Tag Archives: uomini

GENOCIDIO

10 Mag

Non chiedete di Aleppo alla gente comune, ma ai Plato, agli Erode, ai Caifa di oggi che potrebbero fare ma non fanno.

IL MASCHIO SI GIRA

15 Apr

tumblr_nt2lvbzWZc1soupk2o2_500

Oltre a qualche uomo che dimenticando il buon gusto cammina in città in pantaloncini, le signore cominciano a indossare le gonne segno evidente della primavera.

La minigonna ha da poco compiuto cinquant’anni. Dopo le prime normali perplessità è entrata nella nostra cultura e sta al buon gusto della ragazza o giovane donna indossarla appropriatamente, così come sta agli uomini non farci caso e guardare la persona, collega o passante casuale, senza desiderio.

Molti “maschi” italiani purtroppo sono ancora rappresentati dalla famosa fotografia di Mario De Biasi “Milano si gira” che ritrae la giovane Moira Orfei in piazza Duomo e tutti, fateci caso, proprio tutti gli uomini che si girano a guardarla.

Il brutto spettacolo sono loro.

UOMINI E DONNE GIOCATTOLO

31 Mar

Italo Svevo naque in quella Trieste che lo vide compagno di Umberto Saba e James (Giacomo) Joyce.

Nel romanzo Senilità, ambientato a Trieste, racconta della vita di Emilio Brentani, un impiegato senza troppe aspirazioni in una compagnia di assicurazioni, e delle sue presunte avventure amorose con Angiolina Zarri, donna totalmente diversa da lui.

L’incipit del romanzo è la descrizione di un uomo che considera la donna come un oggetto usa e getta, come, purtroppo ce ne sono anche nella realtà.

Subito, con le prime parole che le rivolse, volle avvisarla che non intendeva compromettersi in una relazione troppo seria. Parlò cioè a un dipresso così: – T’amo molto e per il tuo bene desidero ci si metta d’accordo di andare molto cauti. – La parola era tanto prudente ch’era difficile di crederla detta per amore altrui, e un po’ più franca avrebbe dovuto suonare così: – Mi piaci molto, ma nella mia vita non potrai essere giammai più importante di un giocattolo. Ho altri doveri io, la mia carriera, la mia famiglia.

La sua famiglia? Una sola sorella non ingombrante né fisicamente né moralmente, piccola e pallida, di qualche anno più giovane di lui, ma più vecchia per carattere o forse per destino. Dei due, era lui l’egoista, il giovane; ella viveva per lui come una madre dimentica di se stessa, ma ciò non impediva a lui di parlarne come di un altro destino importante legato al suo e che pesava sul suo, e così, sentendosi le spalle gravate di tanta responsabilità, egli traversava la vita cauto, lasciando da parte tutti i pericoli ma anche il godimento, la felicità. A trentacinque anni si ritrovava nell’anima la brama insoddisfatta di piaceri e di amore, e già l’amarezza di non averne goduto, e nel cervello una grande paura di se stesso e della debolezza del proprio carattere, invero piuttosto sospettata che saputa per esperienza”.

Molti uomini la pensano ancora così. 😦

“PIACERE, CRISTINA!”

6 Mar

Al cambio di casa, un vicino saluta la nuova venuta, “Buongiorno!… Signora o signorina?”.

“Piacere, Cristina”.

Un paio di giorni dopo, con malcelata insistenza, “Buongiorno, ma… debbo chiamarla signora o signorina?”.

“Buongiorno, gliel’ho detto” risponde con cortesia “mi chiamo Cristina”.

“Secondo me” ha commentato Cristina “voleva sapere se oltre la mia porta c’è un uomo”.

Perché il sessismo si nasconde, male, anche dietro le parole.

UOMINI E DONNE GIOCATTOLO

19 Dic

Oggi è l’anniversario della nascita nel 1861 di Italo Svevo (pseudonimo di Aron Hector Schmit) nato in quella Trieste che lo vide compagno di Umberto Saba e James (Giacomo) Joyce.

Nel romanzo Senilità Svevo racconta della vita di Emilio Brentani, un impiegato grigio e senza troppe aspirazioni in una compagnia di assicurazioni e delle sue presunte avventure amorose con Angiolina Zarri, donna totalmente diversa da lui.

L’incipit del romanzo è la descrizione di un uomo che considera le donne come un oggetto usa e getta, come, purtroppo ce ne sono anche nella realtà, spesso facendo loro del male.

Subito, con le prime parole che le rivolse, volle avvisarla che non intendeva compromettersi in una relazione troppo seria. Parlò cioè a un dipresso così: – T’amo molto e per il tuo bene desidero ci si metta d’accordo di andare molto cauti. – La parola era tanto prudente ch’era difficile di crederla detta per amore altrui, e un po’ più franca avrebbe dovuto suonare così: – Mi piaci molto, ma nella mia vita non potrai essere giammai più importante di un giocattolo. Ho altri doveri io, la mia carriera, la mia famiglia.

La sua famiglia? Una sola sorella non ingombrante né fisicamente né moralmente, piccola e pallida, di qualche anno più giovane di lui, ma più vecchia per carattere o forse per destino. Dei due, era lui l’egoista, il giovane; ella viveva per lui come una madre dimentica di se stessa, ma ciò non impediva a lui di parlarne come di un altro destino importante legato al suo e che pesava sul suo, e così, sentendosi le spalle gravate di tanta responsabilità, egli traversava la vita cauto, lasciando da parte tutti i pericoli ma anche il godimento, la felicità. A trentacinque anni si ritrovava nell’anima la brama insoddisfatta di piaceri e di amore, e già l’amarezza di non averne goduto, e nel cervello una grande paura di se stesso e della debolezza del proprio carattere, invero piuttosto sospettata che saputa per esperienza.

“…UOMINI E DONNE…”

24 Ott

[…] Un elenco in cui colpisce l’assenza totale  dei caduti della Resitenza. In questa grande “via crucis laica” (così era definita da Grillo) non c’è posto per Duccio Galimberti, Dante Di Nanni, i fratelli Cervi, per tutti quei morti il cui sacrificio Piero Calamendrei  aveva posto a fondamento della Costituzione repubblicana e della nascita della democrazia italiana. Furono vittime consapevoli, uomini e donne che […]

Giovanni De Luna, Una politica senza religione, Einaudi 2013, p. 134, (enfasi mie).

Si, ma dove sono le donne?!