PERSONALITÀ

18 Mar

Quando capita, nei discorsi cito tale Lucy van Pelt, e spesso mi chiedono chi sia.

Lucy”, rispondo “la sorella di Linus”. “Ah, ecco!”.

Lucy, antipatica, burbera, piena di sé, innamorata non corrisposta dell’aspirante pianista, con il suo banchetto non di limonata come tutti i bambini americani ma di aiuto psichiatrico a 5 cent (se volete sostituite il nome e volgete gli aggettivi al maschile).

Lucy è unica, come me, come ciascuno e ciascuna di voi. Sarà per questo motivo che un giorno è sbottata con quel famoso

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Lucy non è identificabile solo come la “sorella di Linus”, perché vive di vita propria, come accadde ad una copia di miei amici. Lui più famoso di lei che veniva citata spesso come “la moglie di Orazio”, finché, stufa di questa etichetta, una sera annunciò “urbi et orbi” “Io sono Giulia, non la moglie di Orazio!”.

È per questo motivo che sul mio biglietto da visita, oltre alla mia mitica barba, c’è il nome in grassetto e il cognome no. Perché anche il cognome casale, o maritale per le donne sposate, è certamente utile ma secondario.

Che poi qualcuno veda nell’unicità e itripetibilità di ciascuno di noi un fatto positivo è un’altra storia. 🙂

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