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DELLE PENE

24 Mag

“Nonostante tutto, continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo”.

Chi non punisce il male, comanda che si faccia”.

Non sono due pensieri antitetici, ma complementari.

Il primo lo troviamo nella penultima pagina del Diario di Anna Frank. Scritto da una ragazzina di tredici anni murata viva e che comunque prima di morire pensava ancora che dell’umanità non si possa fare di ogni erba un fascio.

Il secondo invece, non è di Nicolò Machiavelli o di un magistrato dei nostri tempi, ma di Leonardo da Vinci, più famoso per i suoi disegni, le sue invenzioni, i suoi dipinti.

In modo lapidario, senza usare il linguaggio moderno a cui siamo più avvezzi, Leonardo reclama quella certezza della pena invocata da molti e tuttora assente.

Chissà, forse, un giorno.

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LE SPIAGGE DI SALEM

29 Lug

Con lo stanziamento di 2.500.000 denari dei contribuenti è partita ufficialmente la caccia alle streghe 2018. No, questa volta presi di mira non sono le donne di Salem, ma i venditori abusi, i “marocchini” (anche se per la maggior parte sono senegalesi), i “vu’ cumprà”, chiamateli come volete tano l’offesa non cambia, i “cocco bello” perfettamente italiani su 54 spiagge italiane.

In alcune città sono da tempo scattati i DASPO che vietano la presenza di venditori di libri e artisti di strada nel centro ma non nelle periferie, come se i diritti dei cittadini non fossero tutti uguali.

Guardateli da vicino questi venditori e chiedetevi se si divertono a camminare con i loro fardelli sulla sabbia. Ne arriva uno ogni dieci minuti, nella mia esperienza ne ho visto solo uno, che vendeva orologi patacca e pseudo occhiali da sole insistere, gli altri si fermano un po’ e poi tirano dritto, una incessante carovana di cammelli umani dalle dieci alle quindici. Nessuno, però, fa caso ai clienti, la maggior parte donne, che per un niente si portano via un cappello o un pareo. Vale anche in questo caso il principio del commercio, che se non ci fosse la domanda non ci sarebbe l’offerta.

Ma voi li avete visti questi giovani di colore che dopo aver sfacchinato tutto il giorno su e giù sulla spiaggia vanno, come le prostitute a fine lavoro, ad aspettare il furgone del protettore che incassa i guadagni e li porta ai loro miseri ricoveri? Io, se ve lo racconto, li ho visti e mi è venuto spontaneo questo parallelismo.

Colpire il piccolo senza cercare e colpire il grande non serve a nulla, perché fuori dalle metropolitane di Milano e Roma, nelle giornate di pioggia, troveremo sempre chi ci venderà un ombrello di qualità usa e getta per cinque euro.

DELLE PENE

13 Apr

“Nonostante tutto, continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo”.

Chi non punisce il male, comanda che si faccia”.

Non sono due pensieri antitetici, ma complementari.

Il primo è scritto nella penultima pagina del Diario di Anna Frank, di cui  si è molto dibattuto dopo i fatti degli ultrà della Lazio. Scritto da una bambina di tredici anni che, praticamente murata viva, prima di morire pensava ancora che dell’umanità non si possa fare di ogni erba un fascio.

Il secondo invece, non è di Nicolò Machiavelli o di un magistrato dei nostri tempi, ma di Leonardo da Vinci, più famoso per i suoi disegni, le sue invenzioni, i suoi dipinti.

In modo lapidario, senza usare il linguaggio moderno a cui siamo più avvezzi, Leonardo invoca quella certezza della pena chiesta da molti e tuttora assente.

Chissà, forse, un giorno.

DELLE PENE

4 Nov

“Nonostante tutto, continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo”.

Chi non punisce il male, comanda che si faccia”.

Non sono due pensieri antitetici, ma complementari.

Il primo è scritto nella penultima pagina del Diario di Anna Frank, di cui in questi giorni si è molto dibattuto dopo i fatti degli ultrà della Lazio. Scritto da una bambina di tredici anni che, murata viva prima di morire, pensava comunque che dell’umanità non si possa fare di ogni erba un fascio.

Il secondo invece, non è di Nicolò Machiavelli o di un magistrato dei nostri tempi, ma di Leonardo da Vinci, più famoso per i suoi disegni, le sue invenzioni, i suoi dipinti.

In modo lapidario, senza usare il linguaggio moderno a cui siamo più avvezzi, Leonardo invoca quella certezza della pena richiesta da molti e tuttora assente.

Chissà, forse, un giorno.

ARROGANZA

5 Lug

Due storie, relativamente vicine sia per distanza fisica sia per contenuto.

Un prete del Friuli, Emmanuel Runditse, che riceve una sanzione per inquinamento acustico e si ribella, “Dura reazione del religioso che chiama gli scampanotadors che suonano per diverso tempo e annuncia: “Domenica all’omelia dirò tutto””, senza minimamente mettersi in discussione pensando che alle 7 del mattino di un giorno festivo più di qualcuno, che non rientra nel novero dei suoi fedeli, ha tutto il diritto di non essere svegliato più o meno bruscamente. Lo stesso giornale, ieri, ha riportato il parere personale della sindaca, che in quella veste è tenuta a far rispettare la legge.

A Trieste Luigi Moro, il rettore di Monte Grisa, già alla ribalta per aver fatto dorare due statue senza avere la copertura finanziaria, riceve una sanzione dai Carabinieri (Guardia Forestale nell’articolo) per aver «cambiato la destinazione d’uso di area boschiva in area di parcheggio» e più avanti dovrà rispondere alla Sovraintendenza alle Belle Arti per aver cambiato in blu la luce bianca della croce che sovrasta la chiesa.

Se è vero che Pietro e Giovanni, quando furono diffidati dal sinedrio dal predicare risposero “Vi pare giusto davanti a Dio ascoltare voi piuttosto che Dio?” (Atti 4.19), e altrettanto vero che “Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c’è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio”. (Romani 13:1).

L’affermazione di Pietro e Giovanni riguarda la fede e la predicazione, il monito di Paolo, invece, riguarda l’aspetto societario della chiesa, che troppi, troppo spesso, dimenticano.

Quale insegnamento possono trarre da questi episodi i giovani a proposito del rispetto delle autorità?

DUE PESI E TANTE MISURE

1 Ago

La vicenda dell’archiviazione dell’archiviazione delle indagini sul presunto trasferimento di capitali in Svizzera da parte di Gino Paoli perché non si sa quando sia cominciata, assieme all’impunibilità per il reato di evasione fiscale da parte dei calciatori perché “hanno un altro concetto del denaro” è ancora una volta uno schiaffo morale ai contribuenti onesti, tra i quali quel barista che è stato sanzionato per aver premuto il tasto “caffè” anziché “caffè decaffeinato” sul registratore di cassa.

Non si sa da quando è cominciata, ma vogliamo prendere in esame gli ultimi cinque anni o almeno solo l’ultimo, così, tanto per una parvenza di giustizia, o è proprio vero che basta avere i mezzi per pagare un avvocato in gamba e farla franca, come scrive nel suo libro Gherardo Colombo, ponendo l’interrogativo se la legge sia uguale per tutti? O siamo autorizzati a pensare che quella scritta presente in tutte le aule dei tribunali non è vista dai giudici perché è alle loro spalle?