DI MADONNINE MIRACOLATE

28 Ago

Mentre le squadre di soccorso si adoperano a salvare vite umane in una corsa contro il tempo che lascia sempre meno margini, qua e là, nei Social Media ma anche negli organi di stampa, appare il primo piano di una madonnina rimasta intatta sotto le macerie del terremoto.

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(@LuisellaSaro)

Ora, la fede è un fatto personale, ma è chi in autorità, e nella Chiesa cattolica penso a papa Francesco e Angelo Bagnasco ha il dovere di deprecare questi comportamenti e i giornali non dovrebbero pubblicare queste fotografie che, anche se sapientemente non commentate, trasmettono un messaggio subliminale non indifferente.

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(da repubblica.it)

Triste è quel dio (uso la minuscola) che salva una madonnina di legno o terracotta e nel contempo fa morire 290 essere umani.

A cominciare dal divieto nel decalogo (i dieci comandamenti) “Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso” Genesi 20:4

in tutta la Bibbia, anche nelle traduzioni adottate o fatte dalla Chiesa cattolica, vige costante il divieto degli idoli, come richiamato tra gli altri dal profeta Geremia

Ascoltate la parola che il Signore vi rivolge, casa di Israele. Così dice il Signore: “Non imitate la condotta delle genti e non abbiate paura dei segni del cielo, perché le genti hanno paura di essi. Poiché ciò che è il terrore dei popoli è un nulla, non è che un legno tagliato nel bosco, opera delle mani di chi lavora con l’ascia. È ornato di argento e di oro, è fissato con chiodi e con martelli, perché non si muova. Gli idoli sono come uno spauracchio in un campo di cocomeri, non sanno parlare, bisogna portarli, perché non camminano. Non temeteli, perché non fanno alcun male, come non è loro potere fare il bene”.
Non sono come te, Signore; tu sei grande e grande la potenza del tuo nome. Chi non ti temerà, re delle nazioni? Questo ti conviene, poiché fra tutti i saggi delle nazioni e in tutti i loro regni nessuno è simile a te. Sono allo stesso tempo stolti e testardi; vana la loro dottrina, come un legno. Argento battuto e laminato portato da Tarsìs e oro di Ofir, lavoro di artista e di mano di orafo, di porpora e di scarlatto è la loro veste: tutti lavori di abili artisti. Il Signore, invece, è il vero Dio, egli è Dio vivente e re eterno; al suo sdegno trema la terra, i popoli non resistono al suo furore. Direte loro: “Gli dei che non hanno fatto il cielo e la terra scompariranno dalla terra e sotto il cielo”. Egli ha formato la terra con potenza, ha fissato il mondo con sapienza, con intelligenza ha disteso i cieli. Al rombo della sua voce rumoreggiano le acque nel cielo. Egli fa salire le nubi dall’estremità della terra, produce lampi per la pioggia e manda fuori il vento dalle sue riserve. Rimane inebetito ogni uomo, senza comprendere; resta confuso ogni orafo per i suoi idoli, poiché è menzogna ciò che ha fuso e non ha soffio vitale. Essi sono vanità, opere ridicole; al tempo del loro castigo periranno. Non è tale l’eredità di Giacobbe, perché egli ha formato ogni cosa. Israele è la tribù della sua eredità, Signore degli eserciti è il suo nome. (Geremia 10:1-22, enfasi mie).

e, tra gli altri nel Nuovo Testamento, la significativa rivolta dei fabbricanti di idoli di Efeso narrata in Atti 19-23-28 (enfasi mie).

“Verso quel tempo scoppiò un gran tumulto riguardo alla nuova dottrina. Un tale, chiamato Demetrio, argentiere, che fabbricava tempietti di Diana in argento e procurava in tal modo non poco guadagno agli artigiani, li radunò insieme agli altri che si occupavano di cose del genere e disse: “Cittadini, voi sapete che da questa industria proviene il nostro benessere; ora potete osservare e sentire come questo Paolo ha convinto e sviato una massa di gente, non solo di Efeso, ma si può dire di tutta l’Asia, affermando che non sono dei quelli fabbricati da mani duomo. Non soltanto c’è il pericolo che la nostra categoria cada in discredito, ma anche che il santuario della grande dea Diana non venga stimato più nulla e venga distrutta la grandezza di colei che l’Asia e il mondo intero adorano”. All’udire ciò s’infiammarono d’ira e si misero a gridare: “Grande è la Diana degli Efesini!”.

Ma anche ci fosse un auspicabile richiamo, se non ribadito, passato il terremoto verrebbe archiviato al pari delle altre cose rubricabili nell’emozione del momento.

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