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PRIORITÀ

16 Apr

Almeno oggi, Pasqua, avrei voluto che prediche e omelie avessero esaltato il significato della morte e resurrezione di Cristo e la necessità della conversione anziché parlare dei poveri, della guerra, della solidarietà, problemi che affrontiamo ogni giorno. “I poveri li avete sempre con voi” dice Gesù in Giovanni 12:1-8 a proposito delle priorità.

COSE FATTE A METÀ?

30 Mar

Faccio un bonifico con addebito in conto.

Il beneficiario mi avvisa che non gli è arrivato.

Chiedo info alla banca. L’errore è loro. Mi dicono che avrei ricevuto il rimborso tra un mese.

Mi arriva una lettera che mi invita a recarmi allo sportello a riscuotere il rimborso.

Mi aspettavo l’accredito in conto senza dover perdere tempo.

Cose a metà nel 2017?

P.s. Il rimborso prevedeva solo il capitale senza le spese del bonifico.

BARAK

13 Feb

In Terra degli uomini, il racconto di uno dei naufragi di Antoine Sant-Exupéry, l’autore racconta delle traversie della liberazione di uno schiavo, di come egli, dopo l’ebrezza della conquistata libertà avrebbe dovuto fare i conti in capo a tre mesi con la miseria di un un povero,ma libero. “Aveva il diritto di essere se stesso tra i suoi”.

– Su, vecchio Barak, va’ e sii uomo.

[…]

E noi facevamo gesti d’addio al nostro neonato di cinquant’anni, un po’ inquieti nel mandarlo verso il mondo

– Addio Barak!

– No.

– Come sarebbe a dire, no?

– Sono Mohammed ben Lhaoussin, Barak era il nome dello schiavo.

A differenza di noi, in cui è rimasta una traccia nel detto latino Nomen omen, il nome è un presagio, tra gli arabi così come tra gli ebrei il nome non viene imposto a caso o secondo la moda ma tenendo conto del suo significato. Durante la schiavitù Mohammed ben Lhaoussin non si sentiva una persona e poco gli importava se lo chiamavano Barak o in altro modo.

Dovremmo porre più attenzione anche noi, perché l’articolo 22 della Costituzione parla espressamente del diritto al nome. Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome”.

PER NON DIMENTICARE

25 Gen

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Non si può ricordare per decreto, anche perché dopo Auschwitz ci sono state le stragi di Sabra e Shatila, Srebrenica, Aleppo, e molte altre fino ai giorni nostri.

A ricordo dell’Olocausto, che non ha riguardato solo gli ebrei e che essi chiamano Shoah, gira in rete questa immagine.

Giornodellamemoria

Come non rammentare i muri e i cavalli di Frisia che stanno sorgendo qua e là in Europa, Israele, Stati Uniti, spesso anche tra me e te, ma soprattutto quanti stanno morendo ora in terra e in mare per fuggire a genocidi molto più attuali?

Forse, spiegando ai giovani il perché di queste cose che vedono quotidianamente nei tg, riuscirebbero a capire di più.

Senza dimenticare.

Di Elena Loewenthal, Contro il giorno della memoria.

AIUTI

21 Gen

Durante la guerra dell’ex-Jugoslavia ho portato furgoni di abiti e materiale usato, purché pulito e in buono stato, a Zagabria.

Per la recente alluvione in Serbia la chiesa serbo-ortodossa di Trieste ha raccolto abiti e materiale usato purché pulito e in buono stato.

Mi sfugge il motivo per cui per i terremotati del Centro Italia gli appelli di raccolta siano di abiti e materiale purché nuovo.

Forse è un appello rivolto alle aziende produttrici?!

DISSERVIZI

29 Dic

La cartolina AR della raccomandata spedita il 1° dicembre e consegnata il 7 in provincia di Brindisi mi è stata recapitata ieri.

Resto, come si suol dire “in cortese attesa”, della nota di un accredito ricevuto il 14 dicembre e di una lettera, non raccomandata, spedita da un istituto pubblico il 21 dicembre da Trieste a Trieste, 2,5 km, 31 minuti a piedi secondo Google Maps.

Chissà che nel “decreto milleproroghe” non ci sia anche l’apertura ai privati dei servizi postali alternativi, considerato che, a guardare il sito www.poste.it i servizi postali, che dovrebbero essere il core business dell’azienda sono al terzo posto dopo i finanziari e gli assicurativi.

BERLINO, NATALE 2016

20 Dic

Ieri è stata un’altra giornata nera per l’attuale storia dell’umanità

Oggi leggeremo pagine e pagine di resoconti fino all’ultimo particolare e vedremo fotografie e filmati fino all’ultimo fotogramma, numeri diversi tra una fonte e l’altra, parole già udite o lette in altre occasioni.

  • Tolleranza zero

  • Mai più

  • Raptus

  • Pray for

  • Stranieri

Rimanendo solo sull’attentato di Berlino è difficile pensare ad un raptus e non a un piano studiato, peraltro simile a quello di Nizza. Quanto al numero delle vittime, che siano 12, 120 o 1200 , o uno come l’ambasciatore russo ad Ankara, la cosa non cambia perché, ribaltando un detto del Talmud. “chi uccide una persona uccide il mondo intero”.

Quanto alla preghiera, non preghiamo per Nizza o Berlino, ma per la pace nel mondo.

Lasciamo agli inquirenti tedeschi e internazionali, non pretendiamo di svolgere indagini che non ci competono, rimanendo in rispettoso silenzio.