PROPRIETÀ

15 Feb

Mentre da noi chi più chi meno sta ancora commentando il Festival di San Remo e c’è chi ieri ha festeggiato San Valentino, succede che più della metà delle adolescenti pakistane, le coetanee di Malala Yousafi, la ragazza che si è battuta per il diritto allo studio delle ragazze perché la libertà passa anche attraverso la cultura, ritengano la violenza domestica una cosa normale, e che l’uomo, il “maschio”, abbia il diritto di esercitarla anche per il solo rifiuto della donna. Con buona pace di tutti gli accordi internazionali, ultimo la carta di Istanbul.

Se già da noi, dove queste tutele esistono – purtroppo spesso più in teoria che in pratica – assistiamo ad abusi quotidiani, quella delle donne pakistane è una vita d’inferno, di una quotidianità che ha portato le adolescenti a ritenere che lo stupro sia una prassi ordinaria e giustificata. D’altra parte è facile convincersi che ciò che si vede quotidianamente sia la normalità.

Anni luce dal considerare la donna e il suo corpo una persona e non una proprietà.

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