COME LACOONTE

29 Ott

Lacoonte

Nel libro secondo dell’Eneide Virgilio ci racconta di come  il cavallo di legno che nel suo ventre conteneva Ulisse e i suoi compagni fu introdotto a Troia, e di come Lacoonte, un veggente, mise in guardia i capi della città che ragionavano sul da farsi. “Temo i greci anche se portano doni”, frase che, abbreviata in Timèo Danaòs (temo i Greci), si usa in latino per manifestare diffidenza, ma soprattutto di come i Troiani, sfiancati dall’assedio che durava ormai da dieci anni, non vollero dargli ascolto, e di come Atena che parteggiava per i greci, punì Laocoonte mandando Porcete e Caribea, due enormi serpenti marini che uscendo dal mare avvinghiarono i suoi due figli, stritolandoli: il sacerdote cercò di accorrere in loro aiuto ma subì la stessa sorte.

Lacoonte è rimasto simbolo di chi avverte di una possibile disgrazia e rimane inascoltato.

Così è accaduto, ultimo per ora, al cantoniere dell’Anas che aveva avvisato del pericolo sulla SS 36 Milano – Lecco, che ha causato un morto, quattro feriti, e la distruzione del manufatto.

Adesso assisteremo alle solite inchieste, ai soliti scaricabarile e tutto il resto.

Un altro tassello nel mosaico della mancata prevenzione di questa Italia provvisoria come a suo tempo la definì Giovannino Guareschi, ma dal dopoguerra ad ora nulla sembra essere cambiato.

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