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“MATRIMONIO DA FAVOLA”

17 Giu

Leggo sui giornali di un matrimonio da favola a Trieste, quello tra Viktoria Swarovski, l’erede della famiglia dei famosi brillanti e Werner Murz, manager.

Niente da dire sulla concessione del colle da parte del comune di Trieste come avviene per le grandi occasioni – domani piazza Unità d’Italia sarà interdetta alla circolazione anche pedonale per il concerto della Filarmonica della Scala patrocinata da Allianz – anche per il ritorno in termini di visibilità turistica che questi eventi possono portare. “Con l’approssimarsi dell’ora fatidica, intanto, il parcheggio antistante la cattedrale è stato blindato con nastro a strisce bianche e rosse. Vi avevano accesso solo automobili battenti targa tedesca e austriaca”.

Diverso è, o dovrebbe essere, la cessione della chiesa, intesa come edificio, che a differenza dagli evangelici e protestanti, per i cattolici è un luogo sacro, per un evento che ha tutti gli estremi per definirsi mondano altrimenti i due si sarebbero sposati tranquillamente in Austria.

Il matrimonio, anche quello cattolico, è un contratto tra due persone (la parola è brutta ma richiama in Italia gli articoli del Codice civile), che dovrebbe esulare dalla spettacolarizzazione e dalla ricerca di location particolari ma, soprattutto, per il suo significato di condivisione e testimonianza, dovrebbe essere aperto a tutti, mentre “Sin da ora di pranzo un paio di agenti di sicurezza hanno iniziato a impedire ai visitatori di avvicinarsi all’altare”.

Resto in attesa di leggere l’opinione di Giampaolo Crepaldi, sempre attento ai costumi e alle esagerazioni, o chi per lui sul settimanale Vita nuova della diocesi di Trieste.

(I virgolettati sono citazioni dall’articolo de Il Piccolo di Trieste).

RESPONSABILITÀ PERSONALE

8 Dic


Abbiamo visto che secondo l’articolo 27 della Costituzione la responsabilità penale è personale.

Per il credente la responsabilità è personale anche di fronte a Dio, come, per esempio, leggiamo in Ezechiele 3:16-21.

Al termine di questi sette giorni mi fu rivolta questa parola del Signore: “Figlio dell’uomo, ti ho posto per sentinella alla casa d’Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia. Se io dico al malvagio: “Tu morirai!” e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. Ma se tu ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per il suo peccato, ma tu ti sarai salvato. Così, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette l’iniquità, io porrò un ostacolo davanti a lui ed egli morirà; poiché tu non l’avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate; ma della morte di lui domanderò conto a te. Se tu invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non peccherà, egli vivrà, perché è stato avvertito e tu ti sarai salvato”.

In tutta la Scrittura non c’è traccia del concetto di peccato originale. Noi subiamo le conseguenze del peccato di disubbidienza di Adamo ed Eva (Genesi 3:1-19) ma non ne portiamo la colpa. Nascendo quindi tutt* senza peccato il dogma dell’Immacolata concezione, promulgato da Pio IX l’8 dicembre 1854, non ha alcuna base né ragione di esistere.

A PROPOSITO DI SANTITÀ

4 Set

“Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio, che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture, riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore. Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell’apostolato per ottenere l’obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome; e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo. A quanti sono [in Roma] amati da Dio e santi per vocazione, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo”. (Romani 1:1-6, enfasi mia).

Della santità e della metamorfosi che essa ha avuto nel pensiero della Chiesa cattolica si è già detto a sufficienza. L’apostolo Paolo scrive a dei cristiani in vita chiamandoli santi, prima della loro morte.

Nella sua visione oggi la Chiesa cattolica proclamerà santa Madre Teresa di Calcutta diciannove anni dopola sua morte, dimenticando che il giudizio spetta solo a Dio.

Leggendo la biografia di Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, chiamata Madre Teresa di Calcutta, non credo proprio che avrebbe gradito tutto questo rumore intorno alla sua persona, e non solo per il denaro speso nella cerimonia di oggi.

15 AGOSTO

15 Ago

Che Maria di Nazareth è stata assunta in cielo il 1° novenbre 1950 da Pio XI è stato già detto?

LA PORZIUNCOLA

4 Ago

Oggi pomeriggio Bergoglio si recherà in pellegrinaggio alla Porziuncola,

Porziuncola

ufficialmente Santa Maria degli Angeli, la chiesa del IV secolo che Francesco d”Assisi e i suoi fratelli restaurarono. L’occasione è la la festa della Perdonanza che in quest’anno del Giubileo della misericordia, assume per i cattolici un significato particolare.

L’evento, come riporta L’Avvenire, quotidiano della Cei, avrà copertura mediatica da parte di TV2000, l’emittente della Cei e in inutile fotocopia dal TG1 della Rai, tanto per parlare di spreco di denaro pubblico e di mancato rispetto della laicità dello stato.

La basilica di San Francesco

BasilicaSanFrancesco

fu costruita contro la sua volontà. Egli infatti voleva che si costruissero chiese secondo “la primaria regola della povertà” non certo monumentali. Contiene fagocitata al suo interno la Porziuncola, poco più grande di una cappella di un’agiata famiglia dell’800.

Sul principale quotidiano di Trieste è ancora acceso, il dibattito dei lettori sull’opportunità di investire 500.000 euro, che poi sono risultati non esserci, nella doratura delle statue del Tempio Mariano di Monte Grisa. I sostenitori hanno citato più volte l’episodio della peccatrice che unse di nardo, un unguento all’epoca molto costoso, i piedi di Gesù, ma nessuno ha rammentato che Gesù disse alla donna samaritana al pozzo che l’epoca dei templi, compreso quello di Gerusalemme, sarebbe finita o che l’apostolo Paolo disse agli ateniesi,  chiamandoli molto religiosi, perché si può essere religiosi nell’errore, che Dio non abita in templi opera di mano d’uomo.

C’è chi sostiene che Monte Grisa, come le altre chiese dalla Basilica Vaticana in giù, sono un forte volano per il turismo religioso. Quanto di più sbagliato perché delle due una, o è turismo o è viaggio religioso, che correttamente si chiama pellegrinaggio. La visita per ammirare le chiese, i parchi e i monumenti in Italia, riguarda l’aspetto turistico, che è ben altra cosa che la fede.

Quando i re dell’Israele biblico, Giosia ne è forse l’esempio emblematico, riscontravano che il popolo si era allontanato dalla volontà del Signore, non istituivano “commissioni di studio” ma restauravano la verità distruggendo ciò che era d’intralcio al suo raggiungimento, senza se e senza ma.

Bello sarebbe se Bergoglio, che ha scelto proprio il nome di Francesco ispirandosi a quello di Assisi, dopo aver visitato la Porziuncola, facesse una riflessione sull’invito di Gesù, “ma tu, quando preghi, vai nella tua cameretta e, chiusa la porta prega il Signore nel segreto…”, per dare un segnale ai suoi che la misura della fede non è nei metri cubi dei templi.

Ma si sa che non lo farà.

DI TEMPLI, CHIESE E SPIRITUALITÀ

18 Lug

La costruzione de Tempio di Salomone fu ordinata dall’Eterno (1 Re 6), perché Israele, quello che nel deserto in fuga dall’Egitto alla prima difficoltà si costruì il vitello d’oro, aveva bisogno di un segno tangibile della presenza del Signore, anche se lo stesso Salomone fu preso da un dubbio (1° Re 8.27).

Poi venne il cristianesimo. A cominciare dal discorso delle montagna Gesù ribadì i valori spirituali della Legge, quelli che scribi e farisei avevano trasformato in sterili precetti legali, spesso legati all’apparenza e non alla sostanza, svuotandoli così del loro significato e del loro valore.

Gesù in quel colloquio con la samaritana che aveva scandalizzato i suoi discepoli non  perché stesse egli parlando con una straniera ma con una donna, le disse chiaramente che l’epoca dei templi e dei luoghi sacri sarebbe finita di lì a poco e i veri adoratori adoreranno  Dio  in spirito e verità. Ciò si compì con la sua morte e fu simboleggiato dallo squarciarsi della cortina che nel tempio di Gerusalemme divideva il santo dal santo dei santi, dimora di Dio, dove poteva entrare una volta all’anno solo il sommo sacerdote per il rito dell’espiazione.

In altra occasione l’apostolo Paolo ribadì lo stesso concetto nel suo incontro ad Atene (Atti 17) con gli epicurei e stoici che lo derisero perché  predicava Gesù e la resurrezione, secondo il loro pensiero politeista avevano visto in “Gesù e la resurrezione” (ἀνάστασιν, anastasis, Anastasia in greco, particolare che ovviamente si perde nelle traduzioni), una coppia di dei. Contrariamente a ciò che forse avremmo fatto noi Paolo lodò la loro ricerca di Dio che abituati agli dei dell’Olimpo avevano costruito un altare anche al dio sconosciuto, non si sa mai. Prendendo spunto da questa loro forma di spiritualità, l’apostolo insegnò loro che Dio non abita in templi fatti da opera di mano e poco più tardi si scontrò con i fabbricanti di idoli di Efeso che inscenarono una rivolta perché la sua predicazione metteva in serio pericolo i loro affari, un po’ come succederebbe ai giorni nostri in via della Conciliazione a Roma e intorno a molte basiliche, se qualcuno alzasse un po’ la voce.

Ma si sa, l’appello di Paolo fu inascoltato e i templi, poi trasformati in chiese, sorsero qua e là e la fabbrica e il commercio degli oggetti religiosi è ancora florida.

Uno degli eventi che scandalizzarono Martin Lutero fu la vendita delle indulgenze, cioè il perdono in cambio di denaro, per la costruzione della Basilica di San Pietro.

La cosa è andata avanti nei secoli, con evidente spreco di denari, che ha uno dei più vistosi esempi moderni nel santuario di San Giovanni Rotondo dedicato a Padre Pio o il business di tre miliardi che gira intorno alle madonne più o meno riconosciute dalle autorità della Chiesa cattolica.

Il Piccolo, quotidiano di Trieste, riporta oggi che la spesa per il restauro del tempio Mariano di Monte Grisa, sull’altipiano di Trieste, ammonta a oltre mezzo milione di euro, con i particolari riportati nell’articolo, in un momento in cui la città, pur con i progetti per il Porto Vecchio che però con tutta evidenza sono a lunga scadenza, vede il lavoro abbandonarla giorno per giorno, con sempre più serrande che non si alzano più e sempre più persone in coda ai servizi assistenziali, come al momento della sua progettazione in un’Italia che stava uscendo dalla guerra con le ossa rotte.

L’esternazione del parroco di Monte Grisa, a parte i toni concitati, è un po’ confusa, parla di comunisti, dei poveri che sarebbero tutte ideologie, di ordine e richiesta del vescovo (o si ordina o si chiede), di altare a Gesù ma anche di turismo.

Tornando ai discorsi iniziali, una sala, un luogo di riunione sono sì funzionali ad una chiesa, intesa nel senso etimologico di comunità di credenti, cosi come una sinagoga per gli ebrei, ma un edificio come quello di San Giovanni Rotondo o di Monte Grisa possono non esserlo più in un rapporto costi benefici perché poco frequentati o troppo onerosi. La sacralità è nella counità e non nell’edificio che la ospita.

Si sa, però, che questi sono discorsi da buon padre di famiglia e che la Conferenza Episcopale Italiana si è detta disposta a far chiarezza sulla destinazione dell’8 per mille non per sua volontà ma su preciso appunto della Corte dei conti e che, nell’esercizio finanziario 2011 sono stati stanziati 190 milioni per l’edilizia di culto, voce che non compare mai negli spot televisivi della Cei “Chiedilo a loro”.

Un augurio, infine, ai giovani cattolici che andranno alla GMG di Cracovia. Sarà certo un’esperienza unica per molti, ma che non si lascino ammaliare dalla grandezza dei numeri, come spesso accade, perché a proposito della chiesa Gesù si accontenta dei “due o tre che sono uniti nel suo nome” per essere in mezzo a loro.

LAICITÀ VO INVANO CERCANDO

25 Giu

Nella sua prima uscita come sindaca di Roma Virginia Raggi è stata ripresa accanto ad un porporato. Vedremo se riuscirà nel non facile compito, inserito nel suo programma elettorale, di far pagare l’Imu al Vaticano per le tante proprietà presenti sul territorio di Roma non identificabili come edifici di culto.

Lascia molto perplessi, oggi, la notizia dell’accordo tra Giuseppe Sala e Angelo Scola per la costruzione della moschea di Milano, promessa non mantenuta dall’amministrazione Pisapia – in Italia siamo abituati alle promesse dimenticate – e sull’intento comune di garantire il diritto di culto a tutte le fedi, compresa quella islamica.

Oltre al gesto di per sé significativo dell’incontro avvenuto in curia e non in municipio, il sindaco di un comune dovrebbe sapere che gli articoli 8 e 19 della Costituzione della Repubblica Italiana garantiscono libertà di culto, purché non contrario alla pubblica morale, senza dover chiedere il benestare alla Curia vescovile cattolica.

Dubito che in Italia, avremo mai quella laicità che anche il presidente del consiglio aveva richiamato in occasione della legge sulle unioni civili.

Una laicità non offensiva, che non c’entra nulla con i crocefissi e le recite di natale, ma che sappia dire in modo chiaro e univoco e non tra le righe o tra le pieghe della legge, “tu comandi là ma qui comando io, perché sono io che rappresento i cittadini e sono io che vesto la fascia tricolore”.