DI GIOIA, RICCHEZZA E STUPORE

24 Mag

Alcune omelie di Bergoglio alle messe in Santa Marta sono fonte di meraviglia.

Il cristianesimo è gioia, è annuncio della resurrezione di Cristo. Perché allora tutte quelle “madonne piangenti” e quei crocifissi e non, se proprio si sente l’esigenza di esporre un simbolo, il Cristo risorto come per esempio appare nella sala Paolo VI in Vaticano?

Quanto alla ricchezza, essa può essere, ma non necessariamente è, un ostacolo. Era un ostacolo per il giovane ricco, al quale Gesù disse “Va, vendi ciò che hai è dallo ai poveri”, ma non per Matteo Levi, che prima di essere chiamato tra i dodici era un gabelliere, e non ci è detto  che abbia venduto tutti i suoi beni. Giacomo scrive “Guai a voi ricchi oppressori…” ma l’enfasi è sull’essere essi oppressori e Paolo ci insegna che “l’amore per il denaro è origine di ogni male”, non la ricchezza in sé.

Lo stupore è parte della fede, quell’essere bambini non quanto a sicurezza, ma nella capacità di saper vedere e accogliere il nuovo che il Signore ci presenta giorno dopo giorno.

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