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PERSONE

22 Feb

Una mia nipote sta per lasciare la sua cittadina per raggiungere il suo compagno nel bolognese, dove questi ha trovato lavoro dopo un lungo periodo di disoccupazione.

Sappiamo bene che “trovar lavoro” dopo la riforma è sempre una scommessa. Una scommessa che però va giocata per non restare al palo e pare che lui abbia delle prospettive.

Lei lavorava in una piccola azienda e al momento delle dimissioni le è stato detto che, se proprio dovesse andar male e dovessero tornare, in azienda ci sarà sempre un posto per lei.

Nell’augurar loro che invece tutto vada per il meglio e che anche lei trovi un’occupazione, non va certo sottovalutato questo riconoscimento, sia sul piano professionale sia personale.

Cosa rara di questi tempi.

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BAMBOCCIONI, GENITORI E NONNI

24 Dic

“FIGLI, DA BONUS BEBE’ A RAGAZZI LAVORATORI – L’assegno per i nuovi nati da 80 euro al mese viene rinnovato per il 2018 ma solo per il primo anno di vita del bambino. E’ destinato alle famiglie con un reddito Isee sotto i 25.000 euro l’anno. Dal 2019 sale invece a 4.000 euro il tetto di reddito entro il quale i ragazzi fino a 24 anni che lavorano sono considerati ancora fiscalmente a carico della famiglia”. (da Repubblica.it, enfasi mia).

Io ho cominciato a lavorare a 24 anni con uno stipendio che, se non mi permetteva di comperare casa mi permetteva di prenderla in affitto e vivere autonomamente.

Con questa decisione il Ministero delle Finanze ha di fatto preso atto che la paga normale di un ventiquatrenne è di € 307,69 (calcolato su tredici mensilità), di certo insufficiente per l’autonomia finanziaria e per “metter su casa”, come si diceva una volta.

Quindi essere bamboccioni, come inopportunamente il ministro Tommaso Padoa Schioppa definì i giovani italiani il 4 ottobre di dieci anni fa, non è una scelta ma un obbligo di sopravvivenza.

Ciò che però non trovo nella Legge di stabilità sono gli incentivi per l’assunzione degli over 35 rimasti senza lavoro e gli sgravi fiscali per i genitori e i nonni, e sono tanti, che sostengono i figli con parte dei loro stipendi e pensioni.

Che questa realtà sia sfuggita al ministero?

C’è ancora qualcuno che si scandalizza per gli inviti ai giovani a lasciare questo Paese?

TORNARE E RIPARTIRE

9 Set

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Cesare Pavese certo non aveva in mente la crisi economica che, nonostante le rassicurazioni, imperversa in Italia.

Grande è l’attualità di questi versi, che vede i nostri giovani lasciare il Paese e, di quando in quando, tornare ad abbracciare gli affetti e ripartire.

(dedicato ai miei nipoti, ma non solo)

SERENA BRUNO

15 Dic

lavoro

“Scusate se esisto”, film del 2004 proposto ieri sera da Rai1 (visibile su RaiPlay) è la storia dell’architetta Serena Bruno rientrata in In Italia da Londra, che per vincere un appalto per la riqualificazione di uno dei tanti “casermoni alveare”, è costretta a giocare sull’ambiguità del suo nome quando viene contattata come architetto Bruno Serena.

Commedia brillante, che tocca temi di attualità

  • i giovani che emigrano per lavorare

  • la nostalgia di casa

  • la crisi di identità delle persone costrette a vivere in queste case

  • l’eventualità dell’intrusione della famiglia nella vita di una persona adulta e indipendente

  • la disparità tra uomo e donna sul lavoro, con l’aggravante della possibile maternità

  • il servilismo nel mondo del lavoro

  • l’omosessualità

  • i bambini che capiscono molto di più di quanto pensiamo

Insomma, tanti spunti di riflessione per chi l’ha visto e per chi vorrà vederlo.

ATTUALITÀ

21 Nov

“[…]Non un impiego conferito senza raccomandazione di deputati, non una promozione, quasi, accordata senza vista dell’interesse politico (…); non un contratto stipulato dal governo, senza che chi lo stipula sia stato presentato da un deputato”.

Parole d’oggi? No, scritte da Ruggiero Bonghi nel 1886. Ne verremo mai fuori?

RIAPRIRE E APPARIRE

16 Giu

erboristeria Mi scrive una persona informandomi che sta per riaprire la sua attività commerciale, chiusa molti anni fa. Ovviamente altrove, perché la sua vita è cambiata, matrimonio, trasferimento, figli. Quei figli che lei ha preferito seguire in prima persona e ora che sono cresciuti si sente pronta a riapparire in pubblico, a dare il suo contributo certo non indispensabile – chi di noi lo è? – ma comunque utile alla società.

Impegnata a “preparar carte”, ad aggiornarsi su quanto c’è stato di nuovo nel settore, a studiare l’arredamento del negozio, e in quant’altro è necessario per ricominciare questa avventura lasciata, o per meglio dire sospesa anni fa, quando anch’io ogni tanto passavo per un acquisto o solo per un saluto.

Per il sorriso non ha bisogno di preparazione, perché fa parte della sua persona, così come per la capacità di ascolto, qualità spesso sottovalutata ma indispensabile per chi è al contatto con il pubblico e in particolare con la clientela.

In questo momento di crisi, di serrande abbassate e che sempre piú spesso abbassate rimangono è una bella sfida, ma anche un modo per dimostrare la propria voglia di cambiamento, e di far parte quell’imprenditoria giovanile di cui tanto si parla.

Auguri, cara! Lontananza a parte, può essere che un giorno riappaia la tua porta come anni fa.

UNA STORIA COMUNE

27 Apr

Toglimi le mani di dosso è la denuncia delle avance e dei ricatti a sfondo sessuale subiti da una giovane giornalista nel nostro paese, dove è ancora comune che molte donne, per fare carriera si sarebbe detto una volta, oggi per avere un contratto più o meno stabile, debbano concedersi al capo di turno, un dazio da pagare, un jus primæ noctis non scritto, ma è anche una denuncia dell’odierno precariato e di come una giornalista sia pagata 400 euro al mese, nonostante laurea, master e esperienza alle spalle.

Una denuncia della violenza del maschio italiano verso la donna, che ancora una volta è ricattabile per assenza delle adeguate tutele, in un ambiente di lavoro come quello giornalistico che molti conoscono solo attraverso il prodotto finito, il giornale cartaceo, on line o televisivo.

Non è un caso che nella quarta di copertina figurino i commenti di Michela Murgia, che con il suo Il mondo deve sapere. Romanzo tragicomico di una telefonista precaria denunciò lo sfruttamento dei lavoratori dei call center e di Riccarco Iacona, giornalista sempre attento ai temi di sfruttamento sessuale.

Una storia comune, finché non cambierà la testa di molti uomini.