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PARLIAMO TRICOLORE

16 Giu

“L’epoca della lettura impegnata, engagée, è sicuramente passata”.

Salvo che

  • engagé in francese vuol dire impegnato

  • engaged in inglese si usa per fidanzato

  • ingaggiato in italiano vuol dire bracciante assunto a giornata

Capisco l’enfasi letteraria ma non con un termine che chi non conosce il francese potrebbe fraintendere.

Come colui che durante un’assemblea meritò un applauso per aver chiarito il suo “a chi giova?” con la citazione dal latino “cui prodest?”, o quel giovane imprenditore che in un’altra assemblea disse, “Nei miei rapporti con l’”Ai-Bi-Em…”, riferendosi alla più nota IBM. Che poi l’italiano sia una lingua ricca di fantasia per cui diciamo “Effe-Bi-Ai” che non è né italiano né inglese per FBI è un’altra storia.

Con la stessa logica, ma non solo, debbono essere evitate le citazioni bibliche in latino dalla Vulgata, perché è una traduzione in latino dall’ebraico e aramaico dell’Antico Testamento e dal greco koinè del Nuovo. Già tradurre è impegnativo, tradurre da una traduzione si presta a quegli errori che conosciamo.

Tutto questo ragionamento perché la frase in incipit è in un libro di uno scrittore che intervista un collega sull’importanza dello scrivere come mezzo di testimonianza.

“RAGAZZA”

22 Feb

“Rabbia e incredulità tra i conoscenti della ragazza, madre di una bambina di appena tre anni”

Sottotitolo di un giornale locale a proposito di una donna sposata di 36 anni, madre di una bambina di 3, morta in breve tempo.

Questo è il significato di ragazza secondo il vocabolario Treccani, dove per ragazza si intende la donna nubile (in altri tempi si sarebbe detto vergine, giovinetta, fanciulla).

Un po’ come l’ambiguità giornalistica a proposito del termine scomparso.

Di proprietà di linguaggio, specialmente nell’informazione, non è mai morto nessuno.