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PER AMORE

8 Apr

Ieri pomeriggio Rai5, il canale culturale, ha trasmesso La sinfonia delle stagioni un omaggio all’Aquila di Nicola Piovani, noto ai più per la colonna sonora del film La vita è bella.

Il Maestro l’ha composta e ne ha fatto omaggio alla città nel decennale del terremoto, così come l’architetto Renzo Piano ha regalato alla città di Genova il progetto del ponte sul Polcevera che sostituirà il ponte Morandi.

Facile fare i mecenati quando si è pieni di soldi”, potrebbe dire qualcuno.

A Grottaglie, il paese delle ceramiche una persona si scandalizzò per l’alto prezzo di un piatto decorativo. L’artista le fece notare che il valore aggiunto non stava nel piatto di ceramica, che pure era grande, né nei colori, ma nel suo estro che l’aveva pensato, prima di dipingerlo.

Così Nicola Piovani avrebbe potuto commercializzare la sua sinfonia anziché darla in dono e venderla alla città dell’Aquila per l’occasione, ma non l’ha fatto, dando così l’esempio che in un mondo nel quale il valore di quasi tutto si misura in denaro, bisogna sapere andare contro corrente e donare il proprio talento per amore.

Grazie Maestro!

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TORNEREMO A SCRIVERE GRRL?

31 Mar

Riferisce Il Piccolo che Facebook ha censurato un nudo artistico esposto in una mostra a Gorizia.

Facebook, che è americana, dovrebbe ben sapere che  l’inglese ha due termini differenti per nudo, naked, la situazione naturale, nude, quella pornografica.

Il corpo umano, maschile e femminile, è un’opera d’arte, pensiamo ai celeberrimi David di Michelangelo e La nascita della Venere di Botticelli che, pur coprendosi le pudende, lascia poco spazio all’immaginazione.

C’è un confine tra pornografia e arte in questa foto, tratta da un’altra mostra?

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Dopo i tristi casi dei mutandoni della Cappella Sistina e la censura da parte dell’ex presidente del consiglio in occasione della visita del leader iraniano, si pensava di essere passati oltre.

Queste sono tre immagini di persone in fuga, una artistica e due reali.

Solo una persona disturbata può soffermarsi sulla nudità della bambina in fuga anziché sul terrore espresso nel suo volto.

Come non si può fare di ogni erba un fascio, così Mr. Zukemberg non dovrebbe fidarsi troppo dei software di censura.

Altrimenti dovremmo tornare a scrivere grrl anziché girl per timore di essere bloccati e coprire una marea di statue nelle nostre città esposte alla vista dei bambini, che non ci fanno caso.