Archivio | settembre, 2016

BUON ANNO!

12 Set

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

(Jaques Prevért, I ragazzi che si amano)

Auguri, pur tra le macerie di una scuola tutt’altro che buona, a quanti cominciano oggi l’anno scolastico, e a quanti lo inizieranno tra qualche giorno.

Perché una poesia di Jaques Prevért? Perché dall’amichett* della scuola dell’infanzia, al/la compagn* preferit* della scuola primaria ma anche al rifiuto dell’altro genere che “non capisce niente”, fino alle ore trascorse in bagno a lavarsi e farsi belli dai maschi che statisticamente ci arrivano più tardi, i grandi amori nascono a scuola, salvo poi morire e, eventualmente, risorgere in maniera più responsabile.

Dopo la polemica in una scuola media in Lombardia che pretende che i ragazzini siano accolti dai genitori all’uscita, salvo poi chiamarli bamboccioni qualche anno dopo, togliendo loro il gusto di arrivare un po’ tardi a casa perché hanno accompagnato qualcun*, è dietro l’angolo la polemica sul dress code, sulle gonne troppo corte delle ragazze e sui pantaloni troppo casual dei ragazzi.

Ragazze e ragazzi, godetevi queste ultime giornale di caldo vestendovi come volete, ma con gusto e rispetto per il prossimo e per il luogo che frequentate, che per voi è il luogo di lavoro.

Non servono polemiche, spesso fine a se stesse o alimentate da sentimenti preconcetti “noi contro loro”, né si risolvono i problemi con il famoso “qualche centimetro in più” di una gonna, di quelle poche ragazze che non vestono pantaloni.

Serve, piuttosto, una seria educazione di genere, che insegni il rispetto prima di tutto verso sé stessi e di riflesso verso il prossimo, verso l’altro genere del quale gli adolescenti, anche oggi, sanno in realtà ben poco, in un periodo della vita in cui gli ormoni sono mine vaganti.

Serve anche una seria educazione civica, che insegni alle e ai ragazzi ad essere le cittadine e i cittadini non “di domani” ma già di oggi, perché il primo diritto di autonomia si acquisisce a dodici anni entrando in un ascensore non accompagnati. A conoscere i fondamenti della Costituzione, fatta di diritti ma anche di doveri, e viceversa, di doveri ma anche di diritti.

Come ho scritto ieri, serve anche a sapere che l’ordine dei colori della nostra bandiera è, da sinistra a destra, verde, bianco e rosso. Le uniche bandiere sicuramente sempre pulite sono quelle delle stazioni dei carabinieri, e mi rattrista vedere molte scuole con “degli straccetti” verde, grigio, rosso, appesi con sciatteria al pennone.

Certo, non è questo il primo primo problema della scuola, ma proprio perché lavare una bandiera e esporla in ordine costa molto poco, se pretendiamo rispetto delle istituzioni dai ragazzi, dobbiamo dimostarlo loro anche in questi particolari.

Per il resto lasciamo che le ragazze e i ragazzi vivano la loro età, come scriveva Jaques Prevért, perché altrimenti è inutile raccontare loro la repressione subita da Giacomo Leopardi  e storie del genere.

Buon anno, ragazze e ragazzi, insegnanti e personale ausiliario comunque importante, con un pensiero particolare a quante e quanti inizieranno la scuola nelle zone del terremoto del centro Italia.

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“VIOLENZA DI GENERE”

10 Set

“”L’uomo che morde il cane fa notizia” recita piú o meno così un detto giornalistico.

Solo due testate nazionali, però, hanno scritto della donna che a Piombino ha accoltellato il compagno, una delle due forse perché l’ha ripresa dalla sua redazione fiorentina. La notizia non sembra essere stata ripresa dai telegionali.

Con ciò non voglio dire che bisogna dare risalto a queste notizie o peggio “ricamarci sopra” come fanno anche alcuni programmi televisivi, perché in molte occasioni è opportuno tacerle, ma quella di Piombino non la si può far passare sotto traccia proprio nei giorni i cui la ministra Maria Elena Boschi, con delega alle pari opportunità, è impegnata nell’incontro Il tempo delle donne che tratta anche della violenza di genere.

Solitamente si parla, lo faccio anch’io, di violenza contro le donne perché sono loro vittime principali, e per violenza non si intende solo il femminicidio ma tutte le violenze psicologiche e fisiche, ma fatti come quello di Piombino ci rammentano come non si deve escludere, come quasi totalmente di fatto avviene, che nelle commissioni pari opportunità ci sia una presenza maschile, sia per i fatti come quello di Piombino sia perché una commissione composta totalmente da donne perde l’apporto della componente maschile con la quale, spesso solo a parole, si cerca il dialogo.

A PROPOSITO DELLA CENSURA DI FACEBOOK

9 Set

Scrivevo, più di un anno fa, perché c’è nudo e nudo. La parte in grassetto è quella che riguarda la censura di Facebook.

DIPENDE DA NOI UOMINI

La prima foto è di una donna, probabilmente bella, così accovacciata non si vede un gran che. Come ho scritto un po’ di tempo fa a proposito dei calendari, usando la stessa foto, non è il nudo in sé – sia femminile sia maschile – ad essere provocatorio, ma il messaggio che convoglia e l’atteggiamento di chi lo guarda.

donna

Le tre successive sono altri tre nudi famosi, di cui nessuno si scandalizza.

enea

vietnam

berlino

Solo una persona mentalmente instabile può vedere una bambina nuda anziché Phan Thị Kim Phúc, la bambina disperata in fuga dal villaggio di Trang Bang, Vietnam del Sud.

L’ultima foto mostra la protesta pacifica delle ragazze indonesiane, molto diversa da quella provocatoria delle Femen, che rivendicano il loro diritto di essere e vestirsi da giovani.

filippine

Gesù di Nazareth diceva che è l’occhio, cioè l’intenzione con cui un uomo guarda una donna, che lo fa cadere in peccato, non la donna che guarda (e ai suoi tempi le donne erano certamente vestite).

L’uomo maturo, adulto, sa guardare senza desiderio quando ciò non è lecito, se è lecito basta chiedere nel modo giusto e non imporre.

I bambini e gli adolescenti devono essere ducati a questa distinzione fin da piccoli, per trovarsi da adulti in un mondo migliore.

ATTUALITÀ SULLE EMAIL

8 Set

Nell’avviso di lettura di un’email più di un provider americano scrive

“Il destinatario ha aperto e letto l’email, ma ciò non vuol dire che ne abbia compreso il testo”.

Più chiaro di così!

VA RAMMENTATO

7 Set

Bill Clinton non fu costretto a dimettersi per  aver avuto una relazione con una stagista alla Casa Bianca, ma per aver mentito.

Io non sono filo americano ma amante della verità.

P .s. L’altro giorno scrissi di non essere romano, ma, essendo il caso passato in commissione alla Camera dei deputati e riguardando uno dei principali attori della politica italiana, la cosa assume tutto un altro aspetto.

JESSICA

6 Set

Succhietto

Va bene, sgombriamo subito il campo da ogni dubbio e diciamo che la seconda Jessica più famosa in Italia è Jessica Fletcher, la protagonista della serie televisiva americana La signora in giallo interpretata da Angela Lansbury.

Ma siccome per me la televisione può anche rimanere (quasi) spenta ne ho cercate delle altre e, oltre a una mia amichetta delle medie, ho rammentato che Jessica è il nome di un personaggio de Il mercante di Venezia, una commedia teatrale di William Shakespeare. Di lei si sa poco perché l’opera, critica verso l’avarizia degli ebrei, per un periodo fu messa al bando.

Il nome non è inglese come sembrerebbe ma, per quegli scambi linguistici che hanno avuto origine ben prima della stele di Rosetta, è di origine ebraica.

Jessica viene citata in Genesi 11:29 come nipote (di zio) di Abramo “Abram e Nacor si presero delle mogli; la moglie di Abram si chiamava Sarai e la moglie di Nacor Milca, ch’era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Yska”, nella LXX (la traduzione in greco dell’Antico testamento) il nome è tradotto Ieskha e nella Vulgata (traduzione in latino) Jesca, fino all’inglese – e italiano – Jessica.

Yska →  Ieskha  → Jesca, → Jessica, sai che bello, anche come segno di pace, se in un aeroporto si incontrassero quattro ragazze e qualcuno dicesse loro che hanno lo stesso nome.

Come tutti i nomi di origine ebraica Jessica ha un significato, vuol dire osservare, contemplare.

Cosa dire? Proviamo a fare uno sforzo per far sì che Jessica possa osservare un mondo migliore e meno diviso di quello di ora (suona un po’ retorico ma ci si prova sempre)?

Perché, come ho detto all’inizio, se fino a ieri la signora Fletcher era la Jessica più famosa, ora ha lasciato il posto a mia nipote, nata questa mattina!

Auguri, piccola, e osserva sempre in avanti, senza girarti!

DISAFFEZIONE

6 Set

Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno. (Gesù di Nazareth, Matteo 5:37)

Qualcuno ha detto ieri sera che mentire fa parte del gioco della politica, lasciando passare l’idea che faccia parte del gioco. Di alcuni politici, mi permetto di aggiungere.

Ciò spiega, in parte, la disaffezione di molti, e più di qualcuno dovrebbe pensarci.