche solo su un’altra.

Parlarne, scriverne e agire ogni giorno senza però indispettire l’altra parte, per non provocare l’effetto assuefazione.

L’alternativa è continuare con la triste conta delle vittime, dei femminicidi ma anche delle molestie, che lasciano una traccia indelebile nella psiche di chi le subisce.

SOPRANNOMI

16 Ago

Bisso

Cicora

Masino

Mortadella

Pino Cadavere

Pizzichicchio (RIP)

Stefano Pannocchia

Sono solo alcuni dei soprannomi usati da queste parti, da far invidia a Camilleri, perché chiamare le persone per nome e cognome è considerato quasi banale, una questione da Ufficio Anagrafe.

Alcuni sono diminutivi dei nomi imposti da genitori che in tutta onestà avrebbero potuto scegliere meglio, altri frutto della fantasia degli amici (o dei nemici, a seconda) e per qualcuno non si rammenta più la ragione per cui fu affibbiato.

Storie della magicapuglia.

BUON FERRAGOSTO

15 Ago

Del ferragosto giornali e televisioni hanno già detto tutto, dividendo l’umanità tra i forzati della gita al mare, con annessi code in autostrada e eventuali tamponamenti, e coloro che se ne stanno a casa, vuoi perché non possono permetterselo vuoi perché hanno capito che andare al mare il 15 agosto tra pazza folla non è cosa.

Del dogma dell’Assunta c’è altrettanto poco da dire, se non che, come la Marinella della canzone di De André, c’è chi, come la chiesa ortodossa, non volle creder morta Maria di Nazareth e la considerò addormentata, fino al 1° novembre 1950, quando papa Pacelli decise di farla salire in cielo il 15 agosto.

L’importante è che non piova 🙂 .

TU

13 Ago

Il profeta Giona fu mandato dall’Eterno a richiamare a ravvedimento la città di Ninive. Tralasciando per un attimo la giusta enfasi sul suo comportamento che lo portò a salpare per Tarsìs perché non riteneva giusta la decisione dell’Eterno, è molto importante la reazione dei niniviti.

“Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: “Alzati, và a Ninive la grande città e annunzia loro quanto ti dirò”. Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una città molto grande, di tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città, per un giorno di cammino e predicava: “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta”. I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere.  Poi fu proclamato in Ninive questo decreto, per ordine del re e dei suoi grandi: “Uomini e animali, grandi e piccoli, non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Uomini e bestie si coprano di sacco e si invochi Dio con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa che Dio non cambi, si impietosisca, deponga il suo ardente sdegno sì che noi non moriamo?”. Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece”. (Giona 3:1-10, enfasi mia).

È importante notare come la conversione fu un atto collettivo ma allo stesso tempo personale, perché non imposto, dei membri della città seguito e non preceduto dalla decisione del re, che, avutane notizia, proclamò il lutto cittadino forse per adeguarsi e far passare per sua la decisione.

Allo stesso modo i dieci comandamenti sono rivolti, prima che al popolo di Israele, alle singole persone,

“Dio allora pronunciò tutte queste parole: Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d`Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.  Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio. Non uccidere.  Non commettere adulterio. Non rubare.  Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”.

Non dice “non vi farete” ma “non ti farai”, e questo va notato perché l’Esodo, come il resto dell’Antico Testamento è un patto tra l’Eterno e un popolo, prima che con la singola persona.

Ma in questo caso, prima di quando Gesù avrebbe rivalutato alcuni dei comandamenti nel sermone dal monte, c’è già un chiaro accenno alla responsabilità personale del singolo nei confronti dell’Eterno.

Del singolo, molto prima che qualcuno inventasse le chiese per come le conosciamo oggi.

ESERCIZIO DI STILE

12 Ago

 

 

clessidra

Per ogni cosa c`è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

C`è un tempo per ___ e un tempo per ___,

un tempo per ___ e un tempo per ___.

un tempo per ___ e un tempo per ___,

un tempo per ___ e un tempo per ___.

un tempo per ___ e un tempo per ___,

un tempo per ___ e un tempo per ___.

un tempo per ___ e un tempo per ___,

un tempo per ___ e un tempo per ___.

un tempo per ___ e un tempo per ___,

un tempo per ___ e un tempo per___.

un tempo per ___ e un tempo per ___,

un tempo per ___ e un tempo per ___.

un tempo per __ e un tempo per ___,

un tempo per ___ e un tempo per ___.

Questo è il celeberrimo elenco sui momenti della vita proposto da Qohelet (Ecclesiaste) 3, senza le antitesi, che dovrà mettere ciascuno di voi, generando più o meno inconscia-mente una propria scala di priorità.

Il concetto di tempo è squisitamente soggettivo, e ciò spesso provoca delle incompren-sioni, e forse di queste dobbiamo tener conto quando gestiamo il tempo che riteniamo essere nostro ma nostro non è poiché la vita umana è fatta di relazioni.

Aiutino. Sempre da Qohelet 3, “Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ha messo la nozione dell`eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l`opera compiuta dall’Eterno dal principio alla fine”, e scusate se è poco.