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STORIE DI PIANTE

29 Giu

 

rododendro

La scorsa primavera andammo a visitare un bel parco botanico. Tra le altre meraviglie c’era un grande Rododendro, raffreddato considerata la stagione, ma anche visibilmente triste.

Mi avvicinai e gli chiesi cos’era che lo rattristava. Mi rispose che fino al giorno prima vicino a lui c’era una bella Magnolia e, svegliatosi, non l’aveva vista più.

Sai, gli risposi cercando di tirarlo su, “contrariamente al pensiero comune, anche le piante si spostano, soprattutto se non sono interrate come te ma invasate”.

Hai ragione” mi rispose con quel suo naso chiuso “ma avevo cominciato a volerle bene e ora mi rodo dendro”.

 

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V COME VITTORIO

15 Mar

Oggi ricorrono le idi di marzo, giorno in cui nel 44 d.C. fu ucciso Caio Giulio Cesare. Cesare, tappa obbligata di chiunque studia(va) latino per il suo Gallia est omnia divisa in partes tres, l’incipit del De dello gallico ma anche oggetto di di svago, sempre in Gallia, per Asterix e Obelix quando avevano voglia di menare le mani per distrarsi un po’.

Nella letteratura ricordiamo la tragedia Giulio Cesare di William Shakespeare, nella quale l’orazione funebre di Antonio (III, II) rimane una delle massime espressioni di cerchiobottismo politico che speriamo non dover più rivedere.

Meno nota è la recente scoperta dell’equipe della Libera Università di Vattelapesca secondo la quale il liberto adottato da Cesare non si chiamava Bruto ma Vittorio (Tojo per gli amici), per cui la celebre frase “Tu quoque, Bruto, fili mi” andrebbe riletta in “Tu quoque, Tojo, bruto fiol de un can”, ricerca supportata anche dalla celebre canzone di Lelio Luttazzi perché, ricordiamolo, sia il Friuli (Forum Juli) sia il Venezia Giulia, attori come spesso succede di campanilsmo, derivano il nome da Giulio Cesare.

Semel in anno eccetera eccetera.

21 Mar

È ARRIVATA!!!

Questa è una siepe che costeggia un marciapiede vicino a casa mia.

Siepe

Avreste dovuto vedere e udire qualche giorno fa il via vai e il cinguettio dei passeri che entravano e uscivano a scontrarsi con i passanti, ma gli uccelli non lo fanno mai.

Questo invece è il pino maestoso del nostro trullo.

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Di sera, d’estate, quando le cicale lasciano spazio alla fantasia dell’udito, capita di sentire dei rumori di esseri in movimento, che una volta o l’altra ci arriverà una cartella esattoriale per il presunto affitto.

Benvenuta primavera, e le tue rondini sotto il tetto, anche se san Benedetto è stato “promosso sul campo” a luglio!

Che poi oggi a Trieste è una giornata da “la nebbia agli irti colli” è un altro discorso.

ACQUA

6 Giu

Ieri l’ho presa proprio tutta, la pioggia.

In un quarto d’ora e nei quindici chilometri, percorsi nell’ultimo tratto a 40 all’ora cercando di vedere avanti a me, l’acqua veniva giù non a catinelle ma proprio a secchiate, assieme ad una leggera grandine.

D’altra parte non siamo ancora in estate e non si può pretendere che sia sempre bel tempo, bello come vorremmo noi.

Ho già fatto notare altre volte che nella celeberrima affermazione “Non c’è nulla di nuovo sotto il sole” Qohelet non pensava al sole che molte e molti di noi cercano sulle spiagge ma quello cocente della terra medio orientale, quello di cui hanno esperienza i contadini e i muratori, per capirci.

Nei cinque minuti trascorsi chiuso in auto davanti a casa aspettando che spiovesse mi è venuto in mente anche il Cantico di Frate Sole  e dove in esso è citata l’acqua.

La si trova come elemento della natura in forma di nuvole in contrapposizione al sereno e, più avanti, come molto utile, preziosa e casta.

Sarà stato forse perché Francesco, umbro e figlio di commercianti, non aveva esperienza diretta di mare ma soprattutto non aveva preso in considerazione che l’acqua è uno degli elementi fondamentali dell’agricoltura.

Cosa che neppure noi cittadini rammentiamo e se solo ne tenessimo conto ci lamenteremmo di meno della pioggia.

Cantico di Frate Sole

Altissimo, onnipotente,
bon Signore, tue so le laude,
la gloria e l’onore
e omne benedizione.

A te solo, Altissimo, se confano
nullo omo è digno te mentovare
Laudato sie, mi Signore,
cun tutte le tue creature,
spezialmente messer
lo frate Sole,
lo quale è iorno,
e allumini noi per lui

Ed ello è bello e radiante
cun grande splendore:
de te, Altissimo, porta significazione.

Laudato si, mi Signore,
per sora Luna, le Stelle:
in cielo l’hai formate clarite e preziose e belle

Laudato si, mi Signore,
per frate Vento, e per Aere e Nubilo
e Sereno e onne tempo,
per lo quale a le tue creature
dal sustentamento

Laudato si, mi Signore,
per sor Aqua la quale è molto utile
e umile e preziosa e casta

Laudato si, mi Signore,
per frate Foco, per lo quale
enn’allumini la nocte:
ed ello è bello e iocondo
e robustoso e forte.

Laudato si, mi Signore,
per sora nostra madre Terra,
la quale ne sostenta e governa,
e produce diversi fructi
con coloriti flori ed erba

Laudato si, mi Signore,
per quelli che perdonano
per lo tuo amoree sostengo
infirmitate e tribulazione.

Beati quelli che ‘l sosterranno
in pace, ca da te, Altissimo,
sirano incoronati.

Laudato si, mi Signore,
per sora nostra Morte corporale,
la quale nullo omo vivente
po’ scampare

Guai a quelli che morranno
ne le peccata mortali!
Beati quelli che troverà
ne le tue sanctissime voluntati,
ca la morte seconda no li farrà male

Laudate e benedicite mi Signore,
e rengraziate e serviteli
cun grande umiltate.

(efasi mie)

CERTEZZE

21 Mar

Dunque… primavera è il 20 e non piú il 21, San Benedetto l’hanno spostato all’11 luglio senza avvisare le rondini che non sanno sotto quale tetto andare e hanno cominciato a diffidare le agenzie viaggi e io, per sicurezza, domattina mi misurerò la pressione e darò un’occhiata a quei pochi che ho in banca. 🙂

@ardovig