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I BUONI CONSIGLI

30 Lug

Si sa che la gente dà buoni consigli

sentendosi come Gesù nel Tempio

si sa che la gente dà buoni consigli

se non può dare cattivo esempio.

Così una vecchia mai stata moglie

senza mai figli, senza più voglie

si prese la briga e di certo il gusto

di dare a tutte il consiglio giusto”.

Questa è l’invettiva di Fabrizio De André, credente a modo suo, contro i consigli non richiesti in Boccadirosa. Sul fatto che questa  sia stata una prostituta vedremo più in là.

In questo mondo di libere opinioni sono sorti opinionisti di ogni sorta, sia tra gli influencer nei Social Media sia nelle televisioni e nella carta stampata, amplificando il vecchio concetto di “l’han detto in tivù”. Di fronte a un un twitt, un post ma anche un articolo dovrebbe esserci una persona che analizzi la notizia, ma che spesso la subisce acriticamente.

Molti opinionisti sono diventati, o almeno ne sono convinti, dei tuttologhi, che spaziano dai vari masterchef alla mafia alle questioni biotetiche senza averne alcuna competenza. Un po’ come quando domandano il parere su un tema di attualità ad un attore solo perché casualmente ha interpretato un ruolo in un film sull’argomento.

Quindi, come le cagnette cui Boccadirosa aveva sottratto l’osso molti, troppi, ma fortunatamente non tutti si sentono in dovere ma anche in diritto di intervenire, esprimere un’opinione ma anche dare consigli su un argomento di cui se va bene hanno letto qualcosa.

Un consiglio va dato solo su richiesta, altrimenti è un’intrusione nella vita di un’altra persona, mancandole di quel rispetto che è alla base delle relazioni con l’altra o l’altro.

Quanto a Boccadirosa e il suo mestiere, sia l’Antico sia il Nuovo Testamento condannano la prostituzione, ma la donna che gli uomini volevano lapidare fu congedata da Gesù con un amorevole “Neanch’io ti condanno, va e non peccare più” (Giovanni 8), e ai sacerdoti e agli anziani del popolo che lo interrogavano per provocarlo risposeIn verità vi dico: “I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. E` venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli”” (Matteo 21:31-32).

Monito per coloro che hanno sempre una pietra o un giudizio pronti in tasca, invece di contare fino a dieci e se è il caso tacere.

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ATTUALITÀ

10 Lug

Quousque tandem, Catilina, abutere patientia nostra? ‹kuoùskue … pazzi̯ènzia …› (lat. «fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?»). – Famosa invettiva con cui Cicerone inizia enfaticamente la 1a Catilinaria. Si citano talvolta le due prime parole (o l’intera frase) per avvertire con enfasi scherzosa che è stato superato ogni limite di pazienza e di sopportazione; come locuzione sostantivata, un quousque tandem, un rimprovero o un richiamo fermo, severo: bisognerebbe … fulminarli con un ‘quousque tandem’ che non manca mai di fare il suo effetto (Rovani). (da treccani.it)

Ognuno è libero di mettere il nome che crede.

PENA DI MORTE

13 Gen

Ieri l’Ansa ha dato notizia della prima esecuzione capitale del 2017, in Texas, Stati Uniti.

L’opinione pubblica americana giustifica la pena di morte basandosi sul biblico “Frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente,” (Levitico 24:19-20), anche se pare che non sia stata mai applicata alla lettera dagli ebrei perché più che essere un comando poneva un limite alla vendetta

Pare che la notizia non abbia goduto di gran rilievo, né si è visto il Colosseo illuminato

In questo particolare momento di transizione tra l’amministrazione Obama a quella Trump forse i media hanno ritenuto opportuno aspettare gli sviluppi dell’insediamento del nuovo inquilino della Casa Bianca.

RIPARTIRE PER ATTUARE

6 Dic

costituzioneitaliana

Quasi tutta la giornata di ieri è stata dedicata più che alla bocciatura della riforma costituzionale alle dimissioni di Matteo Renzi. Dimissioni e crisi di governo che certo hanno un pesante riflesso sulla vita polita italiana e, in parte, dell’Unione Europea.

Resta però il fatto che il 60,1% ha ritenuto opportuno non accettare la riforma e mantenere la Costituzione del 1948 e relative modifiche. Che alcuni o molti abbiano votato no per antipatia a Maria Elena Boschi o a Matteo Renzi e il suo governo non deve distrarci.

Dunque, ricominciamo.

La Costituzione c’è. Ciò che è mancato e continua a mancare, come da quasi subito aveva denunciato Piero Calamamandrei ritardi riguardo all’applicazione dell’art. 34 sul diritto allo studio.

Chi deve darsi da fare, perché il futuro è più loro che delle persone avanti con l’età, è quel 70% di giovani che hanno preferito mantenere la Carta costituzionale del 1948.

Darsi da fare in tutte le sedi legali affinché i suoi principi siano attuati, cominciando col pretendere che, una volta emanata una legge questa non sia resa vana per la mancata emanazione dei decreti attuativi.

Mi vengono in mente, a solo titolo di esempio tra i molti altri, oltre al citato art. 34 e seguenti sul diritto allo studio

  • la pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni sociali e personali (art. 3)

  • l’inviolabilità della libertà personale (art. 13), la libertà di pensiero (art. 21) del nome (art. 28), particolare importante a cui pochi fanno caso.

  • la responsabilità penale personale (art. 27) e quella dei funzionari e dipendenti (art. 28), perché la libertà è fatta di diritti ma anche di doveri

  • il diritto alla famiglia (art. 29 e succ.) e alla salute (art. 32)

  • il diritto al lavoro, citato negli art. 35 e seguenti, in particolare l’art. 37, in cui compare per la prima volta la parola donna e dice che le donne hanno diritto alla parità di retribuzione. La costituzione non tutela le “quote rosa”, che son finite per confinare le donne in “riserve protette”, ma la parità di genere.

Questi sono solo alcuni articoli di un elenco certamente più lungo su cui lavorare e pretendere risposte.

Scherzosamente ieri qualcuno ha scritto che i diciottenni con il “bonus cultura” hanno comperato una copia della Costituzione. Per molti sarebbe un buon primo passo. Far politica non è solo candidarsi e essere eletti, ma anche tenersi informati, seguire gli eventi nel micro (la propria città) e nel macro (la nazione), rivendicando i propri diritti nelle sedi opportune.

Utopia? Sì, no, forse… non so dare una risposta, ma sono abituato ai refoli della Bora, vento gelido da Est-Nord-Est, che nei suoi mulinelli da dietro le spalle te lo trovi diritto in faccia. Parafrasando il “cambiaverso”, può cambiare anche il vento, e incanalarsi nella direzione giusta.

ILVA E I BAMBINI DI TARANTO

29 Nov

Riprese: “Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell`albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?”.
Rispose l`uomo: “La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell`albero e io ne ho mangiato”.
Il Signore Dio disse alla donna: “Che hai fatto?”. Rispose la donna: “Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato”.

(Genesi 3:11-13)

Scaricare su altr* la responsabilità è storia di vecchia data. 😦

CORSI E RICORSI

12 Nov

Mai forse come ora stiamo vivendo, su tutti i fronti, un periodo di corsi e ricorsi. È imporante non abbassare la guardia e, se serve, andare a rileggere i libri di storia per rammentare le conseguenze di alcune azioni.

 

FRUGALITÀ

12 Ott

Questo è il debito pubblico dell’Italia aggiornato continuamente. “Chi sta in alto”, per riprendere la celebre espressione di Bertold Brecht nel suo Breviario tedesco, dovrebbe porsi più di qualche domanda. Ovviiamente è espresso in euro, fosse in lire sarebbe una numero di diciasette cifre che neanche Paperon de Paperoni se lo sogna.

Finirà che anche l’Italia sarà iscritta nella lista di quei paesi insolventi ai quali il debito pubblico è condonato perché comunque non sono in grado di abbassarlo?

Nel mio piccolo non faccio mai i conti senza l’oste e nelle spese ho adottato il criterio della frugalità. Frugalità, che spesso rammentiamo per la locuzione “pranzo frugale” non è sinonimo di miseria, ma di sana gestione. Non prevede eccessive rinunce ma scelte oculate e alla lunga è vincente.

Lascio agli analisti economici e ai sociologi l’analisi della recessione che stiamo vivendo e delle sue conseguenze, ma risparmiare si può, senza necessariamente contribuire a quell’altro insano fenomeno che è la deflazione.

Forse andando a rileggere e prendere come esempio i gesti spontanei dei primi presidenti della Repubblica, la cui spesa oculata ha come simbolo storico la mela di Luigi Einaudi.

Cero, lo stile di vita dal dopoguerra è cambiato ma, pur essendo passati dalla 600 alla monovolume, alcuni risparmi possono e debbono essere fatti.

È questo il senso della frugalità, a tutti i livelli.