UN CASCO PERCHÉ

16 Set

Un bambino di sei anni ieri, sbalzato dalla moto del padre in una collusione, è morto perché non indossava il casco, a Triggiano, Bari, Puglia.

Non mi aspetto un commento del ministro delle infrastrutture o del presidente della regione, poiché domani uscirà un altro numero dei giornali e la disgrazia sarà dimenticata, fino alla prossima, né mi interessa l’omelia del prete che userà parole di circostanza.

Eppure basta fare un giro a piedi nei paesi e nelle cittadine di questa splendida Puglia per rendersi conto che, nella maggior parte dei casi, andare per strada è un’autentica roulette russa.

Si parla in questi giorni di educazione di genere e di educazione informatica ma poco di educazione civica, anche se oggi è iniziata la settimana della mobilità sostenibile, finita la quale tutto tornerà come prima, perché vige tuttora un’inosservanza delle regole di base del Nuovo Codice della Strada, ammesso che ce ne siano di meno importanti, che rasenta la sfida.

Alcune criticità

  • Circolano autovetture con classificazione Euro 0 che non possono più farlo in molte città del Nord, con targhe Brescia, Milano, Savona e Varese intorno alle quali più di qualcuno nutriva seri dubbi sulle revisioni prima degli attuali controlli elettronici

  • Molti ciclomotori – rammentate i vecchi Ciao e Bravo della Piaggio? – che quando non circolano senza targa nelle viuzze di campagna, hanno ancora quella vecchia, il che pone due interrogativi, uno di evasione fiscale, l’altro, più serio, di mancata copertura assicurativa

  • Molti uomini soprattutto anziani, circolano in ciclomotore con il casco appeso al manubrio come fosse un cesto della spesa, quasi a dire “ce l’ho ma non lo indosso”

  • I ciclisti viaggiano senza rispettare i divieti di transito e senza l’illuminazione prevista, molti pur avendo le luci regolamentari non le accendono, dimenticando che un velocipide è a tutti gli effetti un veicolo e come tale soggetto a tutti gli obblighi del codice della stada

  • Biciclette, ciclomotori e anche motociclette circolano impunemente in alcuni giardini pubblici a velocità relativamente alta considerando che quegli spazi sono destinati prevalentemente ai bambini piccoli che per definizione sono distratti

  • Molti automobilisti non usano i segnalatori di indicazione (le frecce), e parcheggiano “alla paesana”, cioè in diagonale senza far manovra. Due comportamenti che provocano ostacoli agli altri utenti della strada

  • L’uso delle cinture di sicurezza è considerato un optional mentre per molti, troppi, non lo è l’uso del cellulare che li costringe a guidare con una sola mano

  • Tanti bambini molto  piccoli viaggiano in città in piedi davanti a un adulto (solitamente la madre) e basta una frenata improvvisa perché vadano a picchiare il parabrezza con la testa

e potrei continuare.

Alcuni di questi comportamenti, come l’uso del telefono alla guida, sono diffusi anche al Nord ma sono sanzionati.

Una ventina di anni fa, colloquiando con degli agenti delle forze dell’ordine posi loro questi problemi. Alla risposta che avevano “altre priorità” (lotta al contrabbando, alla droga), controbattei che se alcuni comportamenti non vengono sanzionati agli adolescenti il problema non è mai risolto e ricompare vent’anni dopo.

Come ieri.

Ciao, piccolo, r.i.p.

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