Archivio | etica RSS feed for this section

NON C’È SESSO SENZA AMORE

27 Giu

La Bibbia, l’ho scritto altre volte, non è fatta solo di persone per bene. Gli esempi classici sono Caino che uccise il fratello, Davide che fece uccidere Uria l’Ittita perché aveva messo incinta Betsabea sua moglie nello svago di una notte, le figlie di Lot, che, ubriacato il padre, ebbero un rapporto sessuale con lui (le traduzioni italiane preferiscono il più delicato “si giacquero”) per assicurargli la discendenza, (a fin di bene, si potrebbe dire), e Giacobbe che, approfittando della cecità del padre, con l’inganno estorse la benedizione al posto del fratello Esaù.

Storie di altri tempi, quelli nei quali la posterità era un valore primario e la donna era considerata una proprietà nell’ambito della famiglia. Lot offrì le figlie vergini ai due stranieri perché il rispetto dell’ospitalità era superiore a quello della donna, e quando un uomo moriva senza aver avuto un figlio maschio, la donna si accoppiava con il cognato e il primo figlio era considerato agli effetti legali figlio del defunto.

Una civiltà, prima di Mosè e del patto dell’Eterno con Israele sul Sinai che, pur rimanendo una società maschilista prima dell’avvento del cristianesimo, in parte avrebbe rivisto i diritti delle donne stabilendo delle regole e dei limiti anche per quanto riguarda la sfera sessuale.

Una civiltà che comunque si pensava superata nel 2017.

E invece L’espresso ci propone un articolo che spiega come, a fronte di difficoltà legali e alti costi la fecondazione passa dal web.

Ognuno/a, certo, è libero/a di pensarla come vuole, ma questo traffico del sesso, per denaro o per filantropia, dovrebbe fa riflettere.

A me vengono in mente le parole che Tiziano Terzani scrisse in Lettere contro la guerra (al singolare, perché la guerra è una sola, quella contro l’umanità) “torniamo a dire “fare all’amore” e non “fare sesso”. Alla lunga anche questo fa la differenza”

terzani_lettere

e le parole nella canzone di Baglioni “Ricordati di me”, che ho usato come titolo di questo post.

Annunci

Q. B.

19 Mar

Q. b, quanto basta. Formula culinaria corrispondente più o meno all’italico “dipende”, e si potrebbe finire qui.

È però un segnale del libero arbitrio, perché, dopo la rigidità delle altre dosi in una ricetta, il q.b. dà libertà al cuoco di fare più o meno ciò che vuole, salvo poi essere pronto, perché questa è la contropartita della libertà, ad accettare le critiche

Il q. b. però può e dovrebbe essere esteso individualmente nelle altre aree della vita, perché come ho scritto ieri, ognuno di noi è una persona con esigenze e limiti particolari, che se da una parte è bene essere pronti a tentare di superare per crescere, dall’altra bisogna anche avere l’accortezza di rispettare.

Limiti che nessun altro può imporci, ma è compito di ciascuno di noi identificare.

 

 

ILVA E I BAMBINI DI TARANTO

29 Nov

Riprese: “Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell`albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?”.
Rispose l`uomo: “La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell`albero e io ne ho mangiato”.
Il Signore Dio disse alla donna: “Che hai fatto?”. Rispose la donna: “Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato”.

(Genesi 3:11-13)

Scaricare su altr* la responsabilità è storia di vecchia data. 😦

ATTUALITÀ

21 Nov

“[…]Non un impiego conferito senza raccomandazione di deputati, non una promozione, quasi, accordata senza vista dell’interesse politico (…); non un contratto stipulato dal governo, senza che chi lo stipula sia stato presentato da un deputato”.

Parole d’oggi? No, scritte da Ruggiero Bonghi nel 1886. Ne verremo mai fuori?

PILLOLE

8 Nov

Sii cortese verso tutt*, forse non ci pensi, ma così stai facendo del bene.

Quando te ne vai non sbattere la porta, potresti dover rientrare.

Non sputare nel piatto in cui mangi, o hai mangiato, soprattutto se hai rivestito posizioni apicali.

 

VA RAMMENTATO

7 Set

Bill Clinton non fu costretto a dimettersi per  aver avuto una relazione con una stagista alla Casa Bianca, ma per aver mentito.

Io non sono filo americano ma amante della verità.

P .s. L’altro giorno scrissi di non essere romano, ma, essendo il caso passato in commissione alla Camera dei deputati e riguardando uno dei principali attori della politica italiana, la cosa assume tutto un altro aspetto.

LASCIARE UNA TRACCIA

3 Ago

empatia

Ormai non ne capisco più molto di fisica – come molti di voi, vero? – salvo che la pera cade sulla testa di chi sta sotto l’albero, che Galilei nel duomo di Pisa esclamò “Eppur si muove!” e cose del genere più o meno conosciute da tutti, ma quanto espresso nell’equazione di Dirac

+m) ψ = 0”

che riporto in fiducia, come espresso nella spiegazione della figura dove entanglement significa intrigo, groviglio è qualcosa di meraviglioso, non solo in una relazione di coppia, ma in tutte le interrrelazioni umane.

Ciò che, in termini più terra a terra e sicuramente più comprensibili, è “lasciare una traccia”, creare dei legami o come uso dire io, tessere relazioni.

Pensiamo a quante informazioni importanti abbiamo accumulato dai nostri genitori, da una persona amata ma anche incontrata una sola volta o, più lontano nel tempo, dalla/dal nostr* maestr* delle elementari. Poco importa se non ne rammentiamo la fonte, che forse assoceremo all’informazione in un altro momento.

Di contro pensiamo a quante informazioni abbiamo lasciato noi agli altri spesso senza accorgersene, che però li hanno influenzati.

Da ciò, andando oltre l’equazione di Dirac, la necessità di manterese sempre un comportamento corretto e coerente, perché se la donna della citazione chiede “Dimmi”, molto più delle parole conta il linguaggio non verbale, che se è in contraddizione con esse le smentisce.

Anche per questo motivo la vita umana non può considerarsi pienamente tale in assenza di relazioni.