Archive | gennaio, 2016

IN MARE CONTINUANO A MORIRE

31 Gen

Non passa giorno che i telegiornali non mandino un servizio sull’ultimo naufragio di un barcone di disperati. Non trovandone uno nei pressi di Lampedusa l’attenzione si è spostata nel mar Egeo, che geograficamente riguarda la Grecia e la Turchia. Viene posta l’enfasi anche sulle morti dei bambini.

L’unico rischio che riesco a percepire in questi servizi è quello dell’assuefazione, come quando si vede troppe volte uno spot pubblicitario che, passata la novità, non fa più effetto.

Di certo ciò che sta succedendo in Siria e, di conseguenza, nel mar Egeo, non è addebitabile a me o a voi ma, per dirla con Bertold Brecht, a “chi sta in alto”, a chi, dall’Onu in giù, continua a fare riunioni urgenti – magari dopo un mese – per dimostrare all’opione pubblica che sta facendo qualcosa. Sì, certamente sono scacchieri internazionali molto delicati, in cui se fai questo urti quello e se fai quello urti quell’altro, un camminare sulle uova, insomma, mentre ci sono persone che continuano a morire.

Però, cari mezzi di informazione, così come siete stati zitti e buoni per troppo tempo sulla Siria, quando molti attivisti chiedevano informazioni e soprattutto visibilità, date informazioni utili e non filmati che, pur essendo veri, visti nello schermo del televisore e con riferimenti a luoghi che ben pochi conoscono, sembrano filmati di repertorio.

Un buon silenzio stampa, magari con aggiornamenti settimanali – salva l’eventualità di una notizia veramente interessante – sarebbe un segno di rispetto verso queste persone disperate.

ONESTÀ INTELLETTUALE

29 Gen

Smettetela di citare la Costituzione che nel suo articolo 29 non parla della differenza di genere tra i coniugi.

“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”.

O è malafede o è ignoranza, e da tutte e due deriva un’informazione sbagliata. Caso mai ricorrete al Codice civile.

 

NUDO

28 Gen

Ne parlo spesso, così come parlo spesso di spiritualità, nascita, vita, morte, e altri temi che molte persone tendono invece ad evitare, soprattutto ad evitare di parlarne con i figli, per tentare di rompere i tabù.

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Non a caso in questa immagine ho proposto l’”Adamo e Eva” di Masaccio, che ci ricorda come nel racconto biblico di Genesi 3 i due “si accorsero di essere nudi”, cioè si accorsero della loro differenza sessuale e di genere, dopo il peccato, e in questa

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il contrasto dell’immagine di una statua così come ne troviamo tante in città e ci passiamo davanti forse quotidianamente senza farci caso assieme a quella di un corpo umano reale (femminili solo perché ho trovato questa immagine e non una maschile in internet) che, evidentemente, ci eccita di più.

Qual è dunque, il confine dell’esposizione del corpo?  Ho già scritto della maggiore libertà delle donne occidentali, rispetto agli uomini, a mostrare parti del loro corpo soprattutto d’estate, e ho fatto l’esempio della rivoluzione culturale proposta dalla minigonna. Esposizione di parti del corpo, ad iniziare dalle gambe, che alle nostre adolescenti permette di esplorare le reazioni della controparte maschile.

Esiste certo un dress code che io credo vada rispettato per cui si va al mare vestiti in modo ben diverso da come si va a fare la spesa o in ufficio, ma la domanda è un’altra.

Dobbiamo sempre provare eccitazione sessuale o desiderio alla vista, anche accidentale come potrebbe essere la finestra del bagno del/la nostr* dirimpettai* lasciata sbadatamente aperta, o la cosa può essere considerata solo un accadimento della vita in cui abbiamo visto un bel corpo, proprio come a Trieste con la Bora ci accade a volte di vedere una gonna sollevata fino a distinguere il colore delle mutandine (la famosa scena di “Quando la moglie è in vacanza”)?

Non è l’oggetto, il corpo umano, ma per altri potrebbe invece essere una bella moto o una bella automobile, che fa la differenza ma la nostra predisposizione nel guardarlo più o meno con desiderio.

NON SI PUÒ RICORDARE PER DECRETO

27 Gen

Anche perché dopo Auschwitz ci sono state le stragi di Sabra e Shatila, Srebrenica, e molte altre fino ai giorni nostri.

A ricordo dell’Olocausto, che gli ebrei chiamano Shoah, gira in rete questa immagine.

Giornodellamemoria

Come non rammentare i muri e i cavalli di Frisia che stanno sorgendo qua e là in Europa, ma soprattutto quanti stanno morendo ora in terra e in mare per fuggire a genocidi molto più attuali?

Forse, spiegando ai giovani il perché di queste cose che vedono quotidianamente nei tg, riuscirebbero a capire di più.

Senza dimenticare.

Di Elena Loewenthal, Contro il giorno della memoria.

LINGUAGGIO DELL’ODIO

25 Gen

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Non seguo il calcio, ma ciò è irrilevante perché basta seguire la politica o guardare un po’ di televisione.

Non seguo il calcio, dicevo, ma ho letto di quella esternazione rivolta da un allenatore a un altro. Come gli altri epiteti che sono volati e voleranno sui campi di calcio, nelle aule scolastiche e nelle aule delle istituzioni.

Non occorre  scomodare Gianni Rodari che tenne ai bambini una lezione sulle brutte parole per rompere il tabù e insegnar loro a non usarle o la memoria di Pietro Ingrao, tra gli altri, che affermò che “Qualsiasi linguaggio che offenda l’avversario è inaccettabile”.

Inaccetatile. Punto.

Hate speech, letteralmente linguaggio dell’odio, dell’ira. Le parole entrano ad una ad una, un po’ alla volta, nel linguaggio quotidiano, fino a farle sembrare normali. L’abilità sta nel fermare quelle negative e usare quelle pulite. “Adirarsi”, per esempio, ha molti altri sinonimi prima di “incavolarsi”, che non va bene perché è un eufemismo.

È un fatto di buona educazione che dobbiamo insegnare ai bambini, ma che anche gli adulti, che quasi tutti da bambini hanno imparato, possono rammentare.

DISINFORMAZIONE

24 Gen

Disinformazione è far passare la proposta di legge “Cirinnà” solo come una rivendicazione delle e degli omosessuali, quando la platea delle e degli interessati è molto più ampia, così come gran parte dell’informazione sulla buona scuola  stata veicolata sui sacrosanti diritti degli insegnanti trascurando, di fatto, ciò che avrebbe su cui avrebbe dovuta essere posta l’enfasi, la qualità della scuola, insegnanti compresi.

AIUTARE

23 Gen

Il film Il solista ci insegna che l’aiuto va offerto, va dato, non va imposto.