EDUCAZIONE DOVE SEI?

16 Feb

L’attività di Lorella Zanardo, iniziata con il suo documentario denuncia “Il corpo delle donne” ha fatto riflettere i e le giovani sulla qualità della televisione italiana e più in generale dei messaggi visivi con i quali ci interfacciamo, perché non possiamo chiudere gli occhi di fronte ai manifesti murali che ci sono sbattuti in faccia andando per via magari con i nostri figli o nipoti, facendo loro prendere coscienza di una realtà purtroppo tuttora viva in questo nostro paese, l’esposizione mediatica irrispettosa del corpo delle donne, come non la si vede più neppure nei calendari delle officine o di altri ambienti per tradizione maschili. Un po’ meno, pare, ha fatto riflettere gli adulti, anche quelli che dovrebbero farlo per professione.

I giovani, questi mammoni, bamboccioni o choosy, come li ha arbitrariamente definiti più di qualcuno, sono quelli che, nonostante le difficoltà e le incertezze del loro futuro, sanno pensare, reagire e darci sorprendenti lezioni di vita. Non tutti, ovviamente, ma tutta quella maggioranza che nelle loro piccole o grandi realtà, silenziosamente, si adoperano per quello che usiamo chiamare “un mondo migliore”. Peccato che molte delle loro azioni non siano rese note perché non fanno audience. Magari, però, forse sarebbero emulate.

Di certo sarebbero meglio dello spettacolo che Rai1, servizio pubblico sottoposto alla Commissione di vigilanza, ha dato mercoledì 10 febbraio all’inizio del programma di intrattenimento pre-serale “L’Eredità” condotto da Fabrizio Frizzi, che proponeva quattro ballerine vestite di rosso a cavallo d una scopa, come ha descritto su Huffingonton Post Gabriella Cims, promotrice dell’Appello Donne e Media, piano di riforme per l’affermazione del merito in Tv e nei Media, e per una rappresentazione non stereotipata delle donne.

Non entro nel merito della qualità dei contenuti dei programmi pre-serali, sulla quale si espresse a suo tempo anche la moglie di un capo di stato, il cui messaggio principale è il denaro vinto e non, come logica della vita vorrebbe, guadagnato.

La concorrenza è forte, ma credo non la si vinca contrapponendo programmi di pari qualità, ma piuttosto con programmi culturali accessibili a tutti quanto a fascia oraria. Penso a programmi come “Il fatto” di Enzo Biagi o “La cartolina di Andrea Barbato”. L”ultimo ingresso nelle reti Rai invece è stato l’ennesimo gioco a quiz. Fate un po’ voi.

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