PROVIAMO UN’ALTRA LETTURA

24 Ago

Il Messaggero Veneto, quotidiano di Udine, propone oggi l’articolo Friulani senza più fede, aumentano gli sbattezzi, con il rimando a un “ma” in box che, cercando di pareggiare i numeri, ricorda che ogni anno ci sono oltre 300 conversioni, come se i numeri contassero.

L’articolo parla delle abiure dalla Chiesa cattolica, tentando di giustificarne le cause, avanzando un “si intuisce una controinformazione” ma anche evidenziando che in parte “a determinare queste scelte è uno scollamento fra una parte dei cattolici e le gerarchie religiose e, certo, i vari Vatileaks, i casi di pedofilia e poi le ingerenze della Chiesa nella politica possono avere avuto un’influenza notevole sulla disaffezione dei cattolici ai valori religiosi”.

Molte defezioni dalla Chiesa cattolica, a causa degli imbrogli finanziari e dei casi di pedofilia si sono avute in Austria e in Slovenia, ma di queste cose la stampa italiana non si occupa, o per distrazione o per opportunità.

Se alle parole di Gabassi “Non ci si può accontentare del catechismo impartito durante l’infanzia per coltivare la propria fede, così come non si possono continuare a indossare gli abiti infantili quando si è adulti – è l’efficace metafora di don Gabassi – la fede non va confusa con la Chiesa, quest’ultima è formata da tutti noi, uomini, mortali, fallibili, mentre la fede è un patrimonio intimo, personale, che deve essere nutrito e salvaguardato” dessimo un’altra lettura?

Se, cioè, quanti sono stati battezzati da neonati – con tutta evidenza senza il loro consenso -, avessero maturato una fede consapevole basandosi su una lettura personale della Bibbia e avessero scelto di seguire il Signore in un modo genuino, al di fuori dalle ambiguità che lo stesso Gabassi evidenzia, oltre a quella di base di esibire Chiesa cattolica, Vaticano e Santa Sede a seconda della convenienza? Di seguire il Signore senza più bisogno della mediazione di un sacerdote terreno come gli ebrei dell’Antico Testamento perché “c’è un solo Dio e un solo mediatore tra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù“? (1a Timoteo 2:5, anche nelle edizioni cattoliche della Bibbia).

O se non avessero trovato il messaggio evangelico sufficientemente convincente, perché la fede sì è un dono ma non dev’essere accettata per forza, come ai tempi dell’Inquisizione.

C’è poi la triste storia della cancellazione dei battesimi, che ha trovato forti resistenze e sulla quale è dovuto intervenire il professor Stefano Rodotà nella sua carica di Garante dei dati personali.

Perché, si sa, i numeri contano, anche se ho trovato un prete che ha scritto

“Mentre eravamo esaltati nel contare quanti eravamo, abbiamo dimenticato chi siamo. #vangelodioggi” (@dDinoPirri).

Qualsiasi chiesa, partito o “circolo della briscola”, provvede periodicamente a rivedere i registri dei propri aderenti e sarebbe opportuno che la anche la Chiesa cattolica lo faccia.

Dal calo delle donazioni dell’8 per mille agli studi di sociologi che si possono facilmente trovare in Rete, l’Italia non è più un paese di cattolici praticanti, ma molti rimangono tali per le convenienze sociali, e questa realtà è, o dovrebbe essere, ben nota alla Cei. Stupisce, quindi, questo articolo agostano e il suo titolo.

Nel 2002, a fronte della mia richiesta di cancellazione dal registro battesimale, mi fu risposto “E’ stato fatto quanto da lei richiesto” (sette parole). (Non nutro simpatia per l’UAAR e per le sue campagne).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: