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TEMPUS FUGIT 2017

22 Mag

Mo vegno”, letteralmente “sto arrivando” va capito come “prima o poi passerò”, un festina lente dialettale, perché da queste parti tutto può aspettare. La locuzione latina tempus fugit, attribuita a Virgilio nelle Georgiche, pare proprio che qui non sia passata.

Arrivare puntuali è da pochi. Non per maleducazione, ma per un fatto di costume dettato da quel più o meno circa che in città non può esistere.

Questa mattina, un forestiero dopo aver percorso quasi metà di una strada a senso unico si è accorto che le automobili in entrambi i lati e mi ha domandato se stava andando in senso vietato. Il cartello di divieto a inizio strada non c’è, forse è caduto, e l’amministrazione comunale non si affrettata a ripristinarlo perché tanto lo sanno tutti… fino al prossimo frontale.

Tornando al concetto di tempo, fatta salva la mia pignola puntualità agli appuntamenti, al trullo abbiamo un solo minuscolo orologio che funge da contaminuti di cucina, per il resto nelle giornate serene ci regoliamo con il sole, perché, come si dice, non ci corre dietro nessuno. Tempo che si dilata e che non è pigrizia, perché ci si alza alle cinque e mezzo sei, ma dimostrazione che, salvo impegni o appuntamenti, siamo noi a comandarlo e non viceversa, così come il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato.

Non che le cose non si facciano con ordine, ma sicuramente senza un orario fisso. Cura della persona, dello spirito, dei rapporti con il prossimo, sia quelli vicini vicini con una chiamata “lu caffè sta ferve!” (il caffè sta uscendo!) sia di quelli più lontani con un messaggio, un’email ma meglio con una telefonata o una videochiamata.

Informazione una volta al giorno, tanto per rimanere aggiornati. Poca internet e uno sguardo ai Social Media.

Letture, e pensieri da sviluppare, meglio sarebbe con la penna ma ormai sono abituati alla tastiera, …nessuno è perfetto.

FESTINA LENTE

7 Mag

clessidra

È un ossimoro che troviamo nel testo di Svetonio, Vita di Augusto, 25, 4, dove Augusto fa una citazione greca (σπευδε βραδεως) della quale festina lente, affrettati lentamente, è la traduzione latina. In spagnolo molti di noi l’hanno incontrata nei Promessi sposi in bocca al gran cancelliere spagnolo Antonio Ferrer, quando, premuto dalla folla a Milano, grida al cocchiere”Adelante, presto, con judicio”.

Significa in altre parole affrettarsi ma senza improvvisazioni, per arrivare sicuri alla meta.

Leggiamolo però in un altro senso. Almeno la domenica, lasciamo da parte gli impegni “calendarizzati” (termine brutto, vero?), togliamoci l’orologio, trascuriamo i Social Media, rispondiamo solo alle telefonate indispensabili, quelle di lei o di lui e, ovviamente, della mamma, perché la mamma è sempre la mamma! In altre parole rallentiamo i nostri ritmi a quelli che dovrebbero essere quello della vita e prendiamoci il tempo per godere della natura, di una riflessione, di un buon libro, di quanto può farci piacere.

Senza fretta.

TRENTA DÌ

30 Nov

Trenta dì conta novembre
con april, giugno e settembre.
Di ventotto ce n’è uno,
tutti gli altri ne han trentuno.
Variante con settembre come primo mese:
Trenta giorni ha settembre
con april, giugno e novembre.
Di ventotto ce n’è uno,
tutti gli altri ne han trentuno.

In parole povere, avete comperato l’abbonamento mensile per domani, che magari c’è fila e non ce la fate? 🙂

ACQUA

6 Giu

Ieri l’ho presa proprio tutta, la pioggia.

In un quarto d’ora e nei quindici chilometri, percorsi nell’ultimo tratto a 40 all’ora cercando di vedere avanti a me, l’acqua veniva giù non a catinelle ma proprio a secchiate, assieme ad una leggera grandine.

D’altra parte non siamo ancora in estate e non si può pretendere che sia sempre bel tempo, bello come vorremmo noi.

Ho già fatto notare altre volte che nella celeberrima affermazione “Non c’è nulla di nuovo sotto il sole” Qohelet non pensava al sole che molte e molti di noi cercano sulle spiagge ma quello cocente della terra medio orientale, quello di cui hanno esperienza i contadini e i muratori, per capirci.

Nei cinque minuti trascorsi chiuso in auto davanti a casa aspettando che spiovesse mi è venuto in mente anche il Cantico di Frate Sole  e dove in esso è citata l’acqua.

La si trova come elemento della natura in forma di nuvole in contrapposizione al sereno e, più avanti, come molto utile, preziosa e casta.

Sarà stato forse perché Francesco, umbro e figlio di commercianti, non aveva esperienza diretta di mare ma soprattutto non aveva preso in considerazione che l’acqua è uno degli elementi fondamentali dell’agricoltura.

Cosa che neppure noi cittadini rammentiamo e se solo ne tenessimo conto ci lamenteremmo di meno della pioggia.

Cantico di Frate Sole

Altissimo, onnipotente,
bon Signore, tue so le laude,
la gloria e l’onore
e omne benedizione.

A te solo, Altissimo, se confano
nullo omo è digno te mentovare
Laudato sie, mi Signore,
cun tutte le tue creature,
spezialmente messer
lo frate Sole,
lo quale è iorno,
e allumini noi per lui

Ed ello è bello e radiante
cun grande splendore:
de te, Altissimo, porta significazione.

Laudato si, mi Signore,
per sora Luna, le Stelle:
in cielo l’hai formate clarite e preziose e belle

Laudato si, mi Signore,
per frate Vento, e per Aere e Nubilo
e Sereno e onne tempo,
per lo quale a le tue creature
dal sustentamento

Laudato si, mi Signore,
per sor Aqua la quale è molto utile
e umile e preziosa e casta

Laudato si, mi Signore,
per frate Foco, per lo quale
enn’allumini la nocte:
ed ello è bello e iocondo
e robustoso e forte.

Laudato si, mi Signore,
per sora nostra madre Terra,
la quale ne sostenta e governa,
e produce diversi fructi
con coloriti flori ed erba

Laudato si, mi Signore,
per quelli che perdonano
per lo tuo amoree sostengo
infirmitate e tribulazione.

Beati quelli che ‘l sosterranno
in pace, ca da te, Altissimo,
sirano incoronati.

Laudato si, mi Signore,
per sora nostra Morte corporale,
la quale nullo omo vivente
po’ scampare

Guai a quelli che morranno
ne le peccata mortali!
Beati quelli che troverà
ne le tue sanctissime voluntati,
ca la morte seconda no li farrà male

Laudate e benedicite mi Signore,
e rengraziate e serviteli
cun grande umiltate.

(efasi mie)

DEL TEMPO E DEL PROSSIMO

18 Mag

clessidra

Così come gli americani hanno trasformato la locuzione di Virgilio tempus fugit, il tempo vola, in time is money, il tempo è denaro, la celebre esortazione di Agostino di Ipponia “Ama e fa ciò che vuoi” è stata svilita dai romani moderni in “A una spanna da me fa quello che te pare”.

Poi, ovviamente, ci sono romani e romani, come per tutte le persone.

DI FRETTA E DI RITI

11 Gen

teverdeEsiste una profonda differenza tra il fumare una sigaretta o una pipa, scrivere con una tastiera o con una stilografica e bere un caffè o un te.

Il fumo di sigaretta (al di là dei danni da fumo) è una pausa breve, spesso inconscia mentre il fumo di pipa esige tutto un rituale, la pulizia, il riempimento, l’accensione e, dopo, il gusto di tenere l’attrezzo in bocca, spesso per “darsi un tono”.

Ormai siamo abituati a scrivere con la tastiera, nei vari strumenti, smartphone, tablet o pc, spesso per una presunta fretta e soprattutto per l’imporsi della posta elettronica sulla incerta posta cartacea. Eppure, una lettera d’amore e un biglietto di ringraziamento esigono ancora una stesura in calligrafia, che per chi la sa apprezzare ha un fascino tutto suo, come i lavori fatti a tombolo.

Un giorno venne in transito a casa nostra per una notte un amico di Liverpool che stava recandosi in Romania. Dopo cena si offrì di preparare il te, lo lasciammo fare perché chi meglio di lui?

Si sa che per gli inglesi il te è una cosa seria, più del caffè per i napoletani. Non a caso Cesare non riuscì a conquistare l’Inghilterra, come è ben documentato da Asterix nel libro storico “Asterix in Britannia” perché, mentre tutti gli altri eserciti all’epoca posavano le armi per motivi pratici al tramonto, gli inglesi, cascasse il mondo, si fermavano alle 17:00 per il rito della degustazione della loro “acqua calda”.

Mentre il caffè è bevuto in fretta, si chiama espresso in ricordo di quando i treni arrivavano puntuali, ma questa è un’altra storia, il te è servito nella teiera proprio perché se ne presuppone una degustazione lenta, senza fretta.

Poi succede che vai al reparto spezie del supermercato e scopri che hanno messo in vendita il te in cialde. Una passata di trenta secondi nella macchina del caffè e il gioco è fatto.

L’Unione Europea, che mette in discussione la lunghezza dei fagiolini o il calibro dei ceci, non ha nulla da dire al proposito? Poi non lamentiamoci per  l’eventualità di un Britexit! 🙂

CAPODANNO

30 Dic

fuochidartificio

Capodanno sì, capodanno no? No, grazie, “abbiamo già dato”, anzi, abbiamo già ricevuto a sufficienza a proposito del Natale, per filosofeggiare anche sul capodanno.

Per effetto della globalizzazione, che vuol dire anche borse e circolazione di denaro, il calendario gregoriano si è imposto in tutto il mondo, senza peraltro vietare le tradizioni locali o religiose, così come si è imposta la settimana di sette giorni di origine ebraica dalla domenica a sabato (in Italia dal lunedì alla domenica) o l’ora solare. Gli unici contrari sono i testimoni di Geova, che la ritengono una festa pagana (sugli Amish mi debbo documentare).

Bilanci? Sì, solo quelli contabili, perché sappiamo bene che con il 1° gennaio non cambierà nulla, salvo i soliti aumenti, camuffati da adeguamenti che ben rientrano nella tradizione. E poi siamo “tutt* più buon*” già da Natale, non è vero?

Oroscopi?… no dai, tra due giorni saremo nel 2016!

Buon anno a tutte e a tutti!