RISOLVERE I CONFLITTI

27 Ott

Nella scorsa estate ho usato il dente di leone come metafora della fragilità della vita. Nell’occasione mi riferivo agli attentati, in particolare a quello di Nizza.

Fragilità della vita che hanno sperimentato le vittime del terremoto del 24 agosto che, pare senza vittime, si è ripetuto iersera.

Se dietro gli attentati c’è una mente assassina e se dietro un brutto incontro o un incidente stradale spesso ma non sempre c’è imprudenza è anche vero che molte disgrazie della natura sono conseguenza dello stolto comportamento dell’uomo.

Non così per i terremoti, che arrivano senza preavviso, ma fanno parte di quella vita del pianeta a cui non pensiamo, degli assestamenti come quando – perdonatemi il paragone – noi ci stiracchiamo.

Dovremmo imparare a non lasciare nulla in sospeso, per quanto sta in noi a far pace con il nostro prossimo, perché può arrivare un terremoto o, più in piccolo, una tegola in testa e lasciare i morti nell’impossibilità di farlo e ai vivi il rimorso di non averlo fatto.

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