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DELLE RIDUZIONI CINEMATOGRAFICHE

18 Nov

Più volte abbiamo letto di autori che si sono dissociati dalla riduzione cinematografica delle loro opere.

Alla fine di questo documentario  (39’18”) Paolo Mieli parla della censura italiana effettuata sul film “Per chi suona la campana”, tratto dal libro di Ernest Hemingway.

Quindi, quando vi citano un libro, non rispondete “Lo conosco, ho visto il film”, perché sono due cose diverse.

Ciò, ovviamente vale anche per le traduzioni, come ho fatto notare a proposito dell’Amleto di William Shaksperare. Ideale è leggere il testo in lingua originale o con un apparato critico che evidenzia i cambiamenti effettuati dal traduttore.

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LETTURE PER LE “ASPIRANTI DONNE”

29 Giu

Piccole donne, nonostante sia stato scritto nel 1868, è un libro ancora attuale e una lettura da consigliare alle ragazzine di oggi (e non solo). La storia delle quattro sorelle March, scritta dall’autrice statunitense Louisa May Alcott, arrivò in Italia attorno ai primi del Novecento – le prime traduzioni risalgono al 1908 – diviso in due parti Piccole donne, per l’appunto, e Piccole donne crescono. E da allora è diventato un grande classico per ragazze anche nel nostro paese.

Le ragazzine di oggi, leggendo “Piccole donne”, possono prima di tutto capire com’è cambiato il mondo, ma soprattutto l’importanza di nutrire e coltivare le proprie aspirazioni e i propri sogni. Ecco, dunque, perché si tratta di un romanzo che bisogna leggere ancora…

Il successo delle quattro sorelle si deve anche alle molte trasposizioni cinematografiche del romanzo, da quella del 1933 in cui Jo è interpretata da Katharine Hepburn, fino a quella del 1994 dove la sorella ribelle ha il volto di Winona Ryder.

Tuttavia, non si può negare che gran parte del fascino delle sorelle March si deve alla loro originalità: in un mondo scosso dalla guerra di secessione, e quindi privato degli uomini, le quattro ragazze sperimentano una libertà nuova, simile a quella di cui più in grande le donne statunitensi ed europee godranno con la prima guerra mondiale. Peccato però che la guerra finisca e a un certo punto anche le quattro ragazze debbano affrontare la dura realtà: il mondo, almeno nel 1868, era un posto “da uomini”.

Anche Bustle si è occupato del romanzo elencando i motivi per Piccole donne è ancora attuale ed è un libro da consigliare alle giovani lettrici di oggi.

Prima di tutto i personaggi principali sono tutte ragazze, che si confrontano tra loro su molti temi, dall’amore tra sorelle alle aspirazioni personali. In tutto il primo libro, inoltre, godendo dell’assenza degli uomini e spronate dalla madre, lavorano sodo per raggiungere i propri obiettivi. Beth si dedica alla musica, Jo alla scrittura e, nonostante i problemi economici, nessuno tenta di dissuadere le ragazze.

Tuttavia, il mondo in cui vivono non è tanto progressista quanto la loro madre e così alla fine della guerra i sogni delle ragazze vengono ridimensionati e a subire la “batosta” più grande è Jo, la sorella con il desiderio di diventare scrittrice.

Le ragazzine di oggi, leggendo Piccole donne, possono prima di tutto capire come oggi è cambiato il mondo, ma soprattutto l’importanza di nutrire e coltivare le proprie aspirazioni e i propri sogni.

BLOOM’S DAY A MODO MIO

16 Giu

Nell’immaginario collettivo l’Ulisse è noto per il suo primo punto fermo a pagina 5, da cui la definizione di una persona logorroica o che non lascia spazio al dialogo come di una che “parla come James Joyce nell’Ulisse”.

Anni or sono avemmo ospite a casa nostra per motivi di studio la figlia di nostri amici di Brindisi (poi scoprimmo che oltre che per motivi di studio lei era venuta anche per un ragazzo in regione, ma questa è un’altra storia 🙂 ).

Quando per lei fu tempo di tornare a casa, il padre ci mandò un assegno a parziale copertura delle spese. Per non entrare in quel vicolo cieco del “non dovevi” e dell’”insisto”, poiché la ragazza era un’appassionata lettrice, decidemmo di farle una sorpresa impiegando il denaro regalandole una valigia di libri.

Tra i libri non poteva certo mancare l’Ulisse di James Joyce (nell’edizione degli Oscar con il commentario) che però confezionammo in un pacchetto a parte con l’avvertenza in un bigliettino, “Da aprire tra qualche anno”.

Perché, diciamolo pure, l’Ulisse è un capolavoro della letteratura, ma una diciottenne ha diritto ad aspettare un po’ prima di affrontarlo.

Giacomo perdoni.

STEREOTIPI DI GENERE

7 Ott

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Qualcuno mi spiega la differenza tra i due libri, oltre agli stereotipi del rosa e dell’azzurro? Perché il prezzo e la descrizione dei due articoli sono uguali.

NOTE A MARGINE

11 Apr

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Marginalia è il termine dotto delle note a margine, scritte dal proprietario (e spesso dal possessore a danno del bene pubblico nelle biblioteche) di un libro.

Nei codici antichi, pur con l’attenzione prestata dagli scribi, accadeva che qualche annotazione marginale, nella copiatura, entrava a far parte del testo, che poi a sua volta serviva da base per un’altra copia, con tutte le aggiunte (ma anche le omissioni e altri errori che qui tralascio).

Uno dei casi più famosi è l’episodio dell’adultera nel capitolo 8 del vangelo di Giovanni. Sappiamo che è stato scritto da un’altra persona e poi inserito perché, pur essendo stato scritto in greco come il resto, le parole non sono quelle proprie dell’autore. Nelle traduzioni questo ovviamente non si nota.

Quella delle note a margine è una pratica che si sta perdendo perché i libri sono sempre più compatti, con margini sovente di un centimetro, dove obiettivamente non si può scrivere nulla.

Alcune case editrici lasciano a fine libro un paio di pagine bianche ma, come le note a fine capitolo o fine libro, l’effetto non è così immediato.

Bisognerebbe sempre leggere un libro, che sia un saggio o un romanzo impegnativo, con una matita e un piccolo blocco per appunti, per segnarvi le note che nelle pagine non trovano più spazio.

Serviranno in futuro per rileggere il libro ma sarà anche un valore aggiunto nel caso decidessimo di regalarlo, se proprio non sono note personali.

Quanto ai marginalia propriamente detti ricordo che i margini di una pagina del libro su cui ho studiato a suo tempo l’Iliade sono pieni, dall’alto in basso, di “GIULIANA” ripetuto più volte.  Segno che  quel giorno ero più attratto dalla mia compagna che dalle gesta di Achille o di Ettore.

In uno spartito, e chi studia musica deve avere sempre la matita con sé per annotare le pause e le inflessioni, ho visto scritto, forse in inconscio  omaggio a Rossella O’Hara, “PER ORA FIN QUA DOPO SI VEDRÀ”.