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SCORRERE DEL TEMPO

31 Dic

clessidra

In lingua inglese ciò che è trascorso anche da un secondo si esprime al passato remoto e in lingua ebraica non esiste il tempo presente, che si esprime al futuro. La vita è fatta di attimi, come il carpe diem latino.

Teniamone conto, mentre facciamo programmi e progetti per i prossimi 365 giorni.

 

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UNDICI DODICESIMI

14 Dic

All’età di  34 anni, il 14 dicembre, mi recai in ambulatorio per un prelievo di sangue. L’infermiera mi domandò l’età e risposi trentaquattro anni.

33 e 11/12” mi corresse lei.

Le sorrisi come a ringraziarla per la sua gentilezza. Oggi vado a fare un altro esame, chissà se si ripeterà. 🙂

ESERCIZIO DI STILE

12 Ago

 

 

clessidra

Per ogni cosa c`è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

C`è un tempo per ___ e un tempo per ___,

un tempo per ___ e un tempo per ___.

un tempo per ___ e un tempo per ___,

un tempo per ___ e un tempo per ___.

un tempo per ___ e un tempo per ___,

un tempo per ___ e un tempo per ___.

un tempo per ___ e un tempo per ___,

un tempo per ___ e un tempo per ___.

un tempo per ___ e un tempo per ___,

un tempo per ___ e un tempo per___.

un tempo per ___ e un tempo per ___,

un tempo per ___ e un tempo per ___.

un tempo per __ e un tempo per ___,

un tempo per ___ e un tempo per ___.

Questo è il celeberrimo elenco sui momenti della vita proposto da Qohelet (Ecclesiaste) 3, senza le antitesi, che dovrà mettere ciascuno di voi, generando più o meno inconscia-mente una propria scala di priorità.

Il concetto di tempo è squisitamente soggettivo, e ciò spesso provoca delle incompren-sioni, e forse di queste dobbiamo tener conto quando gestiamo il tempo che riteniamo essere nostro ma nostro non è poiché la vita umana è fatta di relazioni.

Aiutino. Sempre da Qohelet 3, “Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ha messo la nozione dell`eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l`opera compiuta dall’Eterno dal principio alla fine”, e scusate se è poco.

TEMPUS FUGIT 2017

22 Mag

Mo vegno”, letteralmente “sto arrivando” va capito come “prima o poi passerò”, un festina lente dialettale, perché da queste parti tutto può aspettare. La locuzione latina tempus fugit, attribuita a Virgilio nelle Georgiche, pare proprio che qui non sia passata.

Arrivare puntuali è da pochi. Non per maleducazione, ma per un fatto di costume dettato da quel più o meno circa che in città non può esistere.

Questa mattina, un forestiero dopo aver percorso quasi metà di una strada a senso unico si è accorto che le automobili in entrambi i lati e mi ha domandato se stava andando in senso vietato. Il cartello di divieto a inizio strada non c’è, forse è caduto, e l’amministrazione comunale non si affrettata a ripristinarlo perché tanto lo sanno tutti… fino al prossimo frontale.

Tornando al concetto di tempo, fatta salva la mia pignola puntualità agli appuntamenti, al trullo abbiamo un solo minuscolo orologio che funge da contaminuti di cucina, per il resto nelle giornate serene ci regoliamo con il sole, perché, come si dice, non ci corre dietro nessuno. Tempo che si dilata e che non è pigrizia, perché ci si alza alle cinque e mezzo sei, ma dimostrazione che, salvo impegni o appuntamenti, siamo noi a comandarlo e non viceversa, così come il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato.

Non che le cose non si facciano con ordine, ma sicuramente senza un orario fisso. Cura della persona, dello spirito, dei rapporti con il prossimo, sia quelli vicini vicini con una chiamata “lu caffè sta ferve!” (il caffè sta uscendo!) sia di quelli più lontani con un messaggio, un’email ma meglio con una telefonata o una videochiamata.

Informazione una volta al giorno, tanto per rimanere aggiornati. Poca internet e uno sguardo ai Social Media.

Letture, e pensieri da sviluppare, meglio sarebbe con la penna ma ormai sono abituati alla tastiera, …nessuno è perfetto.

FESTINA LENTE

7 Mag

clessidra

È un ossimoro che troviamo nel testo di Svetonio, Vita di Augusto, 25, 4, dove Augusto fa una citazione greca (σπευδε βραδεως) della quale festina lente, affrettati lentamente, è la traduzione latina. In spagnolo molti di noi l’hanno incontrata nei Promessi sposi in bocca al gran cancelliere spagnolo Antonio Ferrer, quando, premuto dalla folla a Milano, grida al cocchiere”Adelante, presto, con judicio”.

