LINGUAGGIO DELL’ODIO

25 Gen

IMG_20150916_210858

Non seguo il calcio, ma ciò è irrilevante perché basta seguire la politica o guardare un po’ di televisione.

Non seguo il calcio, dicevo, ma ho letto di quella esternazione rivolta da un allenatore a un altro. Come gli altri epiteti che sono volati e voleranno sui campi di calcio, nelle aule scolastiche e nelle aule delle istituzioni.

Non occorre  scomodare Gianni Rodari che tenne ai bambini una lezione sulle brutte parole per rompere il tabù e insegnar loro a non usarle o la memoria di Pietro Ingrao, tra gli altri, che affermò che “Qualsiasi linguaggio che offenda l’avversario è inaccettabile”.

Inaccetatile. Punto.

Hate speech, letteralmente linguaggio dell’odio, dell’ira. Le parole entrano ad una ad una, un po’ alla volta, nel linguaggio quotidiano, fino a farle sembrare normali. L’abilità sta nel fermare quelle negative e usare quelle pulite. “Adirarsi”, per esempio, ha molti altri sinonimi prima di “incavolarsi”, che non va bene perché è un eufemismo.

È un fatto di buona educazione che dobbiamo insegnare ai bambini, ma che anche gli adulti, che quasi tutti da bambini hanno imparato, possono rammentare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: