Tag Archives: vita

FESTINA LENTE

7 Mag

clessidra

È un ossimoro che troviamo nel testo di Svetonio, Vita di Augusto, 25, 4, dove Augusto fa una citazione greca (σπευδε βραδεως) della quale festina lente, affrettati lentamente, è la traduzione latina. In spagnolo molti di noi l’hanno incontrata nei Promessi sposi in bocca al gran cancelliere spagnolo Antonio Ferrer, quando, premuto dalla folla a Milano, grida al cocchiere”Adelante, presto, con judicio”.

Significa in altre parole affrettarsi ma senza improvvisazioni, per arrivare sicuri alla meta.

Leggiamolo però in un altro senso. Almeno la domenica, lasciamo da parte gli impegni “calendarizzati” (termine brutto, vero?), togliamoci l’orologio, trascuriamo i Social Media, rispondiamo solo alle telefonate indispensabili, quelle di lei o di lui e, ovviamente, della mamma, perché la mamma è sempre la mamma! In altre parole rallentiamo i nostri ritmi a quelli che dovrebbero essere quello della vita e prendiamoci il tempo per godere della natura, di una riflessione, di un buon libro, di quanto può farci piacere.

Senza fretta.

INCONTRI

6 Mag

Mi ritengo una persona onesta, rispettosa delle leggi, che paga puntualmente le tasse e tutto il resto. Con le Forze dell’ordine ho avuto da fare solo per il rinnovo del passaporto e nei controlli al confine o ai blocchi stradali, conclusisi sempre con un “Grazie e arrivederci”.

Ieri ero seduto in stazione quando è passata una pattuglia della Polfer e uno dei due agenti mi ha fissato con insistenza, tanto che ero tentato di andare a chiedergli cosa volesse, perché si sa che le stazioni ferroviarie sono considerate obiettivi sensibili.

Alla fine è venuti lui domandare a me e al mio vicino se il trolley e la bicicletta impacchettata dietro di noi fosse di uno di noi. Entrambe abbiamo negato e l’altro agente si è allontanato, probabilmente per recarsi in ufficio a visionare il filmato della telecamera di sorveglianza.

Morale. Quando qualcuno ti fissa con insistenza e riesci a comprendere che non è una molestia dai un’occhiata dietro, che magari non ce l’ha con te!

LEZIONE DI VITA

27 Apr

«Grazie», disse il vecchio. Era troppo semplice per chiedersi quando avesse raggiunto l’umiltà. Ma sapeva di averla raggiunta e sapeva che questo non era indecoroso e  non comportava la perdita del vero orgoglio”. Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare.

IL VALORE DI UNA VITA

19 Apr

Quando, il 3 dicembre 1984, saltò in aria la centrale di Bhopal, per mera trascuratezza nella manutenzione degli impianti da parte della proprietaria americana Union Carbide India Ltd., che l’aveva costruita in India per non aver problemi con le autorità di protezione dell’ambiente americane, la compagnie assicurative non pagarono un solo dollaro perché non sapevano valutare “quanto vale la vita di un indiano”.

A Bari, ma non è il primo caso, una bambina è nata morta per la discussione su chi avesse avuto il diritto di usare la camera operatoria.

Quei signori si saranno posti il problema di quanto vale la vita di una bambina?!

Dopo aver scritto questo post ho appreso la notizia di un’infermiera di Treviso che fingeva di vaccinare i bambini. 😦

PERSONALITÀ

18 Mar

Quando capita, nei discorsi cito tale Lucy van Pelt, e spesso mi chiedono chi sia.

Lucy”, rispondo “la sorella di Linus”. “Ah, ecco!”.

Lucy, antipatica, burbera, piena di sé, innamorata non corrisposta dell’aspirante pianista, con il suo banchetto non di limonata come tutti i bambini americani ma di aiuto psichiatrico a 5 cent (se volete sostituite il nome e volgete gli aggettivi al maschile).

Lucy è unica, come me, come ciascuno e ciascuna di voi. Sarà per questo motivo che un giorno è sbottata con quel famoso

lucy_mia0

Lucy non è identificabile solo come la “sorella di Linus”, perché vive di vita propria, come accadde ad una copia di miei amici. Lui più famoso di lei che veniva citata spesso come “la moglie di Orazio”, finché, stufa di questa etichetta, una sera annunciò “urbi et orbi” “Io sono Giulia, non la moglie di Orazio!”.

È per questo motivo che sul mio biglietto da visita, oltre alla mia mitica barba, c’è il nome in grassetto e il cognome no. Perché anche il cognome casale, o maritale per le donne sposate, è certamente utile ma secondario.

Che poi qualcuno veda nell’unicità e itripetibilità di ciascuno di noi un fatto positivo è un’altra storia. 🙂

“SÍ, MA GLI ALTRI GIORNI NO!”

8 Gen

Il merito di Charles S. Schulz, il “papà” dei Peanuts, è di aver messo i discorsi, le gioie e le tensioni degli adulti in bocca ai bambini con la stessa finzione scenica di molti racconti per ragazzi che in realtà sono rivolti agli adulti e, ogni tanto, aver affrontato quei temi seri che molte persone preferiscono rimandare o non vedere. Come in questa vignetta di uno dei tanti “dialoghi” tra Charlie Brown e Snoopy.

img_20161225_202958

Il tema della morte è spesso un tabù evitato anche dai credenti, eppure essa non è in contrapposizione alla vita ma alla nascita. È un passaggio della vita che, fino al ritorno del Signore tutti affronteremo.

Un giorno ci toccherà morire”, dice pensieroso Charlie Brown. La replica di Snoopy “Certo, ma gli altri giorni no”, racchiude in modo semplice la certezza del credente che si basa sulla promessa di Gesù “Chi crede in me anche se muoia vivrà” (Giovanni 11:25). Passiamo sì attraverso la morte fisica, ma per cominciare a vivere in un altro stato, quello spirituale che oggi possiamo solo immaginare e sul quale molti hanno fatto inutili speculazioni, un po’ come voler spiegare ad un bambino la sfericità della terra.

C’è solo una morte che dobbiamo temere, quella che nel Cantico di frate Sole Francesco d’Assisi chiama “seconda morte”, distinguendola da quella corporale che chiama sorella.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male”.

 

 

RISOLVERE I CONFLITTI

27 Ott

Nella scorsa estate ho usato il dente di leone come metafora della fragilità della vita. Nell’occasione mi riferivo agli attentati, in particolare a quello di Nizza.

Fragilità della vita che hanno sperimentato le vittime del terremoto del 24 agosto che, pare senza vittime, si è ripetuto iersera.

Se dietro gli attentati c’è una mente assassina e se dietro un brutto incontro o un incidente stradale spesso ma non sempre c’è imprudenza è anche vero che molte disgrazie della natura sono conseguenza dello stolto comportamento dell’uomo.

Non così per i terremoti, che arrivano senza preavviso, ma fanno parte di quella vita del pianeta a cui non pensiamo, degli assestamenti come quando – perdonatemi il paragone – noi ci stiracchiamo.

Dovremmo imparare a non lasciare nulla in sospeso, per quanto sta in noi a far pace con il nostro prossimo, perché può arrivare un terremoto o, più in piccolo, una tegola in testa e lasciare i morti nell’impossibilità di farlo e ai vivi il rimorso di non averlo fatto.