PREGHIERA COMUNE?

1 Ago

Quella di ieri è stata una giornata storica per la chiesa cattolica in Francia e in Italia, che ha visto molti musulmani assistere alla messa, per solidarietà con la parrocchia di Rouen e per spezzare nell’opinione pubblica, l’idea che i musulmani siano da guardare tutti con sospetto, come si fa con il diverso. Trascuriamo i numeri dei partecipanti, che vanno da 15.000 a 23.000 secondo le stime, che meglio si confanno ad una manifestazione sindacale, sportiva o musicale che a una manifestazione religiosa.

Sottolineo assistere e non partecipare e tanto meno, come hanno scritto diversi quotidiani, pregare assieme.

L’errore di fondo è accomunare le “tre grandi religioni monoteistiche”, giudaismo, cristianesimo e islam. Gli ebrei non riconosco Gesù di Nazareth come il Messia, il cristianesimo sì, l’islam vede in lui uno dei profeti ma non ne riconosce la deità.

Sia gli ebrei sia i cristiani si rifanno alla promessa di una progenie attraverso il figlio Isacco fatta dall’Eterno a Abramo. L’islam si rifà a Abramo attraverso il figlio Ismaele, escluso da tale promessa (per noi moderni è un po’ difficile comprendere l’importanza della posterità), tanto è vero che sostituiscono Ismaele ad Isacco nell’episodio della prova di Abramo descritto in Genesi 22:1-18. Abramo ebbe fede e rispose alla chiamata del Dio che si sarebbe rivelato completamente solo a partire da Mosè e l’uscita del popolo ebraico dall’Egitto, che conosciamo con il tetragramma YHWH /javé/.

Nel 610 d. C. Maometto disse di aver ricevuto una nuova rivelazione da parte di Dio, contenuta nel Corano che gli fu dato già scritto in lingua araba, per questo motivo non può trascritto in una forma più moderna né essere tradotto.

Joseph Smith nel 1868 dichiarò di aver ricevuto quella riforma della rivelazione che conosciamo con il nome di Libro di Mormon.

Quindi, dal punto di vista strettamente storico, saremmo di fronte almeno a quattro e non tre religioni monoteistiche.

Torniamo a ieri.

La messa è un rito particolare della chiesa cattolica, diverso per esempio dalle celebrazioni protestanti, che si basa sul rinnovo in forma incruenta del sacrificio di Gesù Cristo secondo cui il pane e il vino si trasformerebbero nel corpo e nel sangue di Cristo (transustanziazione), in opposizione a quanto scritto chiaramente nella Lettera agli ebrei del Nuovo Testamento (dal capito 6 al capitolo 9) che parla esplicitamente di sacrificio fatto una volta per sempre in contrapposizione a quelli ebraici che dovevano essere rinnovati. Un musulmano può assistere ma non partecipare a questo rito, e i suoi momenti di preghiera sono ben codificati e diversi da quelli della chiesa cattolica.

Non si può neppure affermare che cattolici e musulmani sono fratelli, se non per la comune discendenza da Abramo, ma non da Isacco, come abbiamo visto, o più genericamente come specie umana che racchiude tutte le razze e i generi.

Meglio quindi parlare di solidarietà, questa sì da coltivare e approfondire giorno per giorno, in qualunque modo e in qualunque sede, per emarginare i fanatici e i facinorosi.

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