CACCIA ALLE STREGHE PREVENTIVA

24 Lug

L’altro giorno ho citato la caccia alle streghe avvenuta a Salem, Massachusetts, una pagina triste della storia americana, che vide coinvolte delle donne accusate di stregoneria e ben riproposta nell’opera di Arthur Miller “Il crogiolo”.

Caccia alle streghe è però  diventata una locuzione per indicare l’unitile ma costosa guerra in termini di tempo, denaro e altre risorse contro qualcosa che non esiste, come la “lotta ai fantasmi”.

Un anno fa, in estate, si innescava in Italia il tam tam nazional popolare contro la presunta introduzione della teoria gender nella scuola italiana, fatta di SMS, messaggi WhatsUp e su altri Social Media, il più delle volte copia-incollati da persone che li ricevevano e li inoltravano a parenti, amici e conoscenti, forse senza averne ben compreso il significato, un po’ come le donne pronte a condannare a priori Boccadirosa nella celebre canzone di Fabrizio de André – l’enfasi non è sulla prostituzione ma sulla condanna a priori -, e giù a pioggia, incuranti delle dichiarazioni del Miur, della ministra Stefania Giannini e del segretario al Miur Davide Faraone

Il caso più eclatante fu, sempre l’anno scorso, il sequestro dalle biblioteche scolastiche di quarantanove libri per bambini che Luigi Brugnano, il sindaco di Venezia ha ritenuto devianti senza minimamente pensare che alle bambine e ai bambini manca la capacità ma soprattutto la malizia di leggere tra le righe per pensare ad esempio che Pinocchio era, detto in termini moderni, figlio di un single.

Il resto è triste storia recente, come il ritiro da parte della nuova giunta del comune di Trieste del Gioco del rispetto destinato alle scuole dell’infanzia

L’ultima notizia, pubblicata oggi su Repubblica è lo stanziamento di 30.000,00 o 50.000,00 euro da parte della Regione Lombardia per l’istituzione di un numero verde anti gender per controllare le scuole “viste le ambiguità che permangono nelle linee guida del Miur”. Anche questa un’azione “a priori” come la guerra preventiva di George W. Bush contro l’Iraq, concetti mai venuti in mente neppure a strateghi militari come Cesare e Adriano e che questo mese abbiamo saputo esser stata sbagliata con buona pace degli iracheni. In un momento in cui il governo ha tagliato i fondi alle case di protezione contro i femminicidi.

Solo alla fine dell’intervista si fa cenno al bullismo, questo sì un problema, della cui soluzione fa parte l’educazione di genere, perché se i ragazzi e le ragazze non conoscono le diversità come fanno a rispettarle?

C’è poi il solito richiamo alle radici giudaico-cristiane, spesso giocate come un jolly quando non si hanno argomentazioni. Di quali radici parlano? Quelle che per secoli sono state impropriamente usate per tenere in soggezione la donna o quelle che vede l’essere umano, nei due generi maschile e femminile, creato su un piano di uguaglianza o quelle che, dopo la triste manipolazione fatta dai dottori della Legge, nel Nuovo Testamento ridanno alla donna quella completa dignità della quale era stata privata?

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