Significa in altre parole affrettarsi ma senza improvvisazioni, per arrivare sicuri alla meta.

Leggiamolo però in un altro senso. Almeno la domenica, lasciamo da parte gli impegni “calendarizzati” (termine brutto, vero?), togliamoci l’orologio, trascuriamo i Social Media, rispondiamo solo alle telefonate indispensabili, quelle di lei o di lui e, ovviamente, della mamma, perché la mamma è sempre la mamma! In altre parole rallentiamo i nostri ritmi a quelli che dovrebbero essere quello della vita e prendiamoci il tempo per godere della natura, di una riflessione, di un buon libro, di quanto può farci piacere.

Senza fretta.

TRENTA DÌ

30 Nov

Trenta dì conta novembre
con april, giugno e settembre.
Di ventotto ce n’è uno,
tutti gli altri ne han trentuno.
Variante con settembre come primo mese:
Trenta giorni ha settembre
con april, giugno e novembre.
Di ventotto ce n’è uno,
tutti gli altri ne han trentuno.

In parole povere, avete comperato l’abbonamento mensile per domani, che magari c’è fila e non ce la fate? 🙂

ACQUA

6 Giu

Ieri l’ho presa proprio tutta, la pioggia.

In un quarto d’ora e nei quindici chilometri, percorsi nell’ultimo tratto a 40 all’ora cercando di vedere avanti a me, l’acqua veniva giù non a catinelle ma proprio a secchiate, assieme ad una leggera grandine.

D’altra parte non siamo ancora in estate e non si può pretendere che sia sempre bel tempo, bello come vorremmo noi.

Ho già fatto notare altre volte che nella celeberrima affermazione “Non c’è nulla di nuovo sotto il sole” Qohelet non pensava al sole che molte e molti di noi cercano sulle spiagge ma quello cocente della terra medio orientale, quello di cui hanno esperienza i contadini e i muratori, per capirci.

Nei cinque minuti trascorsi chiuso in auto davanti a casa aspettando che spiovesse mi è venuto in mente anche il Cantico di Frate Sole  e dove in esso è citata l’acqua.

La si trova come elemento della natura in forma di nuvole in contrapposizione al sereno e, più avanti, come molto utile, preziosa e casta.

Sarà stato forse perché Francesco, umbro e figlio di commercianti, non aveva esperienza diretta di mare ma soprattutto non aveva preso in considerazione che l’acqua è uno degli elementi fondamentali dell’agricoltura.

Cosa che neppure noi cittadini rammentiamo e se solo ne tenessimo conto ci lamenteremmo di meno della pioggia.

Cantico di Frate Sole

Altissimo, onnipotente,
bon Signore, tue so le laude,
la gloria e l’onore
e omne benedizione.

A te solo, Altissimo, se confano
nullo omo è digno te mentovare
Laudato sie, mi Signore,
cun tutte le tue creature,
spezialmente messer
lo frate Sole,
lo quale è iorno,
e allumini noi per lui

Ed ello è bello e radiante
cun grande splendore:
de te, Altissimo, porta significazione.

Laudato si, mi Signore,
per sora Luna, le Stelle:
in cielo l’hai formate clarite e preziose e belle

Laudato si, mi Signore,
per frate Vento, e per Aere e Nubilo
e Sereno e onne tempo,
per lo quale a le tue creature
dal sustentamento

Laudato si, mi Signore,
per sor Aqua la quale è molto utile
e umile e preziosa e casta

Laudato si, mi Signore,
per frate Foco, per lo quale
enn’allumini la nocte:
ed ello è bello e iocondo
e robustoso e forte.

Laudato si, mi Signore,
per sora nostra madre Terra,
la quale ne sostenta e governa,
e produce diversi fructi
con coloriti flori ed erba

Laudato si, mi Signore,
per quelli che perdonano
per lo tuo amoree sostengo
infirmitate e tribulazione.

Beati quelli che ‘l sosterranno
in pace, ca da te, Altissimo,
sirano incoronati.

Laudato si, mi Signore,
per sora nostra Morte corporale,
la quale nullo omo vivente
po’ scampare

Guai a quelli che morranno
ne le peccata mortali!
Beati quelli che troverà
ne le tue sanctissime voluntati,
ca la morte seconda no li farrà male

Laudate e benedicite mi Signore,
e rengraziate e serviteli
cun grande umiltate.

(efasi mie)