Archivio | settembre, 2019

IL DIO DELLE PICCOLE COSE

30 Set

[L’angelo del Signore] gli disse: “Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore”. Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna. Ed ecco, venne a lui una voce che gli diceva: “Che cosa fai qui, Elia?”. Egli rispose: “Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita”. Il Signore gli disse: […] (1 Re 11:15).

Elia è uno dei profeti più famosi dell’Antico Testamento, tanto che molti videro in Gesù la sua ricomparsa. Questo passo, che ricorda la sua fuga dopo il confronto con i profeti di Baalci dice che il Signore passò e

  • non era nel vento

  • non era nel terremoto

  • non era nel fuoco

ma era in una brezza leggera, perché il Signore si manifesta anche in tutte quelle piccole cose e persone in cui ci imbattiamo ogni giorno e siamo noi a non saper distinguere la sua presenza.

QUANTE COSE DENTRO UNA MELAGRANA

28 Set

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La melagrana, assieme alla zucca e più in là alle castagne, è simbolo dell’autunno, nel quale avremo qualche giorno di tempo bello ma le nostre abitudini anche alimentari subiranno inevitabilmente dei cambiamenti. Tra le sue proprietà la melagrana è un antiossidante.

Chi di noi ha studiato le poesie rammenta certamente il Canto Antico di Giosuè Carducci, scritta in memoria del figlio morto:

L’albero a cui tendevi
La pargoletta mano,
Il verde melograno
Da’ bei vermigli fior,

[…]

Nella Sacra Scrittura il melograno è simbolo di abbondanza, assieme a frumento, orzo, viti, e fichi della Terra promessa. La melagrana decorava le vesti del Sommo Sacerdote e i capitelli del Tempio di Salomone.

Rientra nella descrizione delle fattezze della Shulamita, la ragazza protagonista del libro d’amore che conosciamo come Cantico dei cantici, poema attribuito a Salomone per artificio letterario (incipit: “Cantico dei cantici, che è di Salomone”) ma probabilmente, come sostiene tra gli altri Amos Oz nel libro Gli ebrei e le parole, dedicato a lui e scritto da una donna, la Abisag che Davide ormai vecchio si prese, diremmo in termini moderni, come badante notturna affinché dormisse con lui per fargli caldo senza rapporti e che viene alla morte di lui rivendicata da Salomone. Cose che si riescono a comprendere solo avendo una grande padronanza della lingua ebraica.

La bellezza della giovane è descritta nel capitolo quattro del Cantico dei cantici in un crescendo sensuale che nulla ha di volgare e paragona le sue gote nascoste dietro un velo ad un pezzo di melagrana. Descrizione che avrebbe certo fatto infuriare ancor di più la madre di Beatriz, che andò a dire al suo parroco che Mario, il postino di Neruda, “le dice metafore”, nel romanzo di Antonio Skármeta.

(la foto è mia, scattata qualche anno fa a Pirano, in Slovenia).

Il Cantico dei cantici per l’esplicita assenza di Dio nel suo testo assieme a Qohelet, per la sua visione negativa della vita, sebbene riesca a dire nel capitolo tre che “l’Eterno messo nel cuore dell’uomo il pensiero dell’eternità, benché non lo riesca a comprendere dal principio alla fine” con un esplicito richiamo all’albero della vita del giardino di Eden, sono stati gli ultimi due testi inclusi nel canone ebraico.

DIO L’HA CREATA IMMORTALE

26 Set

Questo è un brano di fantasia, come tutti gli scritti che non appartengono alla saggistica, tratto dal romanzo L’avventura di un povero cristiano di Ignazio Silone che prende spunto dalla realtà.

L’autore immagina il dialogo tra Celestino V, il papa che come sappiamo si dimise e il suo successore Bonifacio VIII. Parlano dell’importanza delle Istituzioni  che Pier Celestino giudica transitorie e funzionali alla vita della persona umana. Come nella canzone “Dona anche tu” in Mary Poppins, egli addita una vecchietta socialmente inutile ma la vita della quale Gesù nel vangelo di Matteo disse valere più dei due passeri che si vendono per un soldo, perché Dio l’ha creata immortale.

Pensiamoci, quando siamo tentati di giudicare il prossimo.

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INUTILE GIRARCI INTORNO

16 Set

Anche nelle regioni più restíe oggi inizia l’anno scolastico, con buona pace di quegli studenti che stamane hanno visto l’alba.

Accanto agli ormai scontati consigli dello psicologo e i saluti istituzionali qualcuno farà loro gli auguri per i nuovi amori che sbocceranno e forse appassiranno nell’arco di questi nove mesi?

Perché non dimentichiamo che anche queste esperienze fanno parte dello sviluppo della personalità delle e degli adolescenti e chi l’ha dimenticato dovrebbe scavare un po’ nei propri ricordi o leggere “I ragazzi che si amano” di Jaques Prevért.

Coraggio ragazzi che giugno arriva presto! 🙂

HO VOGLIA

9 Set

Ho voglia di un linguaggio pulito e rispettoso, pur nella divergenza delle idee.

Ho voglia di persone vestite bene, non necessariamente eleganti ma con abiti puliti e non con la sciatteria che ultimamente è tangibile come la nebbia padana nelle nostre città.

Ho voglia di città vivibili, pulite, anche nelle periferie, in cui tutti ma soprattutto le donne possano tornare a casa con sicurezza, perché le sue strade e le sue piazze sono vive.

Ho voglia di più persone e meno gente, in altre parole di più umanità nei rapporti anche tra le persone che si incroceranno forse una sola volta nella vita.

Ho voglia, a cominciare dal mio piccolo di lasciare non un mondo, ma un pezzetto di esso, migliore.

Domando troppo?