L’OROLOGIO

9 Nov

Orologio_da_tasca

   “Dal taschino destro pendeva una pesante catena d’argento con appesa una macchina straordinaria. Gli facemmo cenno di estrarre ciò che stava a capo della catena: si trattava di un globo per metà d’argento e per metà di un metallo trasparente attraverso il quale si potevano vedere strane figure disposte in cerchio. Pensavamo di poterle toccare, ma le nostre dita non andarono oltre quella materia traslucida.

    Ci mise agli orecchi quella macchina che faceva un rumore incessante, come quello d’un mulino. Pensiamo che si tratti di qualche bestia sconosciuta o del dio che lui adora, siamo anzi favorevoli a questa seconda ipotesi, perché ci assicurò (se abbiamo capito bene quel che ci disse, dal momento che si esprimeva in maniera assai scorretta) che raramente intraprendeva qualche azione senza prima averlo consultato.

    L’ha definito il suo oracolo dicendo che gli indicava il momento idoneo a ogni azione”.

Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver, cap. II

Di quanto possono essere diversi i punti di vista sulle persone, i fatti, le cose, soprattutto quando non li si conoscono.

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L’IMMAGINARIO FEMMINILE

7 Nov

Intervista a tutto campo di Michela Murgia a Guillermo Mariotto, stilista, sul corpo della donna. Com’è cambiato in questi anni l’immaginario femminile? Quali forze segnano, agiscono sul corpo delle donne?

In cui si parla della taglia 48, dei canoni imposti dalla moda, delle libertà, del tempo che passa, dei “cataloghi” delle mise delle signore – mai visti per gli uomini – ma anche dell’uso insistente, di conseguenza fastidioso, del turpiloquio da parte di una donna di successo.

DELLE PENE

4 Nov

“Nonostante tutto, continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo”.

Chi non punisce il male, comanda che si faccia”.

Non sono due pensieri antitetici, ma complementari.

Il primo è scritto nella penultima pagina del Diario di Anna Frank, di cui in questi giorni si è molto dibattuto dopo i fatti degli ultrà della Lazio. Scritto da una bambina di tredici anni che, murata viva prima di morire, pensava comunque che dell’umanità non si possa fare di ogni erba un fascio.

Il secondo invece, non è di Nicolò Machiavelli o di un magistrato dei nostri tempi, ma di Leonardo da Vinci, più famoso per i suoi disegni, le sue invenzioni, i suoi dipinti.

In modo lapidario, senza usare il linguaggio moderno a cui siamo più avvezzi, Leonardo invoca quella certezza della pena richiesta da molti e tuttora assente.

Chissà, forse, un giorno.

LA RIFORMA E LA SOCIETÀ

31 Ott

Documentazione sulle 95 tesi e sulla Riforma, di cui oggi si celebra il 500° anniversario, si può trovare con facilità.

Ciò che rattrista è che in Italia questa pietra miliare anche solo dal punto di vista sociale è ampiamente ignorata per l’ingombrante presenza del Vaticano che nel 1983, cinquecentenario della nascita di Lutero, inventò l’Anno santo straordinario per il 1950° anniversario della morte di Cristo (quando l’età di 33 anni è certificata solo dal gioco della tombola).

Ben pochi giornali ne hanno parlato, e mi sarei aspettato un saluto, che non c’è stato, da parte del Presidente della Repubblica, che ha celebrato la giornata mondiale del risparmio sul sito del Quirinale.

Tutto ciò ha delle ricadute sociali, a cominciare dalla scuola, con l’IRC e non della storia delle religioni in una realtà multienica, con l’educazione di genere, oggi tanto importante per formare degli uomini migliori, alle resistenze alle approvazioni delle leggi come le dichiarazioni finali di trattamento e l’eutanasia, fermi in qualche cassetto in parlamento dopo la “fiammata di legna secca” a seguito della morte della signora Englaro, gli ostacoli all’applicazione della Legge 194 e alla regolarizzazione della prostituzione, che in Italia non è reato e sarebbe un capitolo di entrata per l’Erario, mentre lo sono l’adescamento e lo sfruttamento e via dicendo.

Noi datiamo l’inizio dell’Evo Moderno con la scoperta dell’America, nei Paesi protestanti lo fanno con la Riforma.

Lutero contrasto la vendita delle indulgenze, e qualcuno dovrebbe pur ricordare il “vada il tuo denaro in perdizione con te” pronunciato dall’apostolo Pietro a Simon Mago che voleva comperare il potere di fare miracoli. Quando c’è di mezzo il denaro, i soldi, bisogna sempre stare attenti.

No, certo, nei Paesi protestanti non sono tutti eticamente perfetti, né come persone né come come aziende, come alcuni scandali recenti lo hanno messo in evidenza, ma rimangono delle eccezioni. Così come sono le eccezioni la raccomandazione e il “lei non sa chi sono io” tanto duri a morire da noi.

Nel protestantesimo, che su basi bibliche non conosce il sacerdozio inteso come mediazione, il rapporto con Dio è diretto ed è questo a fare la differenza.

DOMENICA

29 Ott

Domenica, dal latino dies dominici, giorno del Signore, nella tradizione cristiana rammenta la resurrezione di Gesù Cristo.

C’è chi la chiama in altro modo, come per esempio l’inglese Sunday, giorno del sole.

Libertà è anche tener conto e rispettare le differenze.

ANGLICISMO O ERRORE?

27 Ott

Nel giorno in cui è posto in vendita il libretto “L’italiano e le lingue degli altri”. “Fun, gender, coach. Quando l’inglese ha la meglio sull’italiano. Tra bilinguismo e identità”, con particolare riferimento ai termini inglesi entrati di prepotenza nel parlar comune complici il governo e la pubblicità, in un articolo sul medesimo quotidiano che lo offre in allegato una giornalista usa il termine libreria per scrivere di una biblioteca (In inglese library). Un po’ come spesso è scritto educazione (dall’inglese education) per intendere istruzione.

La libreria è l’esercizio commerciale che vende i libri e, ultimamente, l’educazione è merce sempre più rara.

A PROPOSITO DI RAZZE

23 Ott

Nella rubrica “Pronto soccorso linguistico” di 1 Mattina in famiglia di Rai1, il professor Franco Sabatini (1h 50′ 43″) ha rammentato come su iniziativa dell’Università di Pavia sarà portata in Parlamento la richiesta di cancellazione della parola “razza” dall’articolo 3 della Costituzione in quanto, dal punto di vista scientifico, esistono le specie ma non le razze.

È una richiesta lecita, per togliere un’altra divisione che di fatto non esiste. Le “leggi razziali” furono emanate il 18 settembre 1938, con le conseguenze che sappiamo. Forse per questo motivo i padri costituenti citarono esplicitamente la razza tra gli elementi che non possono essere usati come discriminazione tra i cittadini.

Scientificamente, dunque, la “razza” non esiste e l’impegno, in questo particolare momento storico, dev’essere quello di considerare e educare a farlo, i bianchi, gialli, rossi o neri come appartenenti a pari titolo alla stessa specie umana, così come è sempre attento l’impegno a eliminare le altre discriminazioni.