Archivio | maggio, 2016

VIOLENZA

31 Mag

Finché una donna non sarà libera dalla violenza non sarò libero neppure io. La responsabilità è sempre un fatto personale, ma esiste la com-passione.

“CORSA ALL’ADOZIONE”

28 Mag

Adottare una persona, considerarla come propria sapendo che è stata generata da altri e darle una seconda occasione, è una scelta di vita motivata e non deve essere fraintesa.

Per questo motivo trovo improprio usare il termine a proposito di cani e gatti, come fanno molti. Sono esseri viventi ma non esseri umani.

Favour è la bambina che nella pietà popolare ora ha preso, purtroppo solo fino al/la prossim*, il posto del piccolo Ayal, la fotografia del quale riverso sulla spiaggia aveva commosso tutto il mondo.

Trovo del tutto fuori luogo i titoli di alcuni quotidiani “È corsa per l’adozione”. Corsa contro il tempo, corsa per arrivare aggiudicarsela, come un trofeo e un domani poter dire, “Sì, si è salvata dal naufragio del barcone, ma se è ancora viva è anche merito mio?”.

No, non credo proprio. La bambina troverà una casa, ma non perché qualcuno ha corso, e se c’è realmente chi la pensa così, cominci a prendere il numero e a mettersi in fila.

LEZIONI DI VITA

27 Mag

«Grazie», disse il vecchio. Era troppo semplice per chiedersi quando avesse raggiunto l’umiltà. Ma sapeva di averla raggiunta e sapeva che questo non era indecoroso e  non comportava la perdita del vero orgoglio”. Ernst Hemingway, Il vecchio e il mare.

STORIA DELLE RELIGIONI

26 Mag

Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sull’utilità e l’urgenza di un corso di storia delle religioni nella scuola italiana, non solo per conoscere gli islamici, il sottotilo di questo articolo lo scaccia.

L’Italia non ha vissuto la Riforma e molti conoscono, forse, Martin Luther solo come primo e secondo nome di King, peraltro pastore battista, ma siamo comunque nell’ambito del cristianesimo e per quella mezza paginetta sui libri di scuola si dovrebbe sapere che i protestanti e gli evangelici non hanno preti e non dicono Messa.

A margine, perché associare necessariamente internet alla pornografia?

TESSERE RELAZIONI

25 Mag

Dobbiamo iniziare a chiamare i Social Network col termine di Social Media e non solo per una questione di proprietà di linguaggio che spesso dimentichiamo nei calchi dalle parole straniere.

Social Networks, infatti, è la traduzione inglese di reti sociali, realtà che sono sempre esistite, molto prima di internet e del Web.

Rete, in senso di comunicazione, come si usa anche nel linguaggio industriale, “fare rete”, o per citare la Volpe del Piccolo principe “creare dei legami”, tessere relazioni.

Relazioni che sono sempre esistite, a cominciare dalle donne che andavano al pozzo a prendere l’acqua, come faceva “Dina, la figlia che Lia aveva partorita a Giacobbe, che uscì a vedere le ragazze del paese” (Genesi 34:1), e che ora formano le “comitive” e si incontrano nei centri commerciali o le “bande” spesso rivali dei bambini delle elementari con i nomi più fantasiosi (“Il club dei casinisti” è quella di mio nipote), fino al loro naturale scioglimento quando i ragazzini alle medie cominciano a lavarsi di più e a guardare con imbarazzo, timidezza e interesse le ragazzine, formando gruppi di coppiette a sentir loro indivisibili.

Come quando in paese  moriva Giorgio o Mario e lo si sapeva subito, prima dell’affissione dei manifesti, così come se Maria si sposava lo sapevano tutti, e la solidarietà, assieme a molte invidie e qualche cattiveria, era una cosa tangibile.

Queste reti sociali debbono essere riproposte e rivissute, non in modalità 2.0 ma di persona, come hanno cominciato timidamente a fare in qualche condominio a Milano e non solo, istituendo una spontanea banca del tempo di mutuo aiuto, passando avanti gli abiti buoni ma piccoli dei bambini e così via.

Andare a trovare qualcuno per il piacere di farlo, anche senza preavviso, perché si passa di lì, come succedeva con mia suocera che in paese di giorno aveva la porta sempre aperta e qualcuno, passando di fretta, la apriva e lanciava un semplice saluto vocale.

O come succede tuttora, d’estate, al trullo, che per antonomasia è un luogo aperto. Salvo le ore canoniche pomeridiane nelle quali in estate nessuno si sogna di andare a disturbare nessuno, l’ospite all’improvviso è all’ordine del giorno e della sera, ci si siede e “si ragiona” (si dialoga) per un un po’.

In città tutto è un po’ più complicato, e  spesso meno spontaneo, vuoi per gli impegni di lavoro, vuoi per le distanze (una delle quali è la difficoltà di parcheggio), però, suvvia, il tempo quando si vuole si trova.

Ora che le giornate si allungano (a fine mese avremo anche l’ora legale), incontrarsi con una o più persone per un progetto comune o anche solo per il piacere di stare assieme, rinvigorisce lo spirito.

Ben vengano i Social Media intesi come Social Network perché quando la lontananza è reale, scambiarsi un’email, una foto su WhatsUp o suTelegram o parlarsi con Skype fa bene. Molti Silver surfer (vecchietti digitali) hanno imparato a usare queste tecnologie, che loro chiamano diavolerie, per tenersi in contatto con i figli che abitano altrove o, in questo modo, vedere crescere i nipoti.

Purché se ne sappia fare l’uso adeguato e non sostituiscano il contatto umano. Molti non hanno più i genitori o i nonni a cui chiedere “ma come facevate senza telefono?”.

DRESS CODE ESTIVO

25 Mag

Signori uomini, comincia a far caldo, anche se a giorni alterni perché l’estate arriverà tra un mese, ma per favore pantaloni corti solo in località di mare e non in città, a meno che non siate stiate facendo jogging nel parco comunale o non vi chiamate Alex Del Piero e dintorni.

Dress code, per chi non conosce l’inglese, si traduce buon gusto.

La manutenzione — Pensieri e scritture

24 Mag

Riflettevo sul bel lavoro scritto, (AA.VV.) a cura di Flavia Marzano ed Emma Pietrafesa – responsabili della Rete Wister, la rete che intende promuovere politiche dell’innovazione sensibili alle differenze, a partire da quelle di genere, facente parte degli Stati Generali dell’Innovazione – con prefazione del bravissimo Alessandro Gilioli – e che prende il nome […]

via La manutenzione — Pensieri e scritture