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I BUONI CONSIGLI

17 Feb

Si sa che la gente dà buoni consigli

sentendosi come Gesù nel Tempio

si sa che la gente dà buoni consigli

se non può dare cattivo esempio.

Così una vecchia mai stata moglie

senza mai figli, senza più voglie

si prese la briga e di certo il gusto

di dare a tutte il consiglio giusto”.

Questa è l’invettiva di Fabrizio De André, credente a modo suo, contro i consigli non richiesti in Boccadirosa. Sul fatto che ella  sia stata una prostituta vedremo più in là.

In questo mondo di libere opinioni sono sorti opinionisti di ogni sorta, sia tra gli influencer nei Social Media sia nelle televisioni e nella carta stampata, amplificando il vecchio concetto di “l’han detto in tivù”. Di fronte a un un twitt, un post ma anche un articolo dovrebbe esserci una persona che analizzi la notizia, ma che spesso la subisce acriticamente.

Molti opinionisti sono diventati, o almeno ne sono convinti, dei tuttologhi che spaziano dai vari masterchef alla mafia alle questioni biotetiche senza averne alcuna competenza. Un po’ come quando domandano il parere su un tema di attualità ad un attore solo perché casualmente ha interpretato un ruolo in un film sull’argomento.

Quindi, come le cagnette cui Boccadirosa aveva sottratto l’osso molti, troppi, ma fortunatamente non tutti, si sentono in dovere ma anche in diritto di intervenire, esprimere un’opinione ma anche dare consigli su un argomento di cui se va bene hanno letto qualcosa.

Un consiglio va dato solo su richiesta, altrimenti è un’intrusione nella vita di un’altra persona, mancandole di quel rispetto che è alla base delle relazioni con l’altro.

Quanto a Boccadirosa e il suo mestiere, sia l’Antico sia il Nuovo Testamento condannano la prostituzione, ma la donna che gli uomini volevano lapidare fu congedata da Gesù con un amorevole “Neanch’io ti condanno, va e non peccare più” (Giovanni 8), e ai sacerdoti e agli anziani del popolo che lo interrogavano per provocarlo rispose “In verità vi dico: “I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. E` venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli”” (Matteo 21:31-32).

Monito per coloro che hanno sempre una pietra o un giudizio pronti in tasca, invece di contare fino a dieci e se è il caso tacere.

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VIVERE LA VITA, CON GIOIA

30 Gen

Di Massimo Recalcati sto leggendo Contro il sacrificio. Al di là del fantasma sacrificale, in cui spiega che quella sacrificale è una pratica solo umana e che al giorno d’oggi non ha più senso.

Non è un “libro da spiaggia o sotto l’albero”, ma come sempre l’autore è preciso nell’analizzare come le diverse persone affrontino il sacrificio.

In particolare parlando di Bernardo di Chiaravalle fondatore dell’ordine dei Cistercensi che vedeva nel cibo solo una necessità fisica a cui togliere ogni piacere, e che per questo fu richiamato anche da Tommaso d’Aquino, conclude “Qui non c’è più alcuna traccia dell’amore di Cristo per la vita…”. Rammentiamo che la prima uscita pubblica di Gesù fu durante una festa, le nozze di Cana.

Molto interessante è la risposta avuta da ragazzo dal padre, fioraio, nei confronti del dolore e della morte: “La malattia fa parte della vita, ma non devi avere paura”.

Qui la presentazione del libro a QuanteStorie di Rai3

POLITICAMENTE SCORRETTO?

27 Gen

Non si può ricordare per decreto, anche perché dopo Auschwitz ci sono state le stragi di Sabra e Shatila, Srebrenica, le Torri Gemelle, Aleppo, e le molte altre che il nostro mondo occidentale non considera degne di memoria, comprese quelle nei Paesi mussulmani da parte dell’Isis.

L’Olocausto ha coinvolto loro malgrado non solo gli ebrei e che essi chiamano Shoah e ricordano in aprile, ma anche i minorati mentali, gli omosessuali e i Testimoni di Geova.

Ieri mattina la trasmissione Unomattina di Rai1 ha fatto vedere la Risiera di San Sabba, a Trieste, unico campo di sterminio in Italia. Non è Auschwitz, ma per entrarci bisogna comunque essere preparati e alcuni miei ospiti hanno preferito non farlo. Sempre da Trieste, da quella che con orgoglio definiamo la più grande piazza d’Italia sul mare, il 18 settembre del 1938 furono promulgate le Leggi razziali.

A due chilometri in linea d’aria da casa mia, definisco la Risiera “monumento alla stupidità umana”, perché Konrad Lorenz ci ha insegnato che solo l’uomo e la formica uccidono i membri della propria specie, ma a differenze di essa, l’uomo è un essere pensante e lo fa con malvagità.

Come non rammentare però i muri e i cavalli di Frisia che stanno sorgendo qua e là in Europa, Israele, Stati Uniti, spesso anche tra me e te, ma soprattutto quanti esseri umani stanno morendo ora in terra e in mare per fuggire a genocidi molto più attuali?

Forse, spiegando ai giovani il perché di queste cose che vedono quotidianamente nei tg, riuscirebbero a capire di più anche un fatto così tragico ma da loro lontano nel tempo.

Senza dimenticare, perché come ha detto il presidente Sergio Mattarella l’Olocausto è una macchia indelebile nella storia dell’Italia.

Elena Loewenthal, ebrea, con molta classe e in modo politicamente scorretto spiega perché secondo lei non ha più senso celebrare la giornata della memoria.

BAMBOCCIONI, GENITORI E NONNI

24 Dic

“FIGLI, DA BONUS BEBE’ A RAGAZZI LAVORATORI – L’assegno per i nuovi nati da 80 euro al mese viene rinnovato per il 2018 ma solo per il primo anno di vita del bambino. E’ destinato alle famiglie con un reddito Isee sotto i 25.000 euro l’anno. Dal 2019 sale invece a 4.000 euro il tetto di reddito entro il quale i ragazzi fino a 24 anni che lavorano sono considerati ancora fiscalmente a carico della famiglia”. (da Repubblica.it, enfasi mia).

Io ho cominciato a lavorare a 24 anni con uno stipendio che, se non mi permetteva di comperare casa mi permetteva di prenderla in affitto e vivere autonomamente.

Con questa decisione il Ministero delle Finanze ha di fatto preso atto che la paga normale di un ventiquatrenne è di € 307,69 (calcolato su tredici mensilità), di certo insufficiente per l’autonomia finanziaria e per “metter su casa”, come si diceva una volta.

Quindi essere bamboccioni, come inopportunamente il ministro Tommaso Padoa Schioppa definì i giovani italiani il 4 ottobre di dieci anni fa, non è una scelta ma un obbligo di sopravvivenza.

Ciò che però non trovo nella Legge di stabilità sono gli incentivi per l’assunzione degli over 35 rimasti senza lavoro e gli sgravi fiscali per i genitori e i nonni, e sono tanti, che sostengono i figli con parte dei loro stipendi e pensioni.

Che questa realtà sia sfuggita al ministero?

C’è ancora qualcuno che si scandalizza per gli inviti ai giovani a lasciare questo Paese?

NATALE 2017

22 Dic

Ha senso per il cristiano di oggi ricordare il Natale, soprattutto sapendo che il 25 dicembre non c’entra nulla, perché i Romani erano sufficientemente avveduti da non indire un censimento in inverno, ma è la sostituzione della festa del dio Sole, qualche giorno dopo l’equinozio d’inverno, e più in generale, ha senso condividere le altrui feste religiose?

Sì e no, a seconda delle circostanze, di proposito ho scritto ricordare e non celebrare. Può aver senso farlo per spiegare ai bambini piccoli cos’è, visto che con tutta probabilità ne avranno già parlato a scuola e forse imparato qualche canzoncina, un po’ come gli ebrei spiegavano e spiegano ai bambini cosa significa per loro il rito della Pasqua (Esodo 12:26-27) . Ai più piccoli è bene lasciare le loro innocenti illusioni, Babbo Natale, Befana eccetera (e ai genitori l’illusione che i bambini ci credano 🙂 ) che se ne andranno di qua a qualche anno, con i più grandi in famiglia si può cominciare a spiegare che non ha nessuna importanza sapere il giorno esatto, magari evidenziando il controsenso del censimento d’inverno, perché d’inverno anche in Palestina fa freddo, ma la cosa importante è che Gesù sia venuto al mondo e perché è venuto, magari leggendo assieme le narrazioni che ne fanno Luca e Matteo, suscitando le loro domande.

Possiamo cogliere l’occasione per parlarne, a seconda delle convenienze sociali, con i nostri amici e colleghi, ovviamente nel rispetto delle altrui opinioni, e far notare che il 25 dicembre non è una data fissa perché i milanesi, che seguono il rito ambrosiano, e i cristiani ortodossi lo celebrano in altra data, e pure a loro far notare che la data non è importante.

Il natale ormai è una festa essenzialmente consumistica, ed è anche su questo aspetto che possiamo e dobbiamo dire la nostra, con convinzione ed evitando la retorica.
Riscontro una ipocrisia o almeno incoerenza in quei cristiani che dicono di non credere al Natale, non lo celebrano, però il 25 dicembre telefonano per fare gli auguri. Io preferisco un neutro “buone feste”, che copre il periodo dal 25 dicembre a capodanno, sia perché non credo al natale in quanto festività sia perché non so se ci crede chi riceve il mio augurio.

Certo, non parteciperò alle processioni e agli eventi squisitamente religiosi presenti specialmente nei paesi  e nelle piccole città,  ma parteciperò alla cerimonia di matrimonio di amici cattolici o ebrei, pur dissociandomi nelle parti essenziali dei loro riti. Anche questo è rispetto per le convinzioni (o presunte tali) altrui.

Non possiamo estraniarci dalla realtà, senza passare per asociali, anche perché da fine novembre al 6 gennaio siamo, soprattutto nelle città e dai media, avvolti in una full immersion di stucchevole pubblicità e di insistenti inviti dalle Onlus a essere più buoni. Io cestino senza aprirle tutte le email di richiesta fondi che ricevo sotto natale nella convinzione che o si è buoni tutto l’anno o è un buonismo di facciata.

Nello stesso tempo in nel quale la Chiesa cattolica celebra il Natale gli ebrei dal 18 al 25 dicembre, festeggiano hanno la “festa delle luci” (hanukkah), o festa della dedicazione, in ricordo della ridedicazione del Tempio, ricordata in Giovanni 10:22, questa sì avvenuta d’inverno (il 25 dicembre). Non la si trova nelle bibbie evangeliche ma in fonti ebraiche extra bibliche tra  le quali 1° Maccabei 4:36-61 (per inciso il Concilio di Trento, quello della controriforma ha inserito 1° e 2° Maccabei tra i libri dueterocanonici, quei sette testi scritti in lingua greca che non appartengono al canone ebraico ma si trovano, assieme ad altri sette, in alcuni manoscritti della LXX, che noi chiamiamo apocrifi, e agli ebrei è vietato leggerli).

Quanto ai simboli, il presepe, con tutto rispetto per Francesco d’Assisi che fu il primo a proporlo lo escludo, per insegnare anche ai bambini che la fede non ha bisogno di rappresentazioni.

L’albero di natale è un simbolo di origine pagana, che niente ha a che fare con la festività, e può essere usato per ornare la casa come elemento estraneo alla natività ma legato al periodo festivo (in un ospedale nel periodo pasquale ho visto un bell’albero di Pasqua, composto da una pianticella con delle uova appese ai rami).

Ben fanno questa volta gli americani e i canadesi che hanno spostato il valore religioso della festa al Ringraziamento (Thanksgiving, in inglese, festa in cui la famiglia si riunisce, e al natale riconoscono solo l’aspetto commerciale). Non dimentichiamo che il Babbo Natale vestito di rosso che conosciamo oggi è un prodotto della Coca Cola.

Di sicuro è triste, molto triste, riscontrare che ogni anno il natale continua a essere ostaggio di quelle “guerre di religione” politiche tra i due schieramenti natale sì contro natale no nelle scuole fino ad arrivare a quel dirigente scolastico che ha vietato la distribuzione di biglietti gratuiti al luna park ai bambini di una scuola primaria perché non è consono con gli obiettivi della scuola.

CI SIAMO FATTI RI – CONOSCERE

14 Dic

Nadia Toffa, la giornalista delle Iene che il 2 dicembre ha avuto un malore a Trieste, è balzata in terza posizione mondiale tra le ricerche su Google, tanto da diventare una star internazionale e suscitare la domanda su chi sia sui giornali esteri.

Ho scritto ri – conoscere, nel senso di conoscere di nuovo, perché quando all’inizio del nuovo secolo fu chiesto quale fosse la frase rappresentativa del secolo appena terminato il mondo anglofono rispose:“I have a dream”, gli italiani risposero: “Che mondo sarebbe senza Nutella?”.

Senza nulla togliere alla crema alle nocciole e al momento di celebrità della giornalista, ancora prima di valutare l’uso delle ricerche on line e dei Social Media dovremmo a parer mio ricalibrare i nostri parametri culturali e, visto che la notte scorsa e quella di oggi offrono lo spettacolo delle Geminidi, cercare da parte di chi non lo conosce su Google l’ultimo verso dell’Inferno  “e quindi uscimmo a riveder le stelle”.

Tant’è.