NUMERI E DIRITTO D’AUTORE

5 Feb

Ventitré sono gli immaginari lettori a cui Giovannino Guareschi rivolgeva i suoi scritti, Ernest Hemingway, famoso per Addio alle armi (che poco ha a che fare con la prima guerra mondiale) Per chi suona la campana, e Il vecchio e il mare, ha scritto anche I quarantanove racconti, solo alcuni dei quali ha poi sviluppato in romanzi.

Numeri spaiati, senza alcun vero motivo men che meno mnemmonico.

I britannici fino a relativamente poco tempo fa suddividevano la sterlina in 1-20-12, provocando non poca confusione in noi abituati al sistema decimale e al più a quello sessagesimale per leggere le ore.

I numeri ebraici sono 1, 3, 7, 12, 40 e, come altri alfabeti erano indicati con le lettere. Il testo della Genesi e quindi di tutta la Bibbia comincia con “Bereshit”, che vuol dire “nel principio”” proprio per non usar l’Aleph corrispondente alla lettera greca alfa e alla nostra a, in segno si rispetto.

Il numero 7, che troviamo in Genesi come completamento della creazione e ha influenzato anche il nostro conteggio dei giorni della settimana (l’Italia, a differenza degli altri paesi, li conta dal lunedì alla domenica e non come dovrebbe essere dalla domenica al sabato). È usata nelle iperboli settanta e “settanta volte sette” che non vuol dire 490 ma “tanto”come il nostro mille in “grazie mille”.

12 i figli di Giuseppe e le tribù di Israele, poi gli apostoli. Niente a che vedere con il nostro calendario che originariamente aveva dieci mesi (tracce da settembre in poi),

40 gli anni dell’Esodo, i giorni del digiuno di Gesù nel deserto, il limite massimo delle punizioni corporali. Solitamente, come ci rammenta l’apostolo Paolo in 1a Corinzi 11:24, erano trentanove, per timore di sbagliare.

Poi c’è il 10, numero fuori standard nella mentalità ebraica, ma è quello dei comandamenti che troviamo in Esodo 20 o in Deuteronomio 5 e che dal greco chiamiamo anche “decalogo”, proprio come gli ebrei li chiamano “le dieci parole”.

Fuori standard perché dovevano essere ricordati e fatti propri, al di fuori dei numeri diciamo così normali.

Tornando al nostro Hemingway e ai suoi 49 racconti, le 50 sfumature che avrebbe tenuto banco sono arrivate molto dopo, cerchiamo di imitarlo e, quando diamo dei consigli, il più delle volte certo validi e qualificati, evitiamo espressioni come “I dieci comandamenti per/contro” o “il decalogo di…”., non per una questione di diritto d’autore, ma di rispetto.

Ci sono altri modi di affermare le proprie ragioni.

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