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ETICHETTE

24 Mag

etichette

Avete presente la difficoltà di staccare un adesivo come il bollino di autostrada sloveno o svizzero o dell’ingresso al campeggio dal parabrezza della vostra auto?

Qualcosa del genere accade quando appiccichiamo un’etichetta ad una persona. Se il pensiero rimane in noi resteremo prevenuti nei suoi confronti, se lo condividiamo, e questa azione si chiama pettegolezzo se non peggio, potremmo ferirla.

Se invece etichettiamo noi stessi, in senso positivo sopravvalutandoci, o negativo sottostimandoci, corriamo il rischio di rinchiuderci in una torre d’avorio che, vista dall’estero può sembrare forse bella, ma rimane pur sempre un allontanamento dalla realtà.

Prendere le persone per quello che sono, senza pretendere di cambiarle, ci aiuta a rispettarle e a condividere o meno i loro interessi e i loro pensieri.

Accettare noi stessi per quello che siamo, questa volta sì tentando di migliorare, ci aiuta a superare le difficoltà e a guardare più in alto.

Le persone aperte al cambiamento, che non vuol dire che non abbiano le proprie idee ma che sono pronte a metterle in discussione, non sopportano quella patina appiccicaticcia sul parabrezza che, al più, raccoglie solo una patina di polvere.

SCELTE DI FEDE E (NUOVE) TECNOLOGIE

18 Mag

Tempo fa in campo ebraico ci fu un dibattito se fosse o meno lecito installare la Torah sullo smartphone, perché alcuni sostenevano che sarebbe avvenuto a discapito del rispetto del testo.

Dovremmo però tener sempre presente che ciò che è sacro è il testo e non questa o quella traduzione, e ancor meno il supporto, sia cartaceo sia elettronico.

Della Bibbia in italiano esistono diverse app, in differenti traduzioni, scaricabili scaricabili quasi tutte gratis. Un ottimo strumento per avere la Parola di Dio sempre a portata di mano.

Il monachesimo “cristiano” è sorto nel IV secolo. Cristiano tra virgolette perché il Vangelo ci chiama a rimanere nel mondo e testimoniare in esso la nostra fede con la nostra vita.

La clausura è una forma estrema di monachesimo che comanda la separazione fisica dal resto del mondo. Ancora una volta con regole più restrittive per le donne. Rammento, durante una visita al monastero maschile di Monte Rua, in Veneto, la panca esterna dove erano sedute le donne ma una di loro, discutendo con uno dei monaci, senza propriamente entrare mise comunque un piede dentro, per dimostrare che se potevano discorrere sull’uscio sarebbe potuta anche entrare.

Le suore clarisse di Oristano sono sbarcate sui Social Media. Questa è la notizia riportata da La Stampa, con il rimando all’esperienza di un breve viaggio di una suora che trae le sue conclusioni “Che pena il mondo là fuori”.

Oltre al fatto che si potrebbe discutere se, in assoluto, il mondo qui fuori faccia veramente pena, come può sembrare ad una suora che non lo vede da 67 anni. Quando torniamo in un luogo che abbiamo lasciato anni fa giocoforza troviamo dei cambiamenti. Sessantasette anni fa c’erano meno urbanizzazione e meno automobili, i centri commerciali dovevamo ancora importarli, la microcriminalità era un fenomeno marginale e tutto il resto.

Il punto però è stabilire se veramente le clarisse che sono sbarcate su WhatsApp possano essere ancora considerate di clausura, cioè se basti la sola assenza del contatto fisico a determinare il loro stato.

INCONTRI

6 Mag

Mi ritengo una persona onesta, rispettosa delle leggi, che paga puntualmente le tasse e tutto il resto. Con le Forze dell’ordine ho avuto da fare solo per il rinnovo del passaporto e nei controlli al confine o ai blocchi stradali, conclusisi sempre con un “Grazie e arrivederci”.

Ieri ero seduto in stazione quando è passata una pattuglia della Polfer e uno dei due agenti mi ha fissato con insistenza, tanto che ero tentato di andare a chiedergli cosa volesse, perché si sa che le stazioni ferroviarie sono considerate obiettivi sensibili.

Alla fine è venuti lui domandare a me e al mio vicino se il trolley e la bicicletta impacchettata dietro di noi fosse di uno di noi. Entrambe abbiamo negato e l’altro agente si è allontanato, probabilmente per recarsi in ufficio a visionare il filmato della telecamera di sorveglianza.

Morale. Quando qualcuno ti fissa con insistenza e riesci a comprendere che non è una molestia dai un’occhiata dietro, che magari non ce l’ha con te!

LEZIONE DI VITA

27 Apr

«Grazie», disse il vecchio. Era troppo semplice per chiedersi quando avesse raggiunto l’umiltà. Ma sapeva di averla raggiunta e sapeva che questo non era indecoroso e  non comportava la perdita del vero orgoglio”. Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare.

LE PICCOLE COSE CHE CONTANO

23 Apr

Antonio era lì, a fumare la sua sigaretta dopo il caffè sulla soglia del bar prima di andare al lavoro, e come in un film vedeva scorrere davanti a sé la gente.

Qualcuno ha detto che alle sette del mattino il mondo è ancora in ordine, erano le sette e mezzo e la cittadina di provincia si stava animando, con i suoi colori, il suo traffico, i suoi rumori. In campagna il tempo è scandito dalle stagioni e dal movimento del sole, in città dal cambio delle vetrine dei grandi magazzini e dai picchi della circolazione stradale, frenetica a quell’ora e quasi assente dopo le nove.

In quella gente cercò di vedere delle persone, anche se non le conosceva. Luigi, che di lì a poco sarebbe entrato in fabbrica e avrebbe indossato la tuta, Giovanna che voleva essere una dei primi a ritirare la pensione in posta per paura che finiscano i soldi, Marco e Michela che tenendosi per mano si dirigevano, forse, verso la scuola e tante altre, ognuna con la propria storia, come Giulia, commessa in una profumeria che apre alle nove ma era già per via perché si sarebbe fermata a leggere alcune pagine del suo libro, nella sua borsa non ne manca mai uno, lontana si fa per dire dal traffico nel parco comunale.

Improvvisamente Antonio si rese conto che non aveva il diritto di cucire storie addosso a ignari passanti e si ritrovò a chiedersi cosa pensassero gli altri di quell’uomo fermo sulla soglia del bar, e questo pensiero lo accompagnò tutto il giorno.

Non era narcisismo, tanto meno un tentativo maldestro di introspezione, ma la presa di coscienza che nessuno è solo al mondo. Come un uccello che plana a cerchi concentrici cominciò a prima a chiedersi quante persone lo conoscessero anche solo di vista, restrinse poi il campo a coloro che conosceva lui, ai colleghi e amici, ai familiari, giù giù fino ai compagni di scuola, all’amichetta del cuore dei tempi dell’asilo.

In una cittadina di provincia nessuno passa inosservato, ogni persona lascia tracce del suo passaggio che a pensarci prima gireremmo tutti con guanti in lattice, non tanto per i sistemi di videosorveglianza le cui registrazioni sono cancellate dopo quarantotto ore, quanto nelle persone più impensate e lontane dalla nostra mente che per qualche ragione serbano un ricordo di noi.

Questo pensiero gli riaffiorò più volte nella giornata, ma era una persona per bene e come tale, senza presunzione, pensò che da qualche parte ma soprattutto in qualche persona uno o più ricordi belli li aveva lasciati, perché sì, i grandi personaggi passano alla storia, ma la vita è un puzzle di tante piccole cose, che sono quelle che contano.

“VOI DIRETE LORO…”

16 Apr

Dicevamo… ognuno dovrebbe sapere che Gesù era un ebreo, come tale ha vissuto, ridando però alla Torah quel senso che gli scribi e i farisei e di conseguenza tutto il popolo aveva smarrito e che il cristianesimo è iniziato con la sua resurrezione. Fosse morto e basta lo hanno e lo stanno facendo in molti per gli altri o per un ideale.

Anche la pasqua ormai ha due significati, quello commerciale a base di cioccolata e quello religioso, osservato da molti credenti (che poi gli ortodossi e i cattolici di rito ambrosiano lo celebrino in altre date è irrilevante).

Molti oggi si riuniranno alle loro famiglie per festeggiare la pasqua o la Pasqua, come dicevo, comunque una rimpatriata e un’occasione per condividere dei giorni con i propri affetti.

Da qui il detto “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”. In realtà dovremmo celebrare “con i tuoi” soprattutto la Pasqua, perché senza resurrezione la nascita di Gesù non avrebbe avuto senso.

Un insegnamento che i credenti possono ricevere dagli ebrei è il loro modo di celebrare la Pasqua (la Pasqua ebraica ricorda l’esodo e la conquista libertà del popolo da parte del popolo ebraico, quella cristiana la risurrezione e la vittoria di Cristo sul peccato) e il dovere di spiegarlo ai piccoli, per non fare che in loro rimanga solo l’aspetto commerciale e l’apertura dei regali.

In Esodo, al capitolo 12, troviamo descritta nei dettagli l’istituzione della Pasqua con la raccomandazione

“Voi osserverete questo comando come un rito fissato per te e per i tuoi figli per sempre. Quando poi sarete entrati nel paese che il Signore vi darà, come ha promesso, osserverete questo rito. Allora i vostri figli vi chiederanno: Che significa questo memoriale? Voi direte loro: E` il sacrificio della pasqua per il Signore, il quale è passato oltre le case degli Israeliti in Egitto, quando colpì l’Egitto e salvò le nostre case”.

RASATA A ZERO

2 Apr

Leggo, e mi fermo qui nonostante la consueta “fuga di notizie” che caratterizza buona parte del giornalismo italiano, della quattordicenne bengalese rasata a zero dalla madre perché si rifiutava di portare il velo.

Sul velo ho scritto altre volte, ma la questione si ripropone ogni volta che vengono violati con la forza i diritti di una persona. Non mi adeguo al ragionamento del’”in Italia si fa così”, ma penso a tutte quelle donne coperte da capelli a piedi che che non riescono ad esprimersi, perché sappiamo che la parte non verbale è fondamentale alla comunicazione.

Oltre al libro di Mona Eltahawy, il cui titolo significativo è in inglese e non nell’addolcito italiano, sto ora leggendo un punto di vista maschile, quello di Bruno Nassim Aboudrad, Come il velo è diventato musulmano, che vuol dimostrare come l’imposizione della copertura del copro femminile con il burqa, lo hijab, lo chador o il niqab non trae origine dal Corano ma, una volta di più, è un sopruso maschile